Una politica senza indicazioni, siamo nudi e orfani!

Poichè sono distaccato da tempo ( dal M5S ) e osservatore a distanza vedo come una involuzione questa manifestazione che in sintesi dovrebbe essere il punto più alto della battaglia e provo a spiegarmi, anche se può sembrare una cattiveria postuma la mia, vuol invece fornire in sintesi argomenti per cambiare punto di vista.

Grillo e quel partito di vertice ( comandano gli eletti, il partito non c’è mai stato) escono come le lumache dopo la pioggia, oltretutto per dire cose per certi versi banali per chi si occupa da anni di politica e che ripetere ad ogni incontro pur raro, non tranquillizza per nulla perché sconfitti.

Dopo una valanga di militanti e simpatizzanti spariti, con anche alcuni nomi per me utili ed interessanti (senza fare nomi), ma espulsi dai giggino boys ai tempi e che scelgono ancora giustamente per me, di NON rientrare.

Dopo la rincorsa nelle campagne elettorali al PD, ad alleanze da brivido fatte ancora per iniziativa di pochi e poco discusse all’interno.

Dopo aver firmato “laqualunque “ di provvedimenti antisociali con Draghi e ora “per responsabilità” disposti a collaborare in alcune situazioni con questo governo, ormai la coperta è corta e vengono fuori aspetti che forse non ha neppure senso discutere così sui social, ma non c’è un terreno aperto utile in cui farlo

Mentre i territori e Savona città vi rientra in pieno, sono abbandonati dalla politica attiva, non c’è una alleanza che è una, con un gruppo civico di base su un tema qualunque o se c’è è sempre valido il tentativo di metterci “il cappello sopra”. Mancano scelte politiche di riorganizzazione interna e rispetto alla concezione progettuale politica sfido chiunque dire qual’è il modello di società che il M5S ha assunto e discusso e per cui si batte.

Il mai risolto tema fra imprese e sociale, fra lavoro e struttura sociale, fra moneta e finanza, fra strategia globale e nazionale, fra alleanza NATO e indipendenza è a vista.

Continua il balletto con i soldi buttati per autodefinirsi onesti(ma coglioni, perché sei senza possibilità nell’attività principale del fare politica dentro un sistema), la mancanza di strumenti di comunicazione, senza una banalità di congresso per tirare le fila anche rispetto alla marea di persone schifate dalla politica, ma che fanno opposizione o vagano in cerca di un “isola” che non c’è.

Secondo Conte e Beppe che escono con boutade ogni sei mesi, ma bloccano ogni dibattito concreto, oggi vengono a spiegarci ancora sulla necessità del R di C., argomento frusto su cui solo i leghisti & Co sono contrari, non certo i 6 milioni di poveri o i 3,5 milioni di precari.

Ha senso parlarne solo per trovare modi, forme, attrezzature culturali per coalizzare chi potrebbe beneficiarne, i gruppi che sono in accordo a prescindere, certi sindacati di base, ecc, ecc, ma è l’unica cosa che il M5S NON FA. L’idea è loro e pazienza se i cattivi l’hanno tagliata, rimane un vanto. Nessun passo per tenere aperti canali nelle categorie e gruppi sociali, unico riferimento è questo gruppo di massoni e correnti varie del PD della Schleyn

Che senso ha una manifestazione come quella di Roma? Ovvio che i motivi ci sono per protestare e sono ottimi, ma ancora risente dell’incapacità a trascinare una base diversa, a sedimentare opposizione e creare aggregazione.

Volevano contarsi dopo le fughe?

Beh i numeri reali parlano, rispetto a circa 65 milioni di abitanti, a parte chi desidera farsi incantare come serpenti da suonatori di flauto, non c’è un accenno di autocritica.

Il M5S NON è appetibile per alleanze strategiche e i capi-bastone del PD non ci pensano neppure anche se lo dice la Schlein, ad avvicinarsi, hanno altri obiettivi, devono trovare posti per partecipare alla grande abbuffata, tutta la politica unica istituzionale con poche eccezioni individuali non desidera davvero fare opposizione.

Bonaccini vuole essere nominato commissario del post-alluvione in Emilia Romagna, ha altri interessi in quel banchetto miliardario, Dalema se la cava con piccole mediazioni su armi all’estero, l’apparato di quel partito fra nuovi ed ex sta dentro i consigli di amministrazione delle principali società di produzione di morte, ecc, ecc.

Qual’è il piano ultimo di Grillo & Co?

Non c’è altro che correre dietro alla quotidianità e “rincuorare” i rimasti con battute ad effetto, a meno di non considerare rivoluzione le “brigate di cittadinanza“o l’istituzione dei coordinatori provinciali (sempre nominati su segnalazione dall’alto)

Non c’è neppure la percezione che di qualunque argomento, parlarne collettivamente e trascinare anche culturalmente su linee comuni è l’unico modo di far nascere o sviluppare cose diverse, personalità diverse (mentre sono fermi al candidare la massaia di Voghera perché fa onesto) e che avere una laurea non significa capacità politica di prospettiva.

Non c’è spessore in queste scelte, oltre che mancanza di democrazia e non è un piccolo particolare di scarsa importanza.

E’ il senso di impotenza e allo stesso tempo di auto-celebrazione del proprio ego, lo sventolare una bandiera che se ha perso decine di migliaia di militanti e milioni di voti…ci sarà un motivo anche se continuano a dare la colpa ad altri per salvarsi la coscienza, anche se il pallino in mano lo hanno avuto per anni…..

In un contesto sociale deprimente e costrittivo le persone hanno mille motivi di rinchiudersi in se stessi, ma la politica con comportamenti ed organizzazione “può” essere una chiave diversa se usata bene.

La manifestazione nazionale è un epilogo sostitutivo alla difficoltà di tornare a parlare sui territori.

Eppure vi sono molte possibilità politiche di base da frequentare e centinaia di associazioni, gruppi sociali con supporti di una buona quota comunicativa, basta volerli vedere su tanti argomenti, invece di guardarli con la puzza al naso solo perché sono altro…

L’umiltà in politica è utile al desiderio di cambiare lo stato presente delle cose a partire da se stessi! Sporcarsi le mani serve a costruire scenari futuri cercando obiettivi comuni.

Gatti Gianni

20/06/23

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