In una società in continua evoluzione quale la nostra, in cui i valori fondamentali del passato tendono a sclerotizzarsi, taluni processi rievocativi sono volti a riesumare riti e tradizioni del passato, riannodando i fili della propria memoria storica. A questo sono da annoverare i numerosi riti di fuoco nel Veneto e nel Friuli occidentale, nelle notti che chiudono il ciclo del solstizio d’inverno, per quanto decontestualizzati dalla società originaria che li aveva prodotti.
L’accensione dei fuochi nel solstizio invernale è stata adeguatamente iniziata ad un rito agrario, nel quale si evocava il trionfo del sole sulle tenebre e, successivamente, il rituale cristiano paraliturgico ne ha accolto la simbologia, associandovi la “manifestazione della divinità, rivelazione del mistero” (Paolo, Ef., 3, 2-3° 5-6) e il ritorno dei Magi in patria “per altra via” (Mt. 2, 1-12).
Non raramente alcuni studiosi hanno ricondotto questo rito e la sua escatologia entro uno schema della…
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