Bel colpo per Salvini & Co ieri che hanno radunato il meglio del meglio della destra filo fascista europea. Lo dico senza ironia, poiché dal loro punto di vista è sicuramente un buon risultato politico, gestire nazioni non più come gruppi isolati, ma compagine affaristica europea.
Ma chi hanno radunato nelle persone scelte fra Danimarca, Germania, Francia, Ungheria, Slovacchia, nomi e cognomi noti, compresi i saluti da lontano dal nuovo anarco-fascista Milei presidente dell’Argentina.
Poiché è una retorica ed una morale complessiva che sta salendo culturalmente sui media, accompagnata da tutta una riqualificazione, appunto culturale in varie forme e argomentazioni, vale la pena sinteticamente analizzare per capire di cosa è fatta questa unione di intenti di destra:
– Il militarismo in genere, sostegno alla produzione di armi, compreso il mito dello spazio come laboratorio di sistemi per la ciber-guerra.
– Le migrazioni (oggi circa 120 milioni di migranti, profughi, ecc, sono in giro per il mondo) visti come il male assoluto, reietti da scarto ad eccezione di quando lavorano a condizioni assurde.
– Una chiara scelta energetica a favore delle fossili con scelte del PNIEC di Draghi rivestite di modernità i rigassificatori ( compresa l’assurda contrapposizione macchine elettriche ed endotermiche). Mentre si torna a fare “cartello” sul nucleare come se fosse liberatorio dalla sudditanza nel tempo anzichè fare una decisa inversione energetica.
– La privatizzazione sanitaria provocata e gestita tramite regioni, con un diritto ormai sospeso verso la massa mentre la regione Liguria premia i quadri con premi da 10.000 euro. E il PNRR è usato per creare infrastrutture pubbliche sulla carta, ma da dare in gestione a società private
– La riforma Cartabia e i continui assalti a norme giuridiche assodate (titolo V, autonomia differenziata regionale, attacco al diritto di sciopero, alla libertà di intercettazione dei magistrati)
– Gli accorpamenti bancari favoriti e un debito crescente, inestinguibile globalmente sono la cifra di un sistema nazionale ed internazionale collegato dove gli interessi monetari salgono e creano disperazione a chi è indebitato, oltre a bloccare ogni investimento possibile industriale e civile.
Sono molti i temi caldi su cui il teatro della politica concentra e depista a seconda dell’interesse di fazione.
C’è un progetto importante sicuramente che viaggia e secondo me, ha una forte tensione globale verso il potere ad ogni costo (giuridico, militare, economico, di alleanze e relazioni dentro un sistema istituzionale) non un unica linea di preciso progetto politico sociale.
Non sono sempre d’accordo su tutto, le differenze saltano fuori fra Le Pen, Orban, la Meloni, Salvini, però sono ben organizzati per comandare anche solo con un idea di fondo: sostenere Finanza, Grandi Gruppi di Investimento e Grandi Imprese produttive in un mercato globale occidentale mantenendo la gestione politica nazionale allineata ai gestori globali.
Spesso sono in contrasto fra loro, fra F.d’I., Lega, F.I., si sfiorano risse su argomenti specifici e di interesse relativo.
La Meloni è brava a cucire belinate uscite da Lollobribida, da Crosetto, da Pichettin o da Salvini con una efficienza, dentro il “motore NATO” che è un viatico apri-porte e soprattutto da visibilità planetaria ad ogni minimo discorso, apre tutte le porte nell’occidente e in parte del medio-oriente.
Questo al contrario di come sostiene la cosiddetta opposizione istituzionale davvero ormai difficile da individuare.
Vediamo anche qui sinteticamente sui vari argomenti le affermazioni del PD:
– sulle missioni di pace sono concordi, sulla guerra in Ucraina, per le forniture di armi, erano contrari, ma solo perché si usavano fondi del PNRR. Non è secondario che i principali capi-bastone o ex ministri siano molti finiti nel management di aziende statali o private di armi e sistemi militari, mentre alcuni sono consulenti pagati di industrie note su esportazioni all’estero(Dalema docet)
– sulle migrazioni sono da sempre per la liberalizzazione indiscriminata, sempre solo sulla gestione interna in Italia dell’accoglienza( col tempo elettori riconoscenti) non risulta a monte, nessun indirizzo di impostazioni verso una politica di freno all’invasività per vari motivi a nazioni deboli in Africa( accordo Minniti) o Medio Oriente da parte di multinazionali anche italiane con progetti predoni.
– Il PNIEC fatto da Draghi sotto dettatura di Eni e Snam è stato firmato da TUTTI i partiti corresponsabilmente e ancora oggi si assiste all’esecutività del piano dei rigassificatori con gas a cui si oppongono solo per la specifica tecnica di installazione progettuale, non per negare una emergenza energetica inesistente che crea dipendenza dalle lobby delle fossili e non fa partire una vera transizione sostenibile.
– La sanità in cui i tagli di risorse che hanno lo scopo da circa 20 anni, di “creare “ emergenza, tolgono in sostanza diritti di massa alla salute, delegando alla “efficienza privatistica” la soluzione, ma continuando nel percorso di sostituzione del servizio pubblico con società private
La quota parte di questo sistema ha origine in governi di sinistra ed in Liguria con governatori come Burlando(PD) oggi in continuità proseguono con la dx al comando.
– Le varie riforme giuridiche e parlamentari sono da decenni un susseguirsi di provvedimenti per tagliare democrazia (taglio del numero dei parlamentari), per togliere risorse ai comuni come luogo di prossimità decisionale verso i cittadini con la cancellazione di forme degradate, ma comunque riformabili facilmente di consigli di quartiere, giurisdizioni allargate e rappresentatività istituzionale.
– Le corporazioni bancarie non hanno mai avuto nemici nella concezione della finanza del PD(Fassino…abbiamo una banca?), dalla banca del Monte dei Paschi di Siena, in avanti, in nessuna delle grandi aggregazioni e decisioni delle banche Venete fallite, alla Carige, ecc, c’è mai stata una voce contro per la sostanza, ne per la mancanza o chiusura della quota pubblica di una Banca d’Italia, ne per la cessione dell’oro a garanzia alla EU, mentre la Consob ha accumulato fior di figure barbine nel tempo in quanto a controllo monetario.
Insomma per grandi linee il disastro politico è tutto qui ! Nel lento, ma inesorabile assorbimento dei valori di fondo del LIBERISMO che accomuna DX e SX.
Oggi governa la Meloni, ma non ha, di fatto, opposizione sostanziale ed elettoralmente, con la diminuzione drastica dei votanti, anche se ha il consenso del 26 % del totale è sufficiente, dato che chi dovrebbe in teoria essere contro non si è mai fattivamente opposta ai modi ed ai progetti.
L’opposizione oltretutto è fatta da un partito senza un vero leader, che sta insieme dentro camarille e compagnie affaristiche diverse e in lotta fra loro come correnti mascherate ideologicamente.
Ora la narrazione è che gli uni sono fascisti, gli altri antifascisti. Quindi una contrapposizione giocata tutta sul filo dell’ideologia, sulla differenza storica, ma non sul qui ed oggi come abbraccio comune al liberismo con piccole modifiche e diversificazioni. Anzi spesso è un viatico usato per vanto politico in una concezione di mondo fermo nel tempo che non ha riscontro concreto.
Non finirà bene perché non è cominciata bene e se dobbiamo aspettare che i due partiti più importanti contro la Meloni, cioè il PD (20%) ed il M5S (16%) che pur litigando non perde occasioni di alleanza e sostegno istituzionale, come del resto fanno i Verdi ed alcuni partitini di minoranza (S.I.-Linea Condivisa, ecc) senza un contrasto ne radicamento sociale.
Quindi istituzionalmente non mi aspetto grandi cambiamenti, ma vedo anche la fatica che una quota ancora attiva e militante di persone compie per aggregarsi, fare rete e allargare la VERA opposizione sociale che pure c’è, ma così frammentata e senza mezzi, ne strutture, con difficoltà anche solo a sopravvivere nel tempo, come una lucciola che preda dell’ambiente inquinato, affievolisce la propria luce …
Gianni Gatti
04/12/23, Savona