Cosa hanno in comune la storia di Genova e l’attuale modo moderno di società?

Ieri su tv locali ho assistito alla chiusura del convegno storico su Genova di Barbero. Applausi!

Ottimo, sintetico, preciso, nella descrizione e non solo, ha sparato date , nomi, eventi successi dal 1300 al 1700 circa ad opera di Genova “la Superba”in concorrenza e concomitanza con Venezia. Barbero è uno storico di qualità non solo studioso.

Entrambe in epoche remote avevano fatto uso del mercato possibile ai tempi, ma anche di violente conquiste e dominanza su popoli e piccoli gruppi frammezzando capacità diplomatiche con forza militare. La capacità del relatore è dare dettagli che illuminavano quel periodo lungo e “glorioso” di cosa erano fatti, anche descrivendo effetti collaterali e collegandoli saggiamente.

Cosa ne risulta?

A mio avviso una forma, certo diversa per i modi, ma molto simile a quella attuale di mercato globale.

Chi erano gli attori fondamentali?

Imprenditori come armatori, famiglie nobili ricche che investivano, commercianti e persino banche di quell’epoca come sponsor di spedizioni e predazioni.

Tutto quello che poteva servire come forma di commercio per guadagno era lecito e la stessa amministrazione della città era il prodotto strutturato dei ricchi che si muovevano senza un limite territoriale, ne un etica che non fosse fare profitto. Nella stessa Genova il gioco era fra chi governava con la forza per diritto acquisito e benedetto e le migliaia di soldati, marinai e braccia da lavoro che accorrevano anche da altre zone dell’Italia solo per campare, che era la carne da macello e da fatica usata.

Dai minerali, alle navi, alle stoffe, a prodotti artigianali, fino agli schiavi, nessuna morale se portava a chi comandava, benessere concreto.

Sempre col benestare o in alcune occasioni con l’intervento diretto della chiesa cristiana (Crociate).

In estrema sintesi cosa abbiamo oggi di diverso come metodo politico e uso delle possibilità date dalla tecnologia ovviamente sviluppata?

A mio giudizio stesso sistema con cambiamento degli “attori” che oggi partono da oltreoceano o comunque da altri continenti compresi quelli come il Medio Oriente una volta rapinati, oggi predoni del commercio globale di prodotti, energia fossile, gas, e ancora gruppi di popolazioni tenute in schiavitù economica e anche controllata militarmente.

C’erano forme di città-stato con amministrazione democratica ai tempi delle crociate? NO

Ci sono oggi strutture istituzionali che mettano le linee di fondo a scelta fra la popolazione delle singole nazioni? NO

I ricchi commercianti( oggi sostituiti con Grandi Imprese multinazionali) e le banche ieri come oggi determinano commerci mondiali e violenze nazionali.

Fanno enormi investimenti per trasporti e logistica, per dotarsi di armi e capacità militari, per capacità produttiva di merci anche nocive ed oggi come ieri vediamo alternarsi situazioni dove viene usata diplomazia, altre dove gli enormi investimenti devono essere protetti con l’uso militare con ciò che ne consegue.

Non c’entra nulla la democrazia ( in Italia governa chi è stato eletto col 26% del 55% dei votanti), è bene ricordarlo e oggi con i media si annega in un sonno della ragione motivazioni e determinazioni.

A parte l’Ucraina, la Palestina, di cui oggi si parla spesso senza verità di fondo, ci sono oltre 60 guerre in corso nel mondo e in qualche caso è riutilizzata l’opzione religiosa per delimitare i campi e auto-giustificarsi( a cui comunque è preferita la necessità di business ed impresa libera)

Il sistema moderno di impresa tanto caro non solo alla destra meloniana, ma anche al liberismo di una sinistra molto legata a queste caratteristiche del capitalismo finanziario, magari “migliorato”costituiscono da sempre la verità storica che emerge dalla narrazione. Dall’ENI al Banco San Paolo, dai CEO delle industrie di armi e di sistemi militari di provenienza del PD ai gestori dell’energia europei sino alla privatizzazione dei beni comuni(Energia, acqua, sanità, ecc)

La proposta imperante è fatta di formule, magari in contrasto fra loro, ma con l’obiettivo unico di una società che gira comunque intorno alle merci, alle produzioni, comprese le armi e i sistemi militari utili a questo “sviluppo”che fanno mercato importante.

L’uomo non è contemplato, la società dei singoli, la cura del singolo intesa in senso ampio (ma nelle linee di fondo neppure i popoli) non è il segno distintivo degli obiettivi sociali delle singole nazioni oggi, ne di chi ancora detiene la capacità maggiore di impresa e forma coesioni come la NATO utili non più a difendere, ma per coinvolgere in spese pazzesche e distruzioni popolazioni senza alcuna democrazia neppure tentata.

In questo senso le forme-stato moderne non rispondono a criteri di possibilità di scelta e di vita per tutti, soppiantate da interessi e lobbismo internazionale che non stupisce “grondi sangue” e sia esso stesso come blocco di ogni anelito di progressivo sviluppo sociale, non di poche unità di individui.

Gatti Gianni

22/01/2024

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