Al mio paese
a quel pezzo del mio me stesso distratto,
a quel serpente aggrovigliato di insolenza e noia
che forse incontrerò ancora nel viaggio.
Abbandonato al nero ed incoronato,
riabbraccerò la roccia e il castagno
prima che evapori l’ultima neve della stagione.
Ricorderò le galline ed i conigli,
le bugie e gli inganni del prossimo.
Le corse e le cadute inseguendo farfalle
non dimenticherò nemmeno uno di voi,
tra incroci e i fuochi proibiti
di nascosto dietro le tende,
cosi, come non dimenticherò il dolore
che mi sono caricato sulle spalle.
Ma nell’istante dell’ultimo sole sacrificherò
il richiamo al peccato della vergogna
che mi ha sfamato ogni mattina
al canto del prete.
Non ci saranno più canzoni da ascoltare e
nemmeno una parola da ricordare, ma
solo cieli sereni che
tra i campi di ortiche inseguivo.
08/04/019
Amadei Thomas