L’ipocrisia del “diritto a difendersi”

Quindi mentre si apre la domenica e ognuno pensa a come e cosa fare di bello c’è una nuova guerra praticata fra Hamas e Israeliani che non ha nessuna novità se non l’esplosione della violenza disperata, senza possibilità di vittoria, ma con la concreta attuazione di un piano che coinvolge l’intera area mediorientale.

Trovo drammaticamente risibili le dichiarazioni di Mattarella e del governo sulla mancata democrazia da parte dei palestinesi.

Da loro, ONU compresa, non ho sentito mai una parola quando gli israeliani che, da decenni violando ogni accordo raggiunto e abbandonato il giorno dopo, hanno assalito palestinesi, sono entrati in luoghi di culto in armi, derubato terre, fatto oltre 200 morti solo nel 2023, bombardato presidi medici ed ospedali, chiuso rifornimenti acqua a Gaza o energia elettrica, abbattuto case e costruzioni per far spazio ai loro coloni fanatici ( veri terroristi senza motivazioni plausibili)

Non ho sentito lamenti mentre Hamas gestiva scuole ed asili, servizi sociali, sanità, costruiva case per profughi cacciati, difendeva e garantiva sicurezza a Gaza e dintorni mentre il governo corrotto di Abu Mazen, ormai diventato interlocutore privilegiato degli americani e dello stesso Israele non fa nessuna opposizione alle angherie e vede Gaza ed Hamas come un fastidio.

L’apertura data dal G20 ad un accordo Israeliano con l’Arabia Saudita condito da sostanziosi aiuti (oltre oceano compreso) sdogana la linea americana di penetrazione neanche tanto nascosta in quei mercati e isola ogni rivendicazione di normale indipendenza dei palestinesi da decenni viventi in un territorio che è un immenso carcere controllato militarmente dal sionismo. Il governo fascista di Israele guidato da Netaniau e dalla destra estrema, ha superato in volontà repressiva persino quelli come i nazisti che li hanno preseguitati anni fa nella loro guerra dichiarata contro ogni attività religiosa, civile, sanitaria, culturale dei palestinesi trasformando la vita in quei posti in una tortura quotidiana con l’aiuto diretto dell’occidente e della Nato o col silenzio mercenario dell’ONU

L’obiettivo è restringere il campo di manovra di Hamas e di una quota consistente di palestinesi a cui gli israeliani stanno pure rubando il giacimento di petrolio trovato davanti alle coste di Gaza.

Ovviamente non concordo su questa esplosione violenta e creativa di Hamas( fra razzi sparati a caso a migliaia, assalti con parapendii e barchette) anche perchè non ha speranza di ottenere vittoria sul campo. Aumenteranno i miti di chi si è sacrificato per una idea di libertà, ma nel mondo saranno solo rappresentati dal potere e dai media come terroristi, nella superficialità nelle informazioni circolanti.

Qui si misurano anche i distinguo di una sinistra “sinistra” ormai allevata nel brodo ricco di prebende a misurare le parole e gli aiuti concreti, dove una quota di capi bastone delle varie correnti sono dichiaratamente filo israeliani che sono il bene, mentre i palestinesi sono diventati il male che nessuno vuole accanto

Il segno epocale è l’ipocrisia mediatica, mentre il fatalismo di fronte a queste scelte di Hamas sommerge anche una quota di persone che sino a pochi anni fa diceva ancora “Fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato”.

I poveri del mondo non sono tutti uguali nel reagire ma hanno in comune una azione necessaria per liberarsi di un sistema globale in cui l’autonomia nazionale non ha spazio.

Quindi vale la litania di Israele ha diritto di difendersi, ma a senso unico.

Credo oltretutto che l’insieme delle fazioni palestinesi che oggi sono all’attacco compreso al-Fatḥ (organizzazione militare ) che sostiene Abu Mazen sono comunque divise da differenze religiose, di modi di intendere la democrazia, da diversità etniche e non ultimo da influenze e finanziamenti di gruppi fatti da nazioni diverse dell’area mediorientale che storicamente sono in buona parte antitetici.

La disperazione di continuare a subire senza potersi ribellare ha un limite raggiunto, è la semplice motivazione che ha unito anche senza speranza di soluzione.

Ma la narrazione dei media cambia o rende poco attrattiva la descrizione dei fatti, mentre ambasciatori di Israele lasciano interviste incredibili, false, ipocrite e fuorvianti.

I palestinesi in lotta (non solo Hamas) hanno nella motivazione che li ha spinti a questa decisione un unica scelta, al momento dal loro punto di vista.

Intorno a loro l’intero occidente sta tramando e aiutando Israele per “banali” legami di commercio e finanza in quell’area che stracciano come neve al sole qualunque diritto o etica sociale

Gianni Gatti

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