Pecunia olet

Dalla pg FB di Giustiniano Rossi

I ricchi trascinano l’umanità nell’inferno climatico. Si puo’ riassumere cosi’ l’ultimo rapporto Oxfam pubblicato lunedi’. L’1% più ricco della popolazione mondiale è responsabile della stessa quantità di gas a effetto serra emessa da 5 miliardi di persone, che costituiscono i 2/3 più poveri. Sono i grandi capitalisti i massimi responsabili della crisi climatica, scrive l’Ong. I loro consumi minacciano le basi vitali di miliardi di persone.

In concreto, nel 2019 i consumi abituali dell’1% più ricco hanno provocato il 16% delle emissioni globali, corrispondenti a quelle del traffico stradale nel mondo intero. Lo studio, dal titolo “Climate Equality: A Planet for the 99 Percent” mostra fra l’altro che, con le loro emissioni fra il 1990 e il 2019, i ricchi e i superricchi sono responsabili di perdite nei raccolti dovute al clima che corrispondono al raccolto di mais nell’UE, a quello di grano negli USA, a quello di riso nel Bangladesh e a quello di soja in Cina messi insieme. Le conseguenze – come le carestie – le sopportano anzitutto i poveri del sud globale.

Un esempio? Nella Repubblica federale tedesca l’1% più ricco è responsabile, nel 2019, di 83,3 tonnellate pro capite di emissioni di CO2 all’anno, oltre 15 volte quelle di un tedesco che fa parte della metà più povera della popolazione. “Non c’è ricchezza estrema di singole persone senza economie basate sul profitto. Lo studio mostra come la relazione fra quest’ultimo e lo sfruttamento dell’uomo e della natura sia diretto”, commenta lunedi’ la portavoce di Fridays for Future International, Line Niedeggen.

Solo pochi miliardari si sono pronunciati contro l’evidente ingiustizia economica e per una redistribuzione. Su piattaforme globali come la Conferenza dell’ONU sull’ambiente COP 28 questa gente e questi gruppi si presentano come pionieri della protezione del clima, denuncia la Niedeggen, che aggiunge: “al COP 28, che inizia la settimana prossima a Dubai, i paesi industriali vogliono sancire il capitalismo ‘verde’, che promette soluzioni rapide ma lascia devastazione e ingiustizia dietro di sé”.

Lo studio Oxfam è basato sulla consapevolezza scientifica che le emissioni umane di gas a effetto serra aumentano con i redditi e i patrimoni privati. I motivi sono, fra l’altro, i viaggi in aereo più frequenti, le case più grandi, i maggiori consumi complessivi più dannosi per il clima come ad esempio le ville di lusso, i megayacht e i jet privati. La base di questi ragionamenti è fornita dai dati del Global Carbon Atlas, dal World Equality Database, dalle Penny World Tables on Income (PWT) e dalle cifre della Banca mondiale.

A conti fatti, secondo Oxfam, nel 2030 le emissioni medie pro capite dell’1% più ricco della popolazione mondiale saranno circa 22 volte quelle compatibili con l’aumento di 1,5°, obiettivo degli Accordi di Parigi. La Ong chiede sollecita la lotta contro le diseguaglianze globali: “per venire a capo della crisi climatica i governi devono superare anche le diseguaglianze estreme nel mondo, perché l’estrema ricchezza è la principale forza propulsiva della crisi climatica”.

Lotta di classe dunque, as usual…

Giustiniano

21 novembre 2023

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