Longevità

Dalla pg FB di Giustiniano Rossi

Caffé e cioccolata erano le grandi passioni di Kane Tanaka, giapponese, morta nel 2022 a 119 anni. Talvolta, anche i segreti di altri “supercentenerians” sorprendono: Jeanne Calment, francese, morta a 122 anni, fumava fino in tarda età e aveva un debole per il Porto. Anche Emma Morano, italiana, morta a 117 anni, aveva speciali passioni: mangiava ogni giorno due uova crude con un paio di savoiardi. Questi casi singoli non sono prove che limonate, dolciumi e alcoolici allunghino la vita. Anche se l’ex cancelliere Helmut Schmidt, noto fumatore, è morto a 96 anni, le sigarette non fanno bene. Tuttavia, dalle abitudini di persone molto anziane si puo’ cercare di trovare la formula per una vita sana e lunga. Il gerontologo Valter Longo (IFOM, Milano), che ha messo a punto la dieta della longevità, ne raccomanda una a base vegetale (legumi, verdura, frutta). Dovrebbe essere integrata, occasionalmente, dal pesce (al massimo due o tre volte alla settimana). L’apporto proteico dovrebbe essere circa 0,8 g/kg di peso corporeo. Oltre i 65 anni, quando la massa muscolare si riduce, c’è bisogno di più proteine. Longo consiglia di mangiare, fra l’altro, più pesce e più latticini. L’alimentazione dovrebbe contenere moti grassi insaturi, presenti ad esempio nelle noci, nell’olio d’oliva e nel salmone. Dovrebbe essere ricca anche di carboidrati complessi (pane integrale, verdure). E’ consigliabile, invece, evitare zucchero e grassi dannosi. Longo consiglia di mangiare, al massimo, nel giro di 12 ore: ad esempio colazione dopo le 8 e cena prima delle 20.

Da un paio d’anni gli scienziati si interessano alle cosiddette “bue zones”, le regioni dove si vive sani e a lungo oltre la media. Il nome è dovuto al fatto che, in origine, i ricercatori segnalavano queste zone sulle mappe con il lapis blu. Fanno parte di questi paradisi la Sardegna, la prefettura di Okinawa (Giappone), la Penisola di Nikoya (Costa Rica), l’isola di Ikaria (Grecia) e la cittadina di Loma Linda (California). I demografi hanno individuato diverse cose in comune nello stile di vita degli abitanti: “duro lavoro fisico e alimentazione parca, soprattutto vegetale”. Per Gunter Eckert, dell’università di Giessen (Germania) “la giusta alimentazione puo’, con altri fattori dello stile di vita, frenare l’invecchiamento.” Un gruppo di ricercatori dell’università di Bergen (Norvegia) ha calcolato che ventenni che passano da un modo di alimentazione tipicamente occidentale ad abitudini alimentari ottimali possono vivere circa 10 anni di più. Perfino ottantenni hanno potuto guadagnare 2 o 3 anni facendo lo stesso. Ma cos’è “ottimale”? Per la maggior parte degli esperti vuol dire: molta verdura, insalata, frutta, noci, legumi, carboidrati complessi e olî sani. Tutto di buona qualità e preparato al momento. E’ la base della dieta mediterranea e delle sue varianti, fra le quali la dieta DASH, che blocca l’alta pressione. Studi hanno dimostrato che una dieta vegetale impedisce le infiammazioni ed ha effetti positivi sul metabolismo”, dice la gerontologa Catrin Herpich, (DifE, Potsdam, Germania). Vuol dire che le persone che si nutrono di verdure sono più raramente sovrappeso, rischiano meno il diabete, disturbi nel ricambio dei grassi e malattie cardio-circolatorie. Tutti presupposti per vivere sani e a lungo. Se possono o devono esserci anche prodotti animali è controverso. Il gerontologo Valter Longo, che ha messo a punto la “dieta della longevità”, consiglia un po’ di pesce ma niente carne o, al massimo, carne bianca (pollo, ad esempio). Eckert è più generoso: “carne una o due volte alla settimana va bene, se è di qualità. E’ un’eccellente fonte di ferro. Discutibile solo se se ne mangia molta. Sono riluttante sulle salsicce, anzitutto se contengono nitriti.”

Diete low-carb e high-protein sono evidentemente inadatte a scopi anti-aging. Valter Longo punta sul contrario: carboidrati complessi e poche, ma sufficienti proteine. Cavie allevate con questo principio vivono più a lungo di quelle allevate con molte proteine e pochi carboidrati. Anche la Herpich trova che la raccomandazione sia giustificata: “studi dimostrano che la riduzione di determinati aminoacidi, ad esempio della metionina, allunga la vita.” La metionina, come altri aminoacidi un componente delle proteine, è presente anzitutto nella carne. Anche questo mostra che le verdure allungano la vita. Comunque, le raccomandazioni nutritive non valgono genericamente. Una dieta povera di proteine non giova più agli ultrasessantacinquenni che, al contrario, necessitano di apporto leggermente superiore perché il loro corpo non puo’ più elaborare sufficientemente queste sostanze nutritive. Sono super-foods, che concorrono a restare giovani, mirtilli, noci, aglio, patate dolci, rape rosse, té verde, cioccolata nera e molti altri. Contengono polifenoli che proteggono da malattie cardio-circolatorie, da certi tipi di tumore e, probabilmente, anche dalla demenza. E’ dimostrato che, ad esempio, le rape rosse abbassano la pressione e le noci il colesterolo LDL. Eckert non vorrebbe esaltare singoli cibi: “è come in un’orchestra. Dipende dall’insieme”. Recentemente è al centro dell’attenzione, come panacea anti-aging, la spermidina. La sostanza, presente nel corpo umano, ma anche in molti alimenti, attiva l’autofagia, una specie di programma di riciclaggio e autopurificazione delle cellule. “In modelli animali si è potuto vedere che la spermidina prolunga la vita”, dice Eckert. Non è ancora chiaro se questo valga anche per l’uomo. E’ in corso uno stuidio del DifE per verificare se nei soggetti che prendono integratori contenenti spermidina i processi infiammatori sono ridotti. Ma non ci sono ancora risultati. Secondo la Herpich, chi si alimenta in modo equilibrato non ne ha bisogno “perché dispone di sufficiente spermidina, presente in quantità , ad esempio, nei piselli, funghi, soia, ceci, germi di grano e formaggio”. Non è importante solo quello che mangiamo. Anche quello che non mangiamo lo è. “Digiunare puo’ allungare la vita”, dice Eckert. La mancanza di alimenti stimola, come la spermidina, l’autofagia. Le cellule si autoriparano. Ciascuno deve capire se la cosa migliore sia il digiuno classico, quello a intervalli o altro.

Eckart, ad esempio, si nutre secondo il metodo, facilmente applicabile, del 16:8. Mangia solo nel giro di 8 ore. Ma ci possono essere eccezioni: “non bisogna essere troppo severi. Mangiare ha molto a che fare con il piacere e la gioia” ribadisce. Non tutti sono abbastanza disciplinati per imitare gli anziani abitanti della “zona blu” di Okinawa: secondo il principio confuciano “Hara Hachi Bu” smettono di mangiare quando il loro stomaco è pieno all’80%. Una semplice ricetta per una lunga vita…

Giustiniano

26 dicembre 2023

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