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di Francesca Gerosa
Sono 26 gli istituti coinvolti nell’operazione. La nuova facility è indicizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’aumento delle rinnovabili. Eni aderisce all’Oil&Gas Decarbonisation Accelerator della Cop28. Titolo in calo a Piazza Affari con il Brent sotto quota 79 dollari al barile | Eni al primo posto nel taglio delle emissioni: il report
Eni sottoscrive una nuova linea di credito revolving sustainability-linked da 3 miliardi di euro della durata di 5 anni, collegata al raggiungimento di due obiettivi del proprio Sustainability-Linked Financing Framework, aggiornato ad aprile 2023.

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La nuova facility rafforzerà ulteriormente la flessibilità finanziaria del colosso petrolifero guidato da Claudio Descalzi, integrando l’analoga linea di credito sustainability-linked da 6 miliardi sottoscritta nel 2022. Il margine della nuova linea di credito è legato al raggiungimento dei target di sostenibilità relativi a Net Carbon Footprint Upstream (Scope 1 e 2) e capacità installata per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
- Leggi anche: Eni, linea di credito sostenibile da 6 miliardi
Eni aderisce all’Oil&Gas Decarbonisation Accelerator della Cop28
Nell’ambito della Cop28, Eni ha aderito all’Oil&Gas Decarbonisation Accelerator, piattaforma lanciata dalla presidenza della Cop28 per dimostrare il contributo concreto dell’industria al processo di decarbonizzazione, prima di tutto attraverso l’impegno verso le emissioni zero per le sue attività operative entro 2050. L’iniziativa si pone tre obiettivi principali: raggiungere le zero emissioni nette scope 1 e 2 entro o prima del 2050; puntare a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni di metano in ambito upstream entro il 2030; azzerare il gas flaring delle proprie attività ordinarie entro il 2030. Per l’ad Descalzi «si tratta di obiettivi stabiliti con realismo e pragmatismo, il che rende il percorso davvero praticabile e concreto».
I 26 istituti finanziari coinvolti nell’operazione
La linea di credito è stata concessa da 26 primari istituti finanziari tra cui Mediobanca (nel ruolo di global coordinator, documentation e facility agent), Mufg (global coordinator e sustainability coordinator), Citi e Natixis (global coordinators). Al sindacato hanno partecipato, inoltre, Hsbc, Unicredit e Intesa Sanpaolo (nel ruolo di bookrunners), Bank of America, Bnp Paribas, Bper Banca, Société Générale e Wells Fargo (nel ruolo di mandated lead arranger), Agricultural Bank of China, Bbva, Banco Bpm, Barclays Bank, Credit Agricole CIB, Deutsche Bank, Dnb Bank, First Abu Dhabi Bank, Goldman Sachs, J.P. Morgan, National Bank of Kuwait, Santander Corporate & Investment Banking, SMBC Bank, e Standard Chartered (nel ruolo di lead arrangers).
Titolo Eni in calo a Piazza Affari
A Piazza Affari il titolo Eni, come gli altri del settore petrolifero, risente del calo del prezzo del Brent (-0,53% a 78,46 dollari al barile) e cala dell’1,39% a 15,038 euro.