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MAGGIO 9, 2019
Il cielo ha il colore del mare
nel suo moto perpetuo,
rapisce della sua melodia.
Non ci sono occhi
abbastanza forti per
sopportare l’infinito
che dagli scogli si fa messaggero
di lettere e sogni.
Si arena ma non si doma
l’orizzonte delle onde,
fa perdere la voglia di ritrovarsi.
Il respiro cieco, ha identità
nel rumore dell’acqua e
nel canto dei gabbiani,
incanta di melodia il cielo,
sulla porta del divino.
Lo spettro capovolto dell’orizzonte
sul morire del profumo di salsedine e rinascita.
09/05/019
Thomas Amadei