Personalmente non firmerò questa petizione, perchè non mi rappresenta e credo anche non rappresenti una larga fetta di cittadini. Non ne faccio un discorso ideologico di contrapposizione, ma lo diventa per motivi molto seri e argomentati, essendo un sostituto “d’imposta “tramite battaglia politica.
No al rigassificatore nel mio cortile: è la motivazione che dovrebbe avere la petizione, significativamente, con l’implicita evidenza che da un’altra parte forse… sarebbe accettabile!
Un po’ come i migranti, non importano le motivazioni di uscita dal loro paese il punto è poterli trasferire altrove (L’Inghilterra civile li mette in prigioni galleggianti e li porta in Africa).
C’è un limite morale da non superare, oltre che economico, sociale e ambientale, dopo di che chi ha il potere decide, ma si prende tutte le responsabilità e le conseguenze.
Sono contro a questa installazione per ciò che rappresenta. Mi pare poco dignitoso pietire migliori “compensazioni”, chiedere diversa disposizione tecnica o addurre motivazioni di possibile incidente e salute a rischio.
Se anche queste contestazioni hanno una ragione di essere, entrare nel merito significa di fatto accettare la logica che tanto non si può fare altro, bisogna abbozzare e muti o che se lo fanno altrove abbiamo vinto (che è già stato così localmente, dopo le proteste a Livorno per la stessa nave).
Tutta l’operazione delle navi rigassificatrici nasce da una imposizione di mercato da banditi, di Usa e UE su dettatura americana, dopo aver fatto sanzioni contro la Russia che danneggiano solo ed esclusivamente le nazioni UE, che in sintesi ripropongono come la miglior soluzione: continuità energetica con le fossili e la dipendenza che questo rappresenta per decenni.
Inoltre mentre è ovvio che le eventuali “compensazioni” le pagheranno gli utenti, cioè i cittadini e le imprese che usano energia prelevata da rigassificatori tramite le bollette in aumento esponenziale.
Quando andrete a leggere sulla prossima bolletta gas: oneri di commercializzazione pari a oltre 2/3 del totale, quasi indipendentemente dal consumo reale, ecco li cade l’asino sulle frottole di Toti, del governo e di chi lo affianca
Operazione da Ponzio Pilato senza un domani questa della raccolta firme con quelle modalità, continua la sagra in parte illusoria, dopo che è fallita la raccolta di firme referendarie contro la guerra e anche della campagna “riprendiamoci il comune” dimostrando la difficoltà di un modo di porsi contro “con una firma”, quando le condizioni sociali richiedono altro, che però al momento non arriva.
Non rappresenta la coscienza di una popolazione che vive nel sole, nel vento e si sente propinare in ogni dove solo fonti fossili (con l’aggravante imposta da scelte EU e Nato) che creano dipendenza eterna economica e sociale. Che è la vera motivazione da sostenere per opporsi al rigassificatore, anche se oggi è una fatica qualunque battaglia “dal basso”.
Nessuna politica di prospettiva , alternativa, messa in campo dai partiti istituzionali (stato, regioni, comuni, ecc ) che dovrebbero dare sicurezza con possibilità di energia sostenibile, ma diffusa e democratica, non concentrata in poche mani.
Il progetto del rigassificatore è contrario agli interessi degli italiani, che hanno diritto ad un piano programmatico di “risparmio energetico” di un patrimonio immobiliare con il 75% di case in classe G (che significa spreco al 70% dell’energia usata) di una gestione proiettata nel futuro col tempo, di piano industriale di uscita da produzioni energivore e non utili socialmente, di una riprogrammazione sociale proprio a partire dalle esigenze energetiche.
Mentre la Germania prevede di immettere 212 miliardi proprio (non ancora approvato ) per modificare il sistema energetico con particolare attenzione alle energie sostenibili, nonostante siano ormai a circa il 55 % della produzione nazionale con dedica specifica alle ferrovie, a tutti gli edifici comunali(scuole, asili, uffici, ecc). Il piano del ministro dell’Economia, Robert Habeck, inizia con la conversione ad alta efficienza energetica di tutti gli edifici pubblici (costo: 19 miliardi solo nel 2024), ristrutturazione totale dei vecchi manufatti (13 miliardi) e finanziamento delle nuove costruzioni ecologicamente sostenibili (2 miliardi). Ai proprietari il governo rimborserà circa il 70% delle spese per l’installazione di impianti di riscaldamento a misura di ambiente.
In Italia hanno verniciato di green il gas che verde davvero non lo è, anche con il tacito consenso di Verdi, PD e dintorni ed ora siamo a fare le pulci alla proposta indecente di Toti, sperando con piccolo cabotaggio di averne qualche vantaggio locale.
In una Europa sempre più sorda alle reali esigenze delle nazioni, succube degli interessi di mercato e finanziari della Nato e degli USA questa protesta “timida è una marchetta” pagata ad una sinistra (sindacati compresi) istituzionale allineata in fondo con la dx meloniana che non ha una visione alternativa.
Da sempre Renziani questuanti in Arabia, capi-bastone alla Dalema( consulenti petroliferi), circoli finanziari legati a ambienti atlantici, Confindustria e ovviamente grandi player internazionali, oltre a Grandi Aziende tipo ENI, SNAM (semi-statali) investono e lavorano in ogni luogo della terra sostanzialmente per continuare a cavare sangue dalle rape, cioè per predare risorse in paesi poveri, ma ricchi di energia, che provocano guerre, sfruttamento e profughi, l’elenco è infinito basta voler vedere …
Abbiamo dati su necessità reali energetiche? Assolutamente SI.
Abbiamo chiarezza su chi e come ancora oggi usa gas e fossili in generale? SI
C’è un progetto pianificato di risparmio energetico e di percorso reso POSSIBILE verso un inserimento delle energie sostenibili? NO
Quindi chi è che prende in giro la popolazione mutuando una battaglia politica con una firma per dire: NON NEL MIO CORTILE?
C’è bisogno di parlarne, di verificare dati, allargare la coscienza civile su queste tematiche con incontri, assemblee di quartiere e di paese, anche con competenze che ormai ci sono di parlarne pubblicamente e trovare idee collettive per pratiche diverse.
Siamo a fare i conti con una disinformazione colpevole, con un disinteresse problematico generale e se non si inverte il ciclo passeranno queste formule di moderna schiavitù.