Profughi, frontiere, morti

Dalla pg FB di Giustiniano Rosssi

Tutti i giorni, alla frontiera fra l’Arabia saudita e lo Yemen, profughi etiopici vengono uccisi. Nel 2022, secondo stime della Rete per la ricerca di dati Mixed Migration Center (MMC), sono stati almeno 794. Oltre 1.700 sono stati feriti. Secondo i risultati di una ricerca MMC pubblicata all’inizio di luglio, nel 2023 la strage continua. Le persone sono ammazzate “sistematicamente”, “direttamente e deliberatamente” da agenti di sicurezza che dipendono dallo Stato saudita. Secondo MMC, la violenza e le torture subite dai richiedenti asilo sulla rotta dal Corno d’Africa all’Arabia saudita sono paragonabili solo a quelle praticate in Libia. Ma quanto avviene alla frontiera fra Yemen e Arabia saudita è particolarmente grave perché gli assassini sono agenti della forza pubblica che, secondo testimonianze rese a MMC da profughi etiopici, fanno uso di armi leggere, di mitragliatrici e perfino di granate di mortaio ed altri esplosivi. Inoltre, lungo la frontiera sistemi automatici di sparo entrano in funzione appena si registrano dei movimenti. Di notte sono attivati da sensori o videocamere.

Già all’inizio di ottobre, numerosi inviati speciali dell’ONU avevano contestato questi fatti. Parlavano anche di artiglieria e di armi leggere impiegate contro i profughi da forze d’intervento dello Stato saudita. Che impiega tiratori scelti. Si parla anche di un cimitero segreto dalla parte yemenita, vicino alla frontiera, nel quale sono stati trasportati fino a 10.000 profughi assassinati. Secondo gli inviati, altri sono arrestati e sottoposti alle torture più brutali prima di essere respinti con la forza verso la Yemen. Sono messi in riga e gli sparano nelle mani o nelle gambe. Ragazze che non hanno più di 13 anni sono stuprate dai militari sauditi e rimandate in Yemen senza vestiti. Senza sorprese, Riad ha respinto le accuse a marzo. La rappresentanza permanente dell’Arabia saudita a Ginevra, dopo aver chiesto una proroga del termine per fornire una risposta, ha dichiarato che, non essendoci prove di quanto affermato dagli inviati dell’ONU, è essa stessa impossibilitata a fare un’indagine.

Secondo informazioni del MMC, che ha parlato con dei sopravvissuti, non tutte le persone ammazzate o perite in seguito alle ferite riportate sono sepolte. Nella zona di confine ci sono “mucchi di cadaveri”, come hanno confermato a MMC anche degli yemeniti residenti nei paraggi. Sono in parte divorati da cani selvatici. Si presume per questo che il numero delle vittime sia molto maggiore di quello conosciuto. Esausti per il viaggio attraverso una delle vie di fuga più pericolose del mondo, moltissimi perdono la vita perché, feriti, non sono in grado di riguadagnare lo Yemen attraverso le montagne. Sono innumerevoli a precipitare dai dirupi. Quello dal Corno d’Africa all’Arabia saudita è uno degli itinerari di migrazione più frequentati del mondo. Ogni mese 8.000-10.000 persone approdano sulle coste dello Yemen. La maggior parte sono etiopi, ma i somali sono sempre più numerosi. C’è da presumere che aumentino, in una situazione in cui il numero delle vittime della fame nel mondo è in aumento, ancora più rapido a causa delle sanzioni occidentali contro la Russia. Su questa rotta stupri, violenze, assassinî, schiavitù, tratta di esseri umani e sfruttamento sono all’ordine del giorno.

L’Arabia saudita è nota per i maltrattamenti inflitti ai richiedenti asilo. Anche quando trovano un “job”, in condizioni vicine alla schiavitù e senza un permesso di soggiorno valido, la maggior parte viene acciuffata presto o tardi ed imprigionata in condizioni disumane per poi essere espulsa. La tortura è moneta corrente nei Centri di identificazione ed espulsione sauditi. E, spesso, finisce con la morte. Corre voce che, oltre alle centinaia di migliaia di euro versatigli per le sue consulenze dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, l’apprezzato conferenziere Matteo Renzi abbia riscosso una sostanziosa parcella anche da Giorgia Meloni per le sue indagini nel regno wahabita riguardo alle possibili soluzioni per far fronte all’afflusso di migranti sul sacro italico suolo…

Giustiniano

12 luglio 2023

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.