Un piccolo racconto di una giornata fortunata, ieri 29/06/2019.
Sono stato ad un evento al monastero induista di Vispa(SV) e vorrei far partecipe chi, come me, non conosceva questa realtà, di come la diversità si manifesta come il “conosciuto” della storia dell’uomo.
Mi spiego. La comunità monastica di circa 20 monaci (molti giovani italiani e alcuni indiani) ha aperto le porte con alcune regole di base(niente foto,ecc) a chi voleva, per parlare di un tema molto attuale :
tra etica della cura e cura della terra – giornata della cura.
Presenti ambientalisti locali e non solo giornalisti, politici, professori universitari, agronomi, ricercatori, ecc
La comunità Ashram presente in loco da circa trent’anni è stata fondata da Svamiji Yogananda Giri ed ha un blog per chi può essere interessato a questo link https://www.ashramgita.com/
Un interessante approccio al tema, di tipo olistico, cioè esaminando ogni aspetto da più punti di vista, cominciato con visita guidata del loro sito sulle colline con diversi ettari molto verdi , ma soprattutto con il loro roseto dove trovano dimora e cura circa 100 varietà di rose con sperimentazione di ibridi , di selezione per profumi, per consistenza alimentare, ecc solo con tecniche biodinamiche . Alcune veramente belle .
Tutto l’ambiente è letteralmente invaso da Campane tibetane e statue, maschere alcune anche cruente (Kali con corona di teschi al collo), con facce di elefante e posizioni di yoga. La monaca accompagnatrice raccontava che non hanno un vero effetto spaventevole, ma anzi rappresentano nel loro ambiente facce diverse della memoria, della speranza e della rinascita.
Il rispetto dell’ambiente nel processo educativo dei giovani come possibilità di cambiamento. Spunti di riflessione sul rapporto uomo-ambiente, nel pensiero del precursore dell’ecologia moderna.
Il fondatore e primo relatore(Matha Gitananda Ashram) con il suo linguaggio carismatico, preciso, diretto ha svolto una relazione che da tempo non sentivo in modo così esaustivo e potente. Cioè senza mediazioni. La connessione fra ambiente e uomo si snoda attorno al modello di sviluppo che privilegia il mercato e la produzione senza attenzione alle persone, agli animali ed alle piante. Quindi l’ecologia ambientale diventa la ricerca del sè e della convivenza di comunità al contrario del sistema planetario attuale mirato all’arricchimento di pochi ed allo sfruttamento intensivo dell’ambiente inteso nella sua interezza di biosfera. Il bello della questione è che questo illuminato personaggio non è partito da analisi economiche – finanziarie ma dall’esaminare il modo dell’approccio della natura che l’uomo ha, come causa che porta a ricadute ambientali negative anche climatiche ed economiche
A seguire :
un dottore di origini indiane(Yogacharya Dr Ananda Balayogi Bhavanani direttore del centro per l’educazione e ricerca di yoga terapia e prof alla Università di Pondicherry) sul rapporto dello Yoga come forma di scoperta del sè dentro un sistema che tenga presente dell’esistenza di altri e come attraverso questo metodo di conoscenza individuale possano affluire energie nascoste e positive utili a tutti.
Una monaca induista, Suamini Ma Uma Shakti, ha spiegato che noi siamo terra e come avere cura di essa e del verde sia utile a migliorare se stessi come individui e come popolazione
Un antropologo, insegnante di una università americana che ha portato alcuni risultati di una ricerca fatta da poco e che dimostra con dati che la nostra discendenza europea non sia del tutto legata all’appartenenza all’uomo sapiens sapiens, ma certamente per almeno il 15 % al precedente homo erectus . Quale la tesi : il sapiens sapiens ha cominciato ad usare il cervello per adeguarsi all’ambiente e rapportarsi con altri attraverso l’invenzione di forme di linguaggio e assieme ad alcune scoperte ha portato anche prime forme di contrasto anche violento e di organizzazione elementare. La specie antecedente meno pensante e colloquiale era più istintuale e si riferiva più al proprio io senza problemi. L’esempio fatto degli inglesi che deportavano prigionieri in australia e li picchiavano a sangue indisturbati e i nativi che li spiavano dai cespugli correvano a difenderli perchè per loro era inconcepibile. Mentre in Nuova Zelanda i Maori da sempre molto forti e violenti si sono opposti agli inglesi arrivando anche a periodi di pace per equivalenza di forze(poi sappiamo come è finita) ed i Maori erano legati all’omo sapiens
Una ambientalista italiana (Francescato) ex deputata dei verdi, giornalista e scrittrice ha dato una idea evolutiva dell’ecologismo in Italia con limiti e punti utili di elaborazione culturale.
Un agronomo, Paolo Marin responsabile di progetto agroecologia biodinamica ha parlato di un progetto concreto che sta portando avanti presso il carcere di massima sicurezza di Alessandria come forma di conoscenza di un mestiere, della natura e di recupero di persone altrimenti senza riferimenti sociali.
Il capitano dei carabinieri della stazione di Altare che ha portato i saluti, entusiasta del rapporto con la comunità induista, cosa un pò fuori dalle righe, inaspettata ma piacevole nel suo rigore professionale e umano.
Questa comunità induista è una delle tante voci che non si sentono, ma di cui a mio giudizio c’è assoluto bisogno, perchè la ricerca di comunità e rapporto con la natura nel tempo hanno cambiato il mondo in qualche raro caso in meglio, in generale in peggio.
Il loro modo olistico mai banale, integrale non violento e attraverso la pratica yoga li mette in condizioni di rilassatezza e apertura della mente . Incontrarsi e ascoltare ci rende vicini, niente di nuovo in fondo, cose anche già sentite, ma che trovano il limite nell’essere costellazioni di un unico cielo che non si parlano e devono sperimentare modi per camminare fianco a fianco
Gianni Gatti
30/06/2019