Mi pare ormai tanto tempo che Attac Italia ha lanciato una campagna fra reti di opposizione di base con un titolo semplice ed incisivo: LA SOCIETA’ DELLA CURA PER SE E PER GLI ALTRI. Ad oggi il consuntivo non è molto invitante…
Per me, pensionato bastian contrario per antonomasia, pare proprio una cosa importante e rivoluzionaria anche se…sono ancora parole, ma i cui presupposti sono in sé scardinanti di questo sistema.
E’ l’idea di fare centro sulle persone e sui territori per ragionare, progettare una visione sociale alternativa e diversa da quella che da una parte i partiti istituzionali ed il governo, dall’altra i media al soldo, ci spingono a credere migliore, cioè la difesa costante delle imprese e della necessità di profitto che accompagna ogni scelta, del mercato regolatore, ecc.
Per certi versi mi pare pure retorico questo ragionamento, tanto palese nella sua evidenza, ma per nulla con applicazioni concrete.
Anzi, ogni giorno qualcuno si alza e punta il dito sulla necessità di aiutare l’energia fossile o nucleare a svilupparsi; la sanità a crescere mentre continuano tagli ai tiket e non sostituzioni o meglio aggiunta di personale; i beni comuni a rendere felici chi li gestisce senza intoppi nonostante referendum; le grandi opere propedeutiche in assoluto allo sviluppo con l’esempio (uno per tutti ) del ponte di Messina che attira appetiti di costruttori, di finanza d’assalto e non solo.
La storia raccontata è: il pubblico non sa gestire o sbaglia proprio, mentre il privato, inteso come imprese e finanza, sono competenti ed efficienti quindi rendono.
La realtà è che con questa tesi spolpano risorse allo stato attraverso nostre tasse e finanziano appunto i privati , anche non necessariamente italiani.
Sono 5.468 dall’inizio del 2023 imprese fallite, Commercio 1.738 di liquidazioni giudiziali Servizi (1.374), dall’Industria (941) e dall’Edilizia (923).Dall’Italsider di Arcelor -Mittal di Taranto e Genova, da ITA al Monte dei Paschi di Siena, dai rigassificatori per diventare hub dell’energia verso altri paesi, dalla gestione dei beni primari come l’acqua, del verde inteso come boschi e ambiente, dal trattamento dei rifiuti delle città, dalle scelte di spesa limitate da debito assunto e regolamenti Europei a favore di grandi investitori, allo spreco epocale di risorse fatto anche con il PNRR per deviare fondi e favorire grandi imprese e banche.
Il consumismo sfrenato aiuta la propaganda economica in ogni occasione, sono cambiate le feste, persino le sagre di paese, le ricorrenze religiose sono occasioni di mercato, si fanno strade della Seta, ponti, porti, aeroporti e reti ferroviarie perché chi ne ha capacità e predisposizione ne approfitti per seguire linee tracciate di mercato che cambia alla velocità della luce, non come investimento utile per servizio sociale
Le guerre provocate e le regole come sanzioni applicate, funzionali a determinati indirizzi lobbistici, quasi sempre d’oltre oceano sono il veicolo di cambiamenti repentini di mercato globale coadiuvato da finanza e massonerie nemmeno troppo nascoste. Del resto il mercato delle armi chiama guerre e le guerre hanno prima di tutto l’esigenza di ampliare il commercio di produzioni di morte e sistemi militari, che a sua volta toglie risorse al sociale, mentre i partiti di potere fanno a gara per entrarci ( da notare: il mangement delle principali imprese di stato o private ha assoldato ex ministri capaci del PD o dintorni- Minniti, Cingolani, ecc)
Sui territori si riparano quando si rompono le tubazioni obsolete dell’acquedotto, ma nessuno investe per sostituirle per un sano principio di risparmio risorsa preziosa, non parliamo dell’assetto idrogeologico in cui per antonomasia si sta in perenne attesa che la quota di emergenza del momento porti attività di ricostruzione dopo disastri preannunciati, senza progettualità futura. L’urbanistica insanabile per dire, della Liguria stretta fra monti e mare dove si tombano fiumi e ci si accapiglia se le mareggiate fanno disastri sul litorale cementificato. Per la sanità, tema scontato, ormai si fanno involucri da consegnare a privati senza organizzazione a priori
Insomma c’è qualcuno che ha un esempio positivo dove favorire il profitto privato abbia portato benessere sociale?
Avrei potuto farla lunga citare infiniti dati, cifre, statistiche che solo chi se ne frega della situazione può fingere di ignorare, ma mi pare esaustivo e capibile, viviamo tutti qui ed ora partecipanti non richiesti al banchetto multimediale delle merci.
La Meloni & Co molto efficienti dal loro punto di vista hanno un potere politico che si basa sul sostegno della Nato e della Eu (che prima delle elezioni volevano cambiare da “sovranisti di sta cippa”), poco importa che siano stati eletti col 26% del circa 55%.
C’è un altro capo della “matassa” dove vedere alternative?
A mio giudizio NO!
L’opposizione quieta… si basa sulla contraddizione di dover difendere al massimo migliorie in questa visione del mondo (sindacati e partiti complici) poiché accettano la concezione di fondo del liberismo, foriero di benessere comunque e quindi se il ponte porta vantaggi alle imprese ben venga, se produrre oggetti di morte per guerre produce lavoro, fa sopravvivere fasce sempre più esigue della popolazione e da vantaggi sindacali, sia dunque benedetto.
La tesi di Draghi “volete il condizionatore o…..” è la linea di demarcazione purtroppo l’autonomia produttiva non è neppure nelle corde di questi banditi.
Dove assieme a gruppi di partiti decisamente istituzionali si accettano i presupposti delle motivazioni di “questo sviluppo” dove il PIL fa testo e le masse sono un ingombro.
Così nessuno ha nulla da obiettare se l’Italia si astiene all’ONU(per quel che vale) sulla mozione per lo stop-war in Palestina e a fronte di parole spese a favor di telecamera in parlamento a Roma o a Bruxelles , non c’è nessuna protesta seria tale da far pressione sui decisori di dx.
E le guerre cambiano assetti planetari come per esempio l’accelerazione per l’ingresso nella Nato della Ucraina. Passo importante che coinvolge tutti senza consenso, a sua volta è ovvio, apre a destini terrificanti supportati da interessi specifici, piuttosto che fermarsi e negoziare pace e ricostruzioni, mentre la UE stanzia altri 10 miliardi a Zelensky.
Niente di nuovo sotto il sole ma non tutti tacciono e abbozzano!
Gianni Gatti
Attac Savona, 14/12/23