“si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (Ungaretti)

Dalla pg FB di Gatti Gianni

Questo potrebbe essere il motto perenne che distingue la vita da decenni sia in Palestina, sia in Israele.

Oggi tutti a mostrare ferocia insensata, il terrore seminato a piene mani con delitti che nulla hanno a che fare con una guerra classica.

Ma di classico non c’è nulla in una nazione inventata sulle ceneri di un colonialismo inglese e benedetta dagli Usa e dalla Nato

Hamas e gli integralisti islamici che hanno l’iniziativa arrivano in villaggi che prima erano palestinesi ed ora occupati da coloni beati nelle loro piscine non capiscono il perchè siano così violenti ed efferati anche con bambini. A oggi circa 1.000 morti israeliani

Gli israeliani convinti nella superiorità tecnologica e militare si scoprono vulnerabili e al terrore rispondono con altrettanta violenza circondando la striscia di Gaza con carri armati mentre l’aviazione bombarda in un lembo di territorio dove vivono 2 milioni di persone schiacciate una sull’altra senza possibilità di fuga mentre i sionisti chiudono ogni accesso, l’acqua pubblica, l’energia, le forniture alimentari, le medicine essenziali, ecc. Ad oggi circa 1.500 morti palestinesi

Nelle ciniche follie dei commenti mediatici, dei vari comunicati di governo( Mattarella compreso) e della UE sul “diritto di difendersi”, che al momento non si capisce neppure più a chi si rivolgono c’è il senso di un ambiente internazionale ormai abituato a non approfondire sulle storie, sui fatti che scatenano vicende come questa. Lo hanno fatto per l’Ucraina, lo fanno per la Palestina.

La guerra non è un pranzo di gala, un vecchio detto, dove queste atrocità si avverano

Nell’immenso nulla del sonno pesante rappresentato dall’ONU che parla di violazione di regole legali in una zona del mondo dove da decenni nessuno le rispetta, compresi gli accordi bilaterali o multilaterali.

Di fatto nessuno vuole fare un banale passo che potrebbe essere definitivo e non sono io ad inventare questa possibilità, ma molti l’hanno già messa sul banco: RIUNIRE TUTTE LE PARTI ATTORNO AD UN TAVOLO, COMPRESE LE NAZIONI VICINE (Tipo Egitto, Libano, Siria, ecc) per fare accordi sotto l’egida dell’ONU e finire queste morti inutili da ambo le parti.

Questa è la teoria politica che sarebbe da attuare, non i comunicati mediatici. Si capisce come le parti in gioco più pesanti sono altre nazioni che ufficialmente non hanno nulla a che fare con la zona se non assumendo su di se, con l’ombrello NATO, la caratteristica di “gendarmi del mondo”

Ma le industrie di armi varie, quelle dell’estrazione di gas e petrolio da quelle zone, quelle (francesi)che hanno finanziato per ampliare stretto di Suez con passaggio navi, le imprese che trafficano con le fossili nelle nazioni “non coinvolte” ma che controllano prezzi ed economia lascerebbero fare una cosa così?

E come stanno funzionando le religioni diverse e fondamentalismi presenti a vario modo nel controllo di quei territori?

Eppure c’è una quota di fedeli per sempre alla Meloni, alla Lega e dintorni che non hanno nessun dubbio.

A Roma si svolgono manifestazioni indette da elementi israeliani a cui partecipano convintamente dal PD al M5S ad altri in un abbraccio assurdo senza distinguo in cui diventa quasi rivoluzionario il postulato del papa sul tema.

Queste ormai non sono più prove del Partito Unico, ma realtà di fatto

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