Come spinte da venti di terra senza inizio ne fine,
aprono imprevedibili moti, si pentono e poi riprovano,
scalano altezze e si abbassano a raso,
le nuvole qui non conoscono riposo.
Spettacolo senza registi, continuo e immenso,
distrazioni per attenzioni volute,
un “andivenire” sensuale
fra luci, colori, opacità, disegni informali immaginati,
dimostrazioni non richieste per anime curiose.
Poche ore di assenza ed eccole di nuovo, mai uguali.
In Germania del Nord, l’esterno è sede del teatro del cielo
insensato, imprevedibile, arrogante, appagante
Gianni Gatti
09/08/2023


