dal blog https://ilcielostellatodentrodime.blog/
Di IRENE RAPELLI
La tua buccia è cruna di cielo in un cumulo di macerie,
in una meteora di grazia a precipizio sullo strapiombo dei disintegrati uomini che non credono in nulla e
come l’ago perfori le mie vanità cadute
che tenevano sogni di terra allagata
e quando muori il pugno di stelle che nascondi s’apre a infinitesime creazioni ed esplodono nel palmo,
alcune nascituri germogli scesi dall’olimpo di polvere,
gli storpi e i pazzi gettati dal dirupo ai fondali marini di selve mortali,
dove i tuoi pori fioriscono negli aranci e
pizzicano gli stomaci caldi e le stagioni conservano il ricordo pallido…