Rigassificatore o energia diffusa?

In merito alla buona partecipazione al convegno organizzato da Vivere Vado sull’installazione nella rada di Vado di un rigassificatore (rifiutato a Livorno da una buona opposizione) mi pare utile aggiungere alcune riflessioni importanti non secondarie.

Per come la vedo io tutto giusta la descrizione fatta dai relatori

Pur seguendo da lontano la diretta FB, mi pare che nessuno ha contestato il motivo principe per cui mettono il ragassificatore e cioè: è la risposta piena e definitiva alla sudditanza energetica delle fossili. Toti è solo il curatore fallimentare della Nato e della UE

Se non si rispondono a questi interrogativi essenziali ci si perde in una contrattazione tipo sindacale, cui i cittadini sono esclusi.

Devono solo pagare qualunque sia la compensazione, oltre al ricatto energetico che continuerà. almeno per vent’anni

In questa ambiguità non definita avranno modo falsi verdi, sinistra d’antan e sindaclismo confederale per crogiuolarsi nel marasma culturale, per strappare un minimo di consenso politico senza avere come obiettivo di cambiare sistema non sulle motivazioni, ma sugli escamotage del potere istituzionale di elargire piccole dosi come scambio e tranquillizzanti di fossili, facendo credere che non si può fare diversamente….

C’è una colpa in questo?

Secondo me SI ! Poichè nonostante il livello di conoscenza tecnica e consapevolezza sociale raggiunto dopo anni di parole d’ordine disattese, ricominciamo da capo

Voglio dire che tante competenze , ricercatori, università, fondazioni hanno detto, scritto, documentato sul tema energia, ma questa narrazione non è diffusa, non passa a livello mediatico

Voglio dire che ad oggi quali sono le esigenze energetiche in Italia e per cosa servono?

C’è un progetto alternativo?

I militanti della lotta al TAV per esempio con dati e elaborazioni in mille convegni hanno dato esempio di quanto inutile sia scavare quella montagna per un passaggio di merci che non c’è già oggi(-40 %).. Non divaghiamo, sono fatti accertati!

C’è un progetto alternativo di uso dell’energia che non siano le fossili? Risposta : NO!

Non alternativo appunto. Si basano sul dipingere il gas come energia green con l’aiuto della EU su procura della Nato e ci girano intorno e anzi su questo hanno fatto cassa con Verdi, e partitini di sinistra oltre al PD ed al M5S da sempre fedeli senza coraggio oltre le parole.

Quali sono i punti importanti che dovrebbero essere confrontati e discussi soprattutto con competenze non “vendute” a priori per un vero governo sul tema energetico?

Spiace che nell’evento di Vado sia passato quasi sotto traccia.

– serve un elenco su cui ragionare dei consumi, a chi vanno e per che scopo.

– serve un sistema che possa rendere l’energia una proprietà di chi la usa, non una dipendenza delle stesse mani. Tutte le regole e i sistemi della burocrazia tecnica che impedisce, come dice la direttiva EU 20.20.20 a vari livelli(prima della guerra Ucraina e delle sanzioni che hanno modificato il mercato) stato, regioni e comuni, hanno cassato i vari bonus senza cambiare nulla per avere una energia diffusa e democratica.

– Il progetto è mantenere lo stesso tipo di produzioni e di edifici energivori con l’aggiunta “salvifica del Gas Green”, quindi un potere concentrato ancora in poche mani con dipendenza della maggioranza dei cittadini.

– Non ho visto ad oggi piani nazionali che parlino di come si può cambiare la situazione governando prodotti, trasporti, eliminando sprechi, aggredendo con forza l’immenso patrimonio immobiliare che oggi è al 70% in classe G per portarlo in classe A. Questo vale per case, ma anche per capannoni industriali.

Quanto si può diminuire la necessità energetica modificando quanto sopra?

Non è una cosa veloce, ma qui non c’è neppure l’avvio di un processo del genere

Stiamo a contare le perline che i magnifici Toti e Meloni vorrebbero dare non ai cittadini, ma ad alcuni sindaci che ne trarranno vantaggio elettorale o ai sindacati per non farsi vedere assolutamente ignavi ed inutili e non ci accorgiamo della trave infilata….

Certo c’è anche un problema di salute pubblica innegabile, ma chi ha fatto sbattendosene come dimostrato dalla brava Guelfi nella sua relazione introduttiva, la piattaforma Maersk o chi progetta un inceneritore possibile sempre a Vado che volete che gliene freghi lora stanno altrove?

Soprattutto se le compensazioni le pagano sempre i cittadini non i costruttori.

C’è una condizione prima culturale e poi politica che vive di queste contrattazioni, succube di non aver convinto la “gente” che l’energia è il motore del mondo economico dall’industrializzazione ad oggi e questa installazione ne rappresenta la sua continuità.

Su questo mi piacerebbe si mettesse in moto una forma organizzata di dialogo fra competenze del settore con ampia veduta per vedere di organizzare a settembre un altro evento con possibilità progettuali almeno identificate di massima su cui costruire un fronte comune dei cittadini per una società della cura di sè e degli altri che metta in dubbio una concezione di energia adatta e possibile alla massa

Gianni Gatti

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