Diamo un assetto migliore alla protesta NO rigass, NO GNL

Questo attivismo informativo, tutto il dibattito che qui su questa rete si svolge è interessante, apre speranze, ma se il tema è: quale energia legata a quale società facciamo riferimento, perché la riflessione cambia completamente se non rovesciamo i presupposti

Diversamente meglio non aspettarsi cambiamenti strutturali e concreti. O dare tutto il possibile arpeggio a petizioni firmate come usa oggi (che un pò mascherano la poca partecipazione motivata e militante).

Non lo farà la burocrazia tecnica e neppure la politica del partito unico (compresi quelli che vogliono “migliorare “ il capitalismo finanziario).

In sintesi la battaglia impostata sui rigassificatori e messa in angolo dal potere, che non ascolta proteste ne di popolo, ne istituzionali è a mio giudizio perdente.

Se è vero che c’è una volontà internazionale (USA, Nato, EU, ecc) di determinare il mercato perché l’intera filiera energetica fa dipendere da questa struttura tecnica e finanziaria l’intera economia, il mercato e pure la geopolitica delle guerre mirate, dobbiamo esserne convinti prima di tutto noi.

Cosa serve?

Sicuramente è utile continuare a far girare informazioni in ogni modo anche sulle varie situazioni (Savona non è l’unica nel PNRR ad essere individuata come sede dei rigassificatori.

Credo sia utile creare, orientare attraverso proposte e dialogo l’interesse collettivo verso forme di Comunità Energetiche, di forme di bilancio energetico comunale e ogni attuazione possibile, una possibilità concreta di diventare autonomi ed indipendenti.

Non basta produrre energia eco-sostenibile( lo fa anche l’ENI, l’ENEL, ecc), deve essere una forma energetica sostenibile, ma diffusa e democratica( a disposizione di tutti).

Chi consuma deve esserne padrone e l’Italia ha, per condizione geografica, ogni possibilità reale per questa procedura.

Aspettare però che dalle istituzioni, dai firmatari del PNRR di Draghi o dalla poca consistenza di reti varie di protesta popolare frammentata vengano vantaggi di “mercato” è illusorio.

Attraverso seminari, conferenze, iniziative varie non è mai troppo darsi STRUMENTI di conduzione per riconoscersi dentro percorsi che individualmente portano ad una socializzazione dell’energia fra cittadini .

Serve cercare competenze e strutture esistenti, valorizzare iniziative in essere anche di comuni virtuosi per capire COME ci sono arrivati e come possono essere copiati con le specificità di zona.

Ogni intrusione di altro elemento come alternativa, come l’idrogeno, necessita di strutture importanti esistenti che se ne possano permettere la produzione industriale, che poi tornano ovvio a pesare sul mercato attraverso le bollette…e siamo nuovamente alla mercede di….

Personalmente credo che lo sforzo maggiore debba essere fatto per spiegare, trovando termini semantici e occasioni alla “massaia di Voghera” come può, nel suo piccolo territorio di vita, riconoscere un percorso abilitante verso energia eco-sostenibile e attivarsi praticamente o associarsi ad altri.

Questa è l’unica vera alternativa ai rigassificatori, il teatro cui assistiamo attuale con balletti sui media sono depistaggi e giochi politici fra chi ha il potere e lo esercita e chi non ce l’ha, ma propone varianti e fuffa mediatica per stare nel consenso popolare che si è espresso ovunque.

Suggerirei la creazione di un gruppo attivo nazionale mirato a organizzare di volta in volta questi aspetti ,che centralizzi conoscenze, competenze documentazioni e attraverso strumenti comunicativi specifici li metta a disposizione di tutti in modo sensibilmente organizzato anche dotandosi di mezzi minimali economici.

Gianni Gatti Attac Savona

24/1/2024

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.