Prendo le parole quotidiane

Dalla pg FB di Poeti Viandanti

Prendo le parole quotidiane, dai dizionari le rubo,

misuro, peso e scruto.

Nessuna corrisponde.

Le più ardite – sanno di codardia,

le più sdegnose – ancora sante,

le più crudeli – troppo compassionevoli,

le più odiose – troppo poco violente.

Questa parola deve essere come un vulcano,

che erutta, scorre, abbatte

come terribile ira di Dio,

come odio bollente.

Voglio che questa parola

sia impregnata di sangue,

che come le mura tra cui si uccideva

contenga in sé tutte le fosse comuni.

Che descriva precisamente e con chiarezza

tutto ciò che è successo.

Questo che ascolto,

questo che si scrive

è ancora troppo poco.

La nostra lingua è impotente,

i suoi suoni all’improvviso poveri.

Cerco con lo sforzo della mente

cerco questa parola

ma non riesco a trovarla.

Non riesco.

(Wisława Szymborska)

Immagine: Opera di Marc Chagall – “Il poeta”

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