La Cina sfida gli Stati Uniti e punta al primato in otto settori strategici: ecco quali

Dal blog https://www.corriere.it/

di Valentina Iorio

iventata la prima potenza industriale, la Cina punta all’autonomia tecnologica e vuole la supremazia in otto settori strategici: aeroplani a fusoliera larga, chip telefoni, grandi trattori e mietitrici, apparecchiature mediche avanzate; robot industriali, apparecchiature per energia rinnovabile, componentistica navale e veicoli green. L’obiettivo è di rendersi indipendente da semilavorati e beni strumentali acquistati all’estero.

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La strategia di Pechino

«Ciò comporta dotarsi di tecnologie e competenze, ed essere poi in grado di sviluppare le une e le altre autonomamente. Il passaggio non è né semplice né scontato, e tuttavia è perseguito con grande determinazione e nessuno scrupolo, utilizzando un ventaglio di strumenti per pilotare il sistema nella direzione voluta: controllo diretto di produzione e intermediari finanziari, con imprese statali sussidi a privati che si impegnino a perseguire obiettivi strategici condivisi, trasferimento forzato di tecnologia da imprese estere che investono in Cina e acquisizioni di imprese all’estero», spiega l’economista Luca Paolazzi, advisor di Ceresio Investors e direttore scientifico della Fondazione Nord Est, già consulente del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Mercato interno e investimenti stranieri

La crescita della Cina come potenza tech è stata agevolata dalle imprese straniere che hanno investito nel Paese o veicolato a fornitori cinesi commesse sempre più sofisticate, rendendoli leader di mercato, pur non volendo. «Come nel caso degli smartphone, che sono diventati compagni fedeli delle nostre esistenze. E dei microchip che ne sono il cuore e anche fonte inesauribile di big-data, ossia della materia prima per la digitalizzazione dei sistemi economici», sottolinea Paolazzi. Il caso cinese testimonia quanto conti avere un grande mercato interno per essere vincenti nella competizione globale. «Mercato interno enorme significa imprese fuori scala per i competitor, ossia grandi in Cina per essere grandi nel mondo. Tre esempi: Hikvision (videocamere di sorveglianza), Fuyao (parabrezza e vetri delle auto), Gree Electric (aria condizionata). Quest’ultima è nata nel 1992, è guidata da una donna, fattura quasi 30 miliardi di dollari e impiega 70mila persone. La prima fattura 12 miliardi di dollari, e la seconda, pure nata nel 1992, ha ricavi per 4 miliardi ed è diventata famosa per il docu-film del 2019 American Factory, in cui si narra la sua acquisizione e ristrutturazione di una fabbrica in Ohio chiusa da General Motors», evidenzia il direttore scientifico della Fondazione Nord Est.

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Il primato nei brevetti

Pechino è già prima per numero di brevetti attivi. Nel 2021 erano 3,6 milioni, contro i 3,3 milioni degli Stati Uniti e i 2 del Giappone. Secondo un rapporto dell’Istituto australiano di politica strategica (Aspi), pubblicato a marzo, la Cina risulta in vantaggio in 37 settori tecnologici su 44, tra cui quelle della difesa, spazio, robotica, energia, ambiente, biotecnologia, intelligenza artificiale, materiali avanzati e tecnologia quantistica. Secondo lo studio Pechino sta costruendo le basi per diventare la prima superpotenza tecnologica del mondo, garantendosi un vantaggio nella ricerca in gran parte dei settori tecnologici critici e in quelli emergenti.«L’imposizione di dazi elevati, la messa al bando di alcuni marchi cinesi, i forti incentivi per attrarre produttori esteri (per esempio, taiwanesi) o trattenere quelli nazionali (Intel) e il divieto di esportare tecnologie sofisticate in Cina sono la risposta americana a tutto questo», dice Paolazzi.

Pechino punta alla Luna

La Cina ha anche varato un complesso programma di esplorazione lunare, che ha l’obiettivo di creare una base abitata al Polo Sud del satellite. Le prime tre fasi del programma sono state portate a termine con successo (compresi allunaggi con prelievi di materiali) ed ora è entrato nella quarta e finale. Questo ci dice che anche nella space economy Pechino ambisce a un ruolo da protagonista. «Il rover Zhurong fatto atterrare su Marte nel 2021 è stato capace di trasmettere informazioni per quasi un anno, nonostante fosse stato progettato per durare tre mesi. Solo gli Usa erano riusciti a fare altrettanto», ricorda l’advisor di Ceresio Investors. Un altro settori in cui Pechino sta sfidando gli Stati Uniti anche è quello del quantum computing.

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