Nel mondo occidentale le votazioni contano non tanto per i numeri ma per la distribuzione del potere che ne consegue, in continuità o (raramente ) come alternativa.
Poco da essere allegri. Sul piano internazionale dopo la Turchia e la Grecia continuità della dx e soprattutto per il ruolo che Erdogan ha fatto assumere alla Turchia negli ultimi 10 anni come membro Nato, come “fiancheggiatore della EU”per gestione migranti, per la forza militare messa in campo e la gestione – regolazione finale dei Curdi dentro a confini liquidi fra Siria, Iran, Iraq, Israele, ecc. In sintesi bisogna riconoscergli “meriti” di aver ricavato un ruolo fra violenza e gestione diplomatica (per es. con l’Ucraina).
In Italia nulla di nuovo dopo alcune votazioni regionali, le comunali rivelano un aumento consistente di chi non va proprio a votare o se va annulla o fa scheda bianca.
In sintesi sul territorio vince ancora la destra più trasformista nei modi e più guerrafondaia, l’interprete perfetto per un ruolo nella Nato e di difesa degli interessi della finanza imprenditrice.
Lo schieramento si completa con le ultime scelte fatte dall’Unione Europea in fatto di subalternità alla Nato e dall’apparato che convoglia soldi e mezzi verso la guerra in Ucraina.
Il governo Meloni pompa la produzione di armi e sistemi militari non sono per l’efficienza e le relazioni di Crosetto, ma anche con un assalto ideologico alla struttura dello stato come lo conosciamo.
L’occupazione con figure incredibili fra inquisiti e in aperta collusione mafiosa, della maggioranza delle imprese e delle istituzioni con importanza internazionale.
I reggenti di università, della Rai unificata come conduzione mercantile a Mediaset, la gestione delle Grandi Opere Inutili (Tav, Terzo Valico, Ponte di Messina, ecc), la gestione energetica delle fossili, risolta senza apparire “tranchante”, lasciando qualche piccolo margine di deviazione; la gestione del PNRR consegnata alle imprese private per la maggioranza degli impegni (condizionati nei prestiti Eu ); la privatizzazione della sanità residua, dei beni comuni le regole di ingaggio sul lavoro, il taglio delle spese sociali e di sicurezza.
Quando si dice che Salvini, Meloni e Berlusconi stanno occupando l’esercizio del potere con le proprie truppe è solo il riconoscimento di una coesione, pur fra le loro diversità e litigi, maggiore di quella che ha sempre fatto la cosidetta sinistra (“sinistra”), coadiuvati per incapacità e in parte per collusione da parte di partitini ormai in via di estinzione. Solo il PD rimane in minima parte ancorato a questo potere nelle istituzioni in alcune regioni e comuni importanti, ma senza una politica di vera alternativa come concorrenza sul campo per imprese diverse…..
E allora questa “destra americana” si sta allargando indisturbata per trasformare questa società in un mercato internazionale di armi e di utility per i grandi fondi di investimento finanziari, mentre la gestione dei confini è più che mai fluida e in continuità con Minniti per migranti africani, mentre cercano uno spazio nella concorrenza in Arabia, in Africa e nella stessa Ucraina per esportare prodotti di morte. Mentre sui territori si tagliano fondi e col MES il bilancio in pareggio si castano i comuni e nessuno va a vedere “cosa serve concretamente localmente”.
Stanno cambiando, dentro ogni provvedimento passato con la fiducia, piccole variazioni apparentemente secondarie su regole e gestione dei fondi economici, della gestione della giustizia (intercettazioni e legge Cartabia), delle regole d’ingaggio degli appalti saltando a piè pari ogni ostacolo al dominio delle grandi imprese predatrici.
Questo in estrema sintesi mentre cercano di aumentare il controllo sui media(tv, stampa, ecc) e entrando nel mondo dell’istruzione per formare i giovani a quell’antico mestiere redditizio della guerra.
Siamo subissati di film e documentari dove si esalta la violenza maschia e l’orgoglio nazionale, senza dirlo apertamente in un gioco dove la fanno da padroni film che osannano i “Navy Seals” o similari come giusti, buoni e amiconi del mondo quando ognuno può vedere cosa hanno e ancora rappresentano questi guerrafondai storici in tutto il mondo senza tregua.
Prende piede una cultura tipica di destra dove si usano armi e si ammazza in un crescendo senza fine che coinvolge aspetti psicologici e di comportamento per masse ormai senza un riferimento di valori o di etica sociale, dove la democrazia è un fastidio superabile con il decisionismo.
Vuol dire che sul piano politico in questo momento non hanno nemici che li impensieriscono, non certo i sindacati confederali col loro lungo sonno, non il PD con la Schlein che mentre produce retorica sull’antifascismo lascia ampi spazi al militarismo giustificazionista, non il M5S ormai in decomposizione ( che ha l’unico obiettivo della rincorsa al PD da cui prendono solo calci), non i verdi senza reale autonomia di pensiero che sono pd-dipendenti, non attraverso alcune frange di associazioni cattoliche che pur essendo contro le guerre non si oppongono all’uso e all’invio delle stesse nel gioco geopolitico che ci sta trascinando in una guerra mondiale insensata.
Zelensky ha molti amici fra questa quota di potere che ha occupato posti non per merito, ma per abbandono sul campo di chi doveva difendere società e valori concretamente e cuce i fili di una rete internazionale che ha per primi come capi espiatori i suoi concittadini in una nazione con milioni di sfollati, completamente distrutta e con una guerra imposta attraverso nazionalismo stupido Anche se ad iniziala sono stati altri(Putin) non la finiscono più di mandare ragazzi a morire.
Inutile lamentarsi, spaventarsi di questo enorme progetto sociale gestito tramite la Nato dagli Usa in crisi di mercato con un debito a 31.000 miliardi e una spesa di un terzo del bilancio buttato sull’altare delle guerre nel mondo, per mantenere un enorme potere mezzi e militari, di spionaggio e corruzione, ma che non può durare in eterno proprio per il default del debito statale.
Infine mentre è giusto continuare a denunciare situazioni, fare controinformazione, a mio avviso, se questo azione non si trasforma in catene di aggregazione e lotta sociale non serve avere ragione se poi vincono loro!
Chi ancora si batte deve trovare forme concrete ed organizzate per avere possibilità di comunicazione, poiché ormai passa di lì l’emozione politica che muove cuori e cervelli di chi resiste.
Gianni Gatti
29/05/2023