Quale processo politico determina le decisioni sull’energia?

Così invito gli applauditori seriali di Russo, sindaco di Savona a leggere la sequenza riportata dal Secolo XIX .

Sarò un pò sofistico o leggo nelle sue dichiarazioni, non un NO secco al rigassificatore, ma un no a “quel progetto” così pensato! (che è la stessa idea del PD)

Peccato per lui, che in ballo ci sono miliardi importanti in ballo e per giocare c’è poco margine.

L’ENI ente parastatale, sta facendo investimenti con decine di miliardi investiti in tutto il mondo grazie alla sua capacità tecnica competitiva di analizzare il suolo ed estrarre petrolio o gas, per terra o per mare. Da vari siti raccolgo titoli:

– AFRICA SUB-SAHARIANA E SETTENTRIONALE I DUE POLI PRINCIPALI PER GLI IDROCARBURI

– SEMPRE L’AFRICA PROTAGONISTA IN PETROLIO E CONDENSATI

– NEL GAS È IN EGITTO LA PRODUZIONE PRINCIPALE

– Petrolio e gas, da Eni 16 miliardi ai Paesi dove estrae: 9,2 miliardi a Iraq e 1,2 a testa a Libia e Angola

– Dati riportati dalla stessa società: nel 2022 gli investimenti tecnici ammontano a poco più di otto miliardi di euro. Il 79% di questi, oltre 6,3 miliardi, riguardano il solo comparto “Exploration & Production”, e in particolare lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi, in particolare in Egitto, Costa d’Avorio, Congo, Emirati Arabi Uniti, Messico, Iraq, Italia e Algeria.

Allego in sintesi per chi vuole approfondire il link:

https://altreconomia.it/nel-2022-eni-ha-fatto-utili-pari…/

Quindi è quanto meno fuorviante parlare di progetto sbagliato parlando della Golar Tundra a Savona, anche perchè se poi non sarà quella la “prescelta”, ce n’è già pronta un’altra possibile da ancorare ancora più vicino a Savona .

Sono malizioso se dico che di fronte a questo progetto globale di sottomissione alle energie fossili tirato dalle grandi imprese che il felpa la Meloni e Tajani si sbattono a sponsorizzare è un derivato del PNIEC di Draghi firmato da tutti i partiti (DX , SX e centro) che prevede per l’Italia un ruolo di HUB per commercio di fossili?

Il progetto di installazione della Golar Tundra è una mossa strategica dopo la guerra di Ucraina in cui la UE su pressioni della Nato ha scelto di non prendere più gas ad un terzo del costo attuale dalla Russia, per legarsi al carro di oltreoceano o del medio oriente?

Non è sbagliato quel concetto di sviluppo energetico perchè usa additivi inquinanti o è pericoloso per chi abita qui ( che è certamente vero), ma è un progetto strategico di ulteriore legame ventennale planetario con le fossili. Un sistema che assorbendo le poche risorse dello stato non fa veramente partire una adeguata contro-risposta di energia eco-sostenibile nel paese del sole, del vento e del geotermico.

Mentre la burocrazia tecnica è un ostacolo difficile da oltrepassare per diventare, con bonus energetici e autoproduzione, un motore territoriale di economia e lavoro sano con la proprietà degli utenti dell’energia diffusa .

Russo fa la volpe per entrare a far parte di chi vuole essere fra gli attori che andranno a “beneficiare ” se il progetto si attuerà, delle famose “compensazioni”, da cui è stato escluso sino ad ora.

Anche il suo intervento tardivo e obbligato, dopo il silenzio colpevole di 30 giorni dall’inizio delle proteste popolari (e di sindaci come quello di Quiliano) costretto ad intervenire proprio per non essere scavalcato da altri sindaci e dai suoi concittadini.

Il progetto Golar Tundra è sbagliato non solo per il metodo di Toti e soci, antidemocratico senza un vero dialogo, costellato di insulti e risate verso ai cittadini incavolati, ma come scelta di dipendenza dalle fossili ancora nel 2023/24 senza un piano di fuoruscita reale alla faccia del clima change.

Non ci sono mediazioni possibili fra due idee completamente agli antipodi di fare energia, che è il motore di ogni sviluppo e questo indica anche una scelta appunto di modello sociale che non dà sostegno ai territori ed ai suoi abitanti, ma anzi toglie autonomia ed economicità ad ogni aspetto della vita sociale, non favorisce la nascita di progettualità diverse ancorate al locale, ma sta in una concezione di commercio multinazionale in mano a ben individuati e pochi “players”

Sarà un caso che l’inciucio fra PD e Cambiamo di Toti è “nato” nel comune di Vado dove era sindaco la Giuliano (oggi indagata) e la mafia aveva una ndrina importante e nota (Fotia), oltre al sostegno in provincia al presidente di dx, poi dopo le proteste, abbandonato?

La storia reale di questi giorni serve a capire perchè avvengono determinati fatti concreti, in un racconto dove la comunicazione mediatica la fa da padrone dell’atmosfera politica e culturale del territorio, di orientamento delle agende dei partiti e degli incontri internazionali strettamente legati ai fronti guerra aperti e mai chiusi, in un mondo dove ciò che appare non è reale e viceversa.

Non è spirito polemico, ma amore di verità per dare una versione diversa a chi si batte contro questo “mostro”energetico.

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