| di bortocal15 |
Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Estonia, e – udite, udite – Regno Unito, hanno firmato in queste ore a Parigi un documento di intenti condiviso, per creare una forza comune di intervento militare e rendere più snelle e veloci le missioni congiunte di interesse europeo, anche in ambito civile.
l’iniziativa è partita dalla Francia e coinvolge tutti i paesi militarmente più potenti in ambito europeo, con la vistosa eccezione dell’Italia, che appare oramai in via di emarginazione totale dall’Europa che conta.
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il processo di integrazione prospettato dall’Unione Europea si va progressivamente arenando nella dimensione di un semplice spazio economico senza dazi interni e con una moneta comune ad una parte soltanto dei suoi membri.
è evidente l’intenzione dei paesi forti dell’Europa (Germania e Francia) di costituire un nucleo più ristretto e compatto, e più omogeneo politicamente.
e forse è più realistica una integrazione politica europea che parta dalla dimensione della forza, cioè da quella militare (dove i leader sono storicamente Francia e Inghilterra).
in questo modo si è rapidamente superata la prospettiva della creazione di un esercito comune europeo a 27, che rimane una delle pie intenzioni dell’Unione Europea, affidata all’ultimo relitto del renzismo sconfitto, la commissaria europea alla difesa Mogherini.
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una forza militare comune europea per gli interventi internazionali implicherà naturalmente anche una più forte politica estera comune.
è interessante osservare che l’Italia sarà esclusa da questa dimensione futura, e sarebbe interessante sapere dal nostro ministro della Difesa Elisabetta Trenta, a 5Stelle (ma non a 5 stellette), se questo è avvenuto per scelta nostra o degli altri paesi.
in nome della sbandierata trasparenza, eh…
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del resto, la guerra in Libia del 2011 fu già guerra di Francia e Inghilterra agli interessi italiani in quel paese e l’insipienza politica di Berlusconi non seppe farvi fronte.
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questo primo assaggio dell’Europa a geometrie variabili che si sta preparando dimostra che la spaccatura interna che si va allargando nell’Unione Europea non è quella semplicistica fra Nord e Sud, ma piuttosto quella fra un Nord-Ovest dominante e un Sud-Est subalterno.
l’Italia, con l’Austria, rientra oramai nel nucleo dei paesi balcanici e fa parte di nuovo, come due secoli fa, di una specie di neo-impero-asburgico oscurantista e poco attento ai diritti civili:
una appendice del nucleo forte della cultura e della politica europea, legato all’asse franco-anglo-tedesco, in barba alla brexit.
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mi pare giusto e, siccome mi sento europeo prima che italiano o lombardo (che non sono, o veneto, che non posso essere), dico anche che ne sono contento.
l’Italia è da tempo politicamente una zavorra in Europa; resti, fin che può e/o vuole, nello spazio comune economico europeo, in posizione subalterna e semi-coloniale.
ma realisticamente non possiamo pretendere di più, dall’Europa che conta politicamente siamo già usciti, per assoluta insipienza e incapacità, e non può essere diversamente.
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e adesso gli stolti che se lo sono dato come obiettivo gioiscano con me.