Gaza, un territorio conteso

Dal blog Storica National Geographic

Sabato 13 gennaio 2024
Francesc Cervera
Francesc Cervera
Collaboratore Storica National Geographic

Potrebbe sembrare che la guerra sia giunta a Gaza solo in tempi recenti, ma la realtà è che la città è stata protagonista di numerosi conflitti fin dai tempi dell’antico Egitto. Ciò si deve alla sua posizione strategica, lungo quella che è stata per diversi secoli l’unica rotta praticabile tra Asia e Africa. Costruita sulla la strada che portava in Egitto, era un luogo di passaggio obbligato per tutti gli eserciti che intendessero conquistare quelle zone, e per questo motivo è stata vittima di saccheggi, assedi e massacri per oltre tremila anni. 

Il primo riferimento storico a una guerra per Gaza si trova in un bassorilievo del regno del faraone Seti I (1294-1279 a.C.), il grande conquistatore del Medio regno. Nel rilievo si menziona la conquista della «città dei cananei», che alcuni storici hanno identificato con Gaza sulla base di resti archeologici. Sarebbe dunque a partire dallo scontro tra egizi e ittiti che Gaza avrebbe iniziato a rivestire un’importanza strategica, e si sarebbe convertita in un trofeo ambito da re e generali. 

Il collasso dell’Egitto a causa dell’invasione dei popoli del mare avvenuto tra il IX e il X secolo a.C fece sì che la città cadesse in mano dei filistei, che convertirono Gaza in una delle loro principali fortezze dalla quale combattevano gli israeliti delle zone interne. Per questo motivo nella Bibbia la città compare in episodi come quello di Sansone, incatenato nel tempio cittadino dopo aver perso la sua chioma divina per mano di Dalila. 

Ma questo breve periodo d’indipendenza durò poco. Nel 598 a.C. Nabucodonosor II schiacciò i filistei e conquistó la città, e l’anno dopo annetté Gerusalemme e gli israeliti ai suoi domini dopo un duro assedio. Da allora Gaza divenne merce di scambio tra grandi imperi: gli assiri la saccheggiarono, Alessandro Magno la rase al suolo nel 332 a.C. e i suoi successori combatterono per impossessarsene, fino a quando non fu conquistata da Pompeo il Grande intorno al 63 a.C.

Da quando entrò a far parte dell’impero romano la città visse un periodo di relativa pace, e fu solo sfiorata dalle guerre dell’epoca. Con i loro programmi per romanizzare la Giudea gli imperatori la convertirono in una moderna urbe popolata da greci, il cui paganesimo e gli scandalosi costumi crearono più di un conflitto con i vicini giudei. La quiete, però, non dura in eterno, e con l’ascesa dell’islam la città fu presa dagli arabi nel 637 e poi dai crociati nel 1100. 

Alla fine furono gli ottomani a vincere la battaglia per il Medio Oriente, e per Gaza si aprì una nuova epoca di pace, interrotta solo dalla folgorante campagna di Napoleone del 1799. Tutto cambiò di nuovo nel corso della Prima guerra mondiale in quanto, come parte della loro lotta contro i turchi, i britannici invasero la regione entrando dall’Egitto e impossessandosi di Gaza nel 1917 dopo la battaglia di Beersheba. 

Con la fine del conflitto la città rimase in mani inglesi fino al 1947, quando fu ceduta al nuovo stato della Palestina, creato insieme a Israele. La coesistenza tra queste due nazioni, però, non è mai stata possibile in virtù della millenaria tradizione di conflitti che ha interessato la zona. Entrambe si lanciarono subito in una guerra che culminò con l’esilio di gran parte della popolazione musulmana dalla striscia di Gaza nel corso della nakba, appunto l’esodo forzato della popolazione araba palestinese. La guerra tra israeliani e palestinesi proseguì nel corso di tutto il XX secolo.

Sebbene la città abbia perso la sua importanza commerciale, Gaza continua a essere una pedina d’immenso valore nel gioco della geopolitica, i cui movimenti, come il mondo ha imparato negli ultimi mesi, hanno ripercussioni globali.

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