Sulla scia della importante manifestazione di ieri organizzata dal “coordinamento Norigassificatore di Savona” composto da oltre 50 gruppi, associazioni, partiti, sindacati di base mi pare utile riflettere sui fatti, molto sinteticamente:
– Protesta piena e sancita da circa 3.000 persone sabato 11 a Savona con anche differenze di impostazione politica fra le parole d’ordine di parte dei manifestanti ed alcuni interventi più politici sul palco.
– Parole lanciate da molti come “salviamo il nostro mare” o “non ci resta che il TAR” mi sembrano almeno parziali e poco convincenti. Il tema qui è rigettare un progetto di energia fossile devastante ed impattante che crea dipendenza per oltre 20 anni, in cui salvare il mare è un dettaglio dell’insieme. Così si focalizza l’attenzione su aspetti che non centrano le motivazioni profonde del progetto, che è certamente pericoloso e devastante, ma il cui obiettivo è una scelta politica di continuità energetica da Draghi sino ad oggi, cui tutti i partiti istituzionali avevano dato assenso!
– Una possibile perdita di gas ed esplosione nessuno può onestamente escluderla e la violenza ipocrita dell’arrogante Toti che la nega, fa il paio con la continuità di fare energia con metodi scelti da pochi, spinta da Nato e UE dopo guerre geopolitiche fomentate e di cui tutti paghiamo un prezzo attraverso la sudditanza energetica che crea instabilità economica, devastazione ambientale e penalizza la società.
– I rigassificatori rispondono all’idea falsa che vi sia emergenza energetica e di cui dovrebbero essere la “risposta veloce”. I numeri dei consumi dell’esportazione di gas all’estero(18-20%) dall’Italia e dell’approvvigionamento ancora oggi, nonostante stupide sanzioni EU alla Russia, di gas dalla Spagna tramite triangolazioni da ditte di matrice russa, assieme agli stoccaggi pieni al 99% dicono che è una invenzione lobbistica inventata a favore di grandi finanziarie e produttori come gli USA a costi assurdi e pericolosi in una crisi globale che aumenta debito.
– Tutti i soldi dati a multinazionali come la SNAM per “investimenti emergenziali remunerati” e le eventuali “compensazioni” ai comuni per opere che dovrebbero appunto “tappare buchi” in cambio di questa sudditanza, derivano ANCHE dalla rapina concorde fatta dai governi succeduti nel tempo ed ora dalla Meloni & Co, sui comuni, di cui 3.000 circa sono in fallimento e altri centinaia in pre-dissesto commissariati. Un governo che con l’imposizione del bilancio in pareggio toglie risorse anche a chi le ha ed impedisce spese sul territorio con ritorno di benessere sociale.
– Le risorse anche del PNRR fatte con progetti non mirati a benessere sociale, ma a favorire gruppi multinazionali di investimento o imprese per produzioni di armi e sistemi militari, con la partecipazione Nato a missioni di guerra di una nazione che in “teoria” la ripudia ed è in pace con tutti; con la privatizzazione della sanità e di ogni bene comune (acqua, ecc); con dissesto idrogeologico del territorio in cui mille piani e progetti mai attuati si riempiono di polvere negli archivi . Un PNIEC sul tema energia vergognoso che di fatto costruisce opportunità solo per Grandi Imprese delle fossili e in parte anche per concentrare in poche mani le energie sostenibili per determinare comunque il mercato in Italia attraverso bollette insostenibili.
– Nel paese del sole, del vento e del geotermico, si parla di idrogeno, di nucleare di nuova generazione (che è una balla cosmica), di mille invenzioni su trasporti ed energia, ma nessuna in applicazione alla direttiva 20.20.20 del 2017 della stessa UE che raccomanda un uso dell’energia in modo diffuso e democratico, non contingentato. Consegnare la proprietà dell’energia a chi la consuma, non è assolutamente nelle corde di questo governo senza reale opposizione, che infine sarebbe l’unico vero modo di eliminare ogni dipendenza e spreco, di alimentare guerre e migrazioni epocali.
– Si apre ora una stagione di approfondimento a Savona nella continuità di opposizione reale, di informazione mirata verso la popolazione che non ha, di fatto, alternative al progetto del rigassificatore in cui il coordinamento di gruppi costruito con fatica può svolgere un ruolo importante di crescita anche culturale. Cittadini che non hanno possibilità di organizzazione diversa: in comunità energetiche, in consorzi produttivi e/o di consumo Anche se gli esempi virtuosi, pure vicino a noi ci sono( Bergeggi, nel cuneese 21 comuni associati ecc). Devono solo essere spiegati attraverso l’incrocio di esperti, di imprese, di progettisti, di categorie artigiane, istituzioni e anche ovviamente valutando possibilità di credito attraverso banche più legate a progetti sostenibili e di utilità sociale.
L’energia è il motore della società riprendiamocela!
Gatti Gianni
Attac Savona, 12/11/2023