Parlare genericamente di energia è un tema complesso, spesso lasciato a competenti per la difficoltà di capire come arrivare a definire un sistema che sia insieme tecnicamente valido e che dia contemporaneamente ristoro alla richiesta di autonomia e sostenibilità ormai diffusa come opinione.
Ci sono aspetti di fonti diverse di uso dell’energia che si intrecciano fra fonti fossili e ecocompatibili.
Vediamole in estrema sintesi:
1 ) sono considerate fossili tutte le fonti o le attività intese come estrazione, raffinazione e uso di petrolio, derivati e gas.
2 ) sono considerate eco-sostenibili le fonti che sfruttano elementi naturali come veicolo per creare energia (foto voltaico, eolico, flussi di maree, geotermia, ecc)
La società a livello mondiale è cambiata proprio per la scoperta e l’utilizzo dell’energia fossile che ha permesso lo sviluppo industriale e la crescita di quella comunemente chiamata come società moderna.
Oggi però le conseguenze di queste scelte politiche sono pesantemente evidenti, fra danni ambientali, economici, come stimolo a guerre di predazione di mercati da cui a loro volta si estendono migrazioni, impoverimento di masse di popolazioni pur dove queste energie sono presenti nel sottosuolo (Africa, Asia mediorientale, ecc.
Guerre che come quella dell’Ucraina hanno modificato consuetudini di mercato globale ufficiale delle fossili attraverso a sanzioni, imposte principalmente dalla Nato e dalla EU che hanno danneggiato nazioni come l’Italia, ma non solo.
Le fossili sono una delle attività in tutto il mondo che costituiscono da una parte un valore finanziario enorme dove i vantaggi vanno sempre a Grandi Società con sedi fiscali in paesi canaglia, mentre tutto il derivato di inquinamento e infrastrutture determina costi nella spesa pubblica dei vari stati.
L’inquinamento concreto di porzioni di terra viaggia di pari passo con violenze predatorie in molti paesi e la retorica sulla supposta “democrazia” non ha limiti all’ipocrisia dei decisori politici nazionali o UE.
L’azione dell’uso delle fossili in zone del mondo dove la nocività (vedi pianura padana) è palese e accertata, è solo uno degli effetti “collaterali”, mentre la condanna per gli utenti siano essi semplici cittadini, siano imprese, sta nelle bollette in continuo aumento e senza una autorità vera di calmierazione data la subalternità e complicità della politica che è in pratica un contributo all’aumento della povertà sociale..
Il regolatore dei costi delle bollette in Italia è Arera, una società privata che le gestisce.
Adesso che l’idea mediaticamente più in voga è il gas “dipinto di green”siamo in pieno nel tunnel dei rigassificatori.
Draghi con il consenso di TUTTI i partiti, circa tre anni fa, ha fatto elaborare questo PNIEC a Cingolani (oggi Ceo di Leonardo produttore di sistemi militari) e la Meloni & Co lo porta attivamente avanti. Partiti come il PD e altri satelliti si oppongono per i metodi, la sicurezza, l’ambiente non per sostanza predatoria di scelta generale economica.
Lo hanno fatto parlando di emergenza nazionale, che è una truffa di fatto ed i cui numeri non corroborano, basta informarsi, per dare soldi pubblici ad investimenti remunerati proprio per la “supposta” emergenza, ancora in continuità alle lobby delle fossili.
Niente di stupefacente se il PNIEC stesso è stato elaborato con l’ausilio, come consulenti, di Snam, dell’ENI o dell’ENEL! Si portano avanti nel lavoro a nostre spese.
Poco importa se il “metodo dei rigassificatori” è pericoloso per la sicurezza, impattante per l’ambiente naturale e non utile a toglierci da dipendenze varie energetiche, oltre che dilapidatore delle poche risorse che potrebbero servire ad altro.
La scelta dei rigassificatori dipende dalle scelte di guerre non dichiarate, ma concretamente prolungate (circa 85 nel mondo) e anche dai continui investimenti di Grandi Imprese come l’ENI partecipata in parte dallo stato, che continua a fare ricerche ed estrazione di petrolio e gas in varie parti del mondo essendo tecnicamente una eccellenza mondiale e che trascina per la quota di investimenti miliardari ogni attività estrattiva e indirizza le scelte politiche di sviluppo.
Le energie sostenibili, cioè fotovoltaico ed eolico soprattutto, di cui in Italia siamo a circa il 33% sul totale prodotto, sono certamente un buon viatico per l’ambiente e la CO2 climalterante, considerando che studi recenti considerano che se sviluppate in Italia avremmo possibilità di avere circa 450 volte il fabbisogno nazionale totale!
Fatte però da grandi strutture sorrette dalla finanza sono monopolio di mercato come le “fossili”, cioè determinano mercato e costi.
Eni Plenitude, Enel Mercato Libero, per esempio hanno come metodo di produzione le energie fatte con sistemi ecocompatibili (FV, Eolico, ecc) e hanno competitività fra di loro, ma anche con il lavaggio dei soldi di imprese in odore di mafia o estere di gruppi di investimento finanziario, nulla di socialmente utile.
Quindi non basta dire “vogliamo energie sostenibili, ma serve aggiungere “diffuse sul territorio”, cioè chi produce deve diventare padrone di quello che consuma e si può fare solo con forte rilancio sia di investimenti nel patrimonio immobiliare (privato ed industriale) per abbassare quel 75% di edifici in classe G (70% di qualunque prodotto usato per fare energia, buttato via). No allo spreco!
Nel mercato delle fossili il costo del gas varia alle fonti secondo quotazioni di mercato e della borsa azionaria(vedi costo gas in EU spuntato al TTIF di Amsterdam), ma nelle quote-bollette rimane costante o con lievi variazioni. Fra gli stessi gestori gli sconti fatti, sono solo sui consumi diretti, che sono 1/3 del totale, mentre i 2/3 rimangono spese fisse inamovibili di commercializzazione e trasporto (con cui si pagano accordi internazionali e infrastrutture)
Nel mercato delle sostenibili paghiamo l’installazione di nuovi parchi energetici e di consumo suolo agricolo senza avere variazioni confrontabili e seriamente ridotte, nonostante incentivi e facilitazioni per produttori. Oltre alla burocrazia tecnica che tarda mesi e anche anni a dare autorizzazioni, mentre per appalti pubblici fanno passaggi agevolati per “velocizzare”.
Sono due aspetti dello stesso tema energia .
Non c’è vantaggio per un ambiente meno inquinato usando sostenibili se poi l’energia come costo incide sui trasporti, sulle costruzioni, sui materiali e c’è una continua dipendenza di “sovranità” concreta fra nazioni e fra gruppi produttivi e finanziari, poiché le incidenze collaterali intaccano invariabilmente ambienti, territori ed economie comunque.
L’emergenza è una invenzione di copertura mediatica della questione energia, una scelta politica, non tecnica. Il ministro per l’energia Fratin e TaJani ministro degli esteri, parlano di far diventare l’Italia un Hub dell’energia come ponte commerciale fra Mediterraneo e Nord Europa. Non è una battuta umoristica, non stanno pensando ai vantaggi sociali eventuali, impossibili da avere con quel metodo, ma a quelli dell’incremento degli utili a determinati soggetti finanziari internazionali riconoscenti….(la quantità di soldi in ballo è enorme)
Attac Savona, 18/11/23
Gatti Gianni