Ma quale famiglia vorresti?

Mentre sta per terminare il bailamme mediatico moralisteggiante del congresso della Famiglia mondiale a Verona (città non scelta a caso) nel Veneto “bianco”, due parole due prima di dedicarsi a qualcosa di davvero utile e serio posso provare a dirle.

In un mondo dove la realtà ci rincorre con la sua devastante concretezza e in cui la FAMIGLIA nella concezione classica è sempre più precaria e diversificata ovunque, parlarne mi pare davvero come fare uno scavo a cielo aperto di reperti archeologici. E’ il caso in cui davvero la società ha superato da sola la realtà culturale

Chiariamoci, il passaggio mi pare solo di responsabilità per la sopravvivenza del genere umano dal welfare state, che sta scomparendo ovunque sia pur in modo diverso, ma sicuramente in Italia.

Mi spiego: pensate che in Lussemburgo ogni bambino residente riceve circa 1000 euro/mese fino al ventunesimo anno di età(contro i nostri 50 euro/mese lordi), che le pensioni di quel paese permettono una assistenza agli anziani in strutture confortevoli e per chi è autonomo ci sono recidence con appartamenti indipendenti con spazi in comune dove chi è ancora in grado aiuta altri e socializza con l’assistenza di personale infermieristico e assistenti sociali. Così in concreto senza entrare nel merito più a fondo, mi pare ovvio che in Italia, ma non solo, gli individui hanno il piccolo nucleo di famiglia come elemento di sopravvivenza sociale, che però non corrisponde più ai canoni classici.

Nucleo che funziona dal punto di vista di sicurezza sociale, economico, psicologico mentre spesso è l’ultima chance di molti individui che in qualche modo la società sta lentamente espellendo dal lavoro, dalla sanità, dall’assistenza sanitaria e anche dagli affetti(dove non c’è tranquillità di vita e tutto è precario anche le certezze affettive possono mancare).

Di conseguenza cosa c’entra la morale, il pistolotto cosmico della chiesa che è la prima a non avere una visione famigliare nei fatti, con la diversità della sua struttura gerarchica maschilista, con la negazione della sessualità(tutte le deviazioni pedo-porno quotidiane) e della libertà oggettiva di essere davvero umani? Cosa ne sanno quelli del “Dio,Patria e Famiglia” di cosa avviene nella pratica di vita quotidiana fra famiglie diverse, omosex, di fatto, di single che scelgono di esserlo perchè sono cambiate le condizioni, di convivenze forzate e subite ?

La “famiglia” è l’ultimo anello della molecola della cellula contenitore sociale della possibilità di campare in un mondo dove se lavora uno solo ed è precario non hai sicurezza di tirare avanti, avere figli e uno sviluppo armonico, relazioni normali . La forma famiglia, dalle tribù
antiche dove tutto era in comune si è modificata, La città moderna è la conseguenza dello sviluppo economico che ha segnato abitudini e comportamenti sino ad oggi e serve solo prenderne atto.

Lo stato che doveva regolare e amministrare il welfare, che doveva tappare buchi personali, si è via via disgregato e le regole e le leggi di cui si serve sono modificate. L’anziano che non ha figli o parenti o amici compra un cane per avere qualcuno a cui “parlare”, senza speranza.

Questo è il vero dramma. Se non facciamo più figli e l’età media si è alzata, siamo un paese di vecchi senza “famiglia” di fatto e non è una scelta, ma la conseguenza dell’inseguimento del PIL a cui tutto è sacrificabile. Così leghisti, destrorsi e chiesa uniti nella lotta per se stessi in cerca di una identità (per pura propaganda politica) mentre parlano di famiglia allargata prenderebbero a cannonate diversi, migranti e chiunque altro non sia del gruppo, di cui solo loro stessi possono stabilire valori, salvo poi votare in parlamento guerre e provvedimenti antisociali che cercano di vestire con maschere ideologiche vecchie di cent’anni perché sono stati allevati in naftalina, ma conservati male anche se ancora pericolosi. Colossale opera di depistaggio mediatico a cui corrispondono alzate di scudi della retorica . Personalmente mi pare che mentre non ci sono più valori da difendere come dogma assoluto formale sono già in atto nelle cellule di sopravvivenza nuove forme sociali già in uso, la gente ha modificato se stessa e si è attrezzata per relazioni e condivisione fra chi è cosciente, autonomo, mentre una quota segue come sempre la corrente e nuota nel mare della morale con cui davvero in pochi ci mangiano alzando muri e mettendo paletti divisivi

Gianni Gatti

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