Idrogeno rinnovabile: i produttori danesi si alleano con gli offtaker tedeschi per dar vita ad un mercato europeo

Dal blog https://hydronews.it/

redazione

Si consolida l’asse dell’idrogeno verde tra Danimarca e Germania: diversi player economici dei due Paesi hanno infatti firmato una dichiarazione congiunta, in cui si impegnano a dar vita ad una supply chain dell’H2 sfruttando il grande potenziale di energia rinnovabile (eolico offshore) del Mare del Nord per soddisfare la domanda di combustibile green dell’industria tedesca.

In sostanza, la Danimarca si impegna a produrre idrogeno, e la Germania a comprarlo per soddisfare la crescete domanda delle sue fabbriche, che devono abbandonare il carbone per ragioni ambientali e il gas russo per necessità geopolitica.

I 32 firmatari nel documento – consultabile a questo link – scrivono che “insieme Danimarca e Germania hanno tutte le capacità necessarie a realizzare impianti di elettrolisi, sviluppare la produzione, il trasporto e l’utilizzo di idrogeno su larga scala entro il 2030”. Inoltre, si dicono consapevoli “dell’urgente necessità di sviluppare domanda di idrogeno e infrastrutture per agevolare la produzione di H2 da energia eolica offshore e da eolico e solare terrestre”.

I pilastri su cui si fonda questa alleanza sono infatti il potenziale del Mare del Nord come riserva di energia rinnovabile, nonché la domanda di idrogeno dell’industria tedesca, che già oggi è la più consistente in Europa con 55 TWh all’anno, e che nel lungo termine è destinata a crescere notevolmente. “La strategia nazionale tedesca per l’idrogeno – si legge nel documento – prevede una domanda di idrogeno importato dall’estero peri a 45-90 TWh entro il 2030, a fronte di 30 TWh (1 milioni di tonnellate) di produzione nazionale. Quindi l’industria tedesca può assumere il ruolo di guida nella creazione di un mercato europeo dell’H2”.

Secondo i partner di questa iniziativa la regione danese-tedesca intorno al Mare del Nord ha tutte le caratteristiche per diventare uno snodo continentale dell’H2: abbondanza di energia rinnovabile prodotta offshore, capacità di produzione di elettrolizzatori, esperienza nella gestione di idrogeno e derivati, domanda del combustibile sia vecchia (industrie chimiche e della raffinazione) che nuova (altre filiere produttive che vogliono decarbonizzarsi).

“Se l’Europa vuole raggiungere i target climatici e consolidare la sua indipendenza energetica come previsto dal REPowerEU, i Governi nazionali devono dare il loro contributo alla nascita di un mercato continentale dell’idrogeno sostenendo la domanda di questo vettore energetico, la cui crescita può consentire lo sviluppo di nuove tecnologie e favorire la riduzione dei costi”.

In quest’ottica, i firmatari chiedono ai Governi di Danimarca e Germania di procedere con lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto di idrogeno che siano in grado di connettere i due Paesi entro il 2028, superando il MoU già firmato e giugnendo alla FID relativa all’investimento per questo nuovo sistema di idrogenodotti entro il 2024.

Per riuscire a produrre all’interno dell’UE almeno 10 milioni di tonnellate di idrogeno green all’anno, come stabilito dal REPowerEU, secondo i 32 soggetti che hanno sottoscritto l’accordo è necessario poi definirei nuovi strumenti di supporto economico in grado di ridurre il gap di costo finale tra l’H2 green e le alternative fossili, almeno in una fase iniziale di mercato immaturo, come strumento per rendere possibile l’installazione dei 100 GW di elettrolisi ritenuti necessari a raggiungere gli obbiettivi di produzione fissati da Bruxelles.

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