05/02/2024
L’ambiguità contenuta all’interno della sacrosanta protesta degli agricoltori ha più di un motivo sia per esplodere, sia per non concludere con successi, in parte legato all’EU, in parte con caratteristiche italiane, proviamo a ragionarci usando una visione più ampia.
Si parte da un elemento di fondo: né la EU né il governo Meloni hanno un progetto finito e centrato di governance del comparto agricolo, tutti ragionano in termini di mercato e di sostegno alle imprese in un mondo finanziario, con colossi finanziari che si muovono indipendentemente dalle linee dei governi, anzi li trainano e trascinano, ma agiscono concretamente dentro il mercato globale.
E’ nato così lo scambio internazionale di merci(frutta, verdura, pesce e carni diverse, ecc)e alla faccia del km zero di prodotti da una parte all’altra del globo, il cui peso complessivo ovvio danneggia i territori singoli.
Le banane mignon del Brasile importate, le pesche argentine lavorate in Tailandia ed esportate in Europa, i gamberi del Nord della Germania mandati in Marocco per essere spelati e riconsegnati, la soia della cui quota circa l’85% è usata solo come alimento degli allevamenti intensivi, le carni che ormai arrivano in Italia di canguro, di bovini irlandesi, di animali esotici, tralasciando per adesso l’uso di insetti, i pesci allevati in acque ridotte con cibo intriso di antibiotici, ecc, ecc.
L’Unione Europea è una fotografia ben diversa dall’Europa geopolitica, intesa come somma delle singole nazioni e le nazioni (27) che compongono la UE non sono neppure loro messe bene al proprio interno, poiché vige lo stesso criterio di sviluppo su come fare profitto spremendo il possibile da merci e lavoratori su uno scenario che non ha di fatto confini.
In mezzo poi abbiamo vere e proprie truffe (ricordate le quote latte dei padani del felpa agitate elettoralmente contro la UE?) ma che sono in continuo aumento, estese a tutto campo fra distribuzione e sfruttamento territoriale di lavoratori senza tutele.
Il clima in mutamento complesso (al di là delle ragioni che lo determinano) in cui intere regioni soffrono già oggi di una antropizzazione e una siccità importante (vedi la Catalogna e Barcellona alimentate con acqua razionata) chi stabilisce quali colture scegliere ed in base a quali criteri?

Non c’è un centro di sviluppo che studi i problemi ed emani direttive in base ad analisi dimostrate sul campo, ne alla EU ne ai singoli governi che la compongono, questo è in sintesi la conclusione tragica.
La PAC (Politica Agricola Comune) l’ultima direttiva emanata dalla EU.
La PAC 2023-2027 è entrata in vigore il 1º gennaio 2023. Il sostegno agli agricoltori e ai portatori di interessi rurali nei 27 paesi dell’UE si basa sul quadro giuridico della PAC 2023-2027 e sulle scelte specificate nei piani strategici della PAC, approvati dalla Commissione. I piani approvati sono concepiti per fornire un contributo significativo alle ambizioni del Green Deal europeo, della strategia “Dal produttore al consumatore” e della strategia sulla biodiversità.
Il livello di sostegno fornito agli agricoltori dell’UE dal bilancio complessivo dell’Unione europea riflette le numerose variabili necessarie per garantire un accesso continuo a prodotti alimentari di alta qualità, tra cui funzioni quali il sostegno al reddito degli agricoltori, l’azione contro i cambiamenti climatici e il mantenimento di comunità rurali dinamiche.
La PAC è finanziata tramite due fondi nell’ambito del bilancio dell’UE:
- il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) fornisce sostegno diretto e finanzia misure di sostegno del mercato
- il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) finanzia lo sviluppo rurale.
I pagamenti sono gestiti a livello nazionale da ciascun paese dell’UE, che pubblica informazioni sui destinatari dei pagamenti della PAC, conformemente alle norme dell’UE in materia di trasparenza.
Meriterebbe farne una analisi dettagliata sugli aspetti che in sintesi sono di due tipi:1) sostegno agli agricoltori 2) norme per conversione ecologica e ambiente
Non essendo competente non vado a fondo, mi piacerebbe leggere una critica seria da parte di chi conosce concretamente aspetti economici e giuridici di questo accordo.
Però mi sento di dire che se, per fare un esempio, il latte sul mercato dagli agricoltori viene pagato 60/70 centesimi/lt e non copre i costi qual’è il metodo ?
La UE e leghisti o destrorsi vari, ma anche una quota di sinistra “sinistra” dicono: lo stato deve compensare i costi .
Ma quell’euro eventualmente aggiunto è uno schiaffo alla sanità, al lavoro sottopagato, ecc!!!
E per quanto tempo in un Eu che tra l’altro dispensa debiti, non sussidi in cambio di riforme stabilite con le grandi major finanziarie e una Italia in crisi economica e industriale può durare il giochino, ma soprattutto, questo salto fra costo e ricavo come si può regolare?
Non c’è un fiato speso su questo “piccolo dettaglio”, dato per scontato da partiti, associazioni di categoria, sindacati, tutti ritengono che rimanga invariato all’infinito lo scenario e continui lo stesso modello compensato più o meno!!! E’ l’innesco di una guerra fra poveri: agricoltori contro sanità, contro industria metalmeccanica, ecc.
E come si accostano scelte EU fin qui emanate e regolate come il libero commercio di semi OGM che creano dipendenza da tre/quattro grandi strutture e eliminazione di intere filiere (per semplificare a loro ovvio) o la possibilità ancora oggi di commercio e uso della chimica distruttiva e nociva (tipo uso dei derivati del Glifosato) o il “commercio della CO2″, mentre ci vendono la palla della salvaguardia dell’ambiente ?
Cambiare qualunque aspetto anche solo in parte e nel tempo di questa situazione sarebbe una rivoluzione che le banche ed i gruppi di investimento come Blakrock, Vanguard o altri che giocando sulla speculazione nelle borse di New York, Chicago, ecc gestendo capitali per oltre 1200 miliardi impedirebbero con qualunque mezzo!
Certo detto questo gli agricoltori, quei circa 17 milioni che lavorano sul campo in EU hanno tutta la ragione a lamentarsi e protestare, ma non c’è nessuna chiarezza sulle motivazioni, ne sul divenire.
Questa è una crisi di sistema irrisolvibile da questa forma di capitalismo finanziario se non con un cambiamento globale che al momento non è dato in Eu e neppure nelle singole nazioni come l’Italia.
Nessun partito istituzionale ne di dx , ne di sx e neppure i Verdi ha programmi o obiettivi simili.
Se poi aggiungiamo i ruoli ambigui dei partiti istituzionali in piena campagna elettorale europea dentro la mediaticità cavalcata dell’argomento o le infiltrazioni nella protesta di elementi di depistaggio per rappresentanza tipo “forconi o eredi dei vari Pappalardo” la situazione è davvero senza molte chance!
Non è un problema di contrattazione sindacale possibile e persino la ricerca, lo studio delle università sul tema sono davvero usate per cambiare questa logica, anzi alcuni studi giacciono silenziosi ed inutili per finanziati dalla EU!
Gli agricoltori in Francia buttano letame liquido sulla prefettura, in Germania, mentre si affacciano partiti neonazisti come AFD((nella Torrinzia al 36%) bloccano le autostrade, invadono Berlino ma nelle differenze fra loro stessi stanno le contraddizioni. Chi ha trattori ultramoderni e attrezzature per l’agricoltura intensiva e digitalizzati con serre automatizzate per centinaia di migliaia di euro, non ha le stesse esigenze e la capacità di resistenza dei piccoli appezzamenti famigliari.
Non ho proposte da fare loro, salvo un dialogo utile a capire l’insieme delle cose per non essere usati(dopo i danni le beffe) come capi espiatori di una crisi generale del capitalismo.
Capitalismo finanziario globale che ha nello sviluppo di guerre con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono l’unica risposta oggi.
Un esempio per tutti In Ucraina durante l’inizio della guerra con la Russia, Vanguard e Blackrock hanno comprato 17 milioni di mtq di quel paese, dedicati ad una zona che era il granaio del mondo. Ma la guerra fa meraviglie e dato che hanno interessi nella vendita di armi e sistemi militari nessuno vede “quell’affare” come un errore…incasseranno dopo, dei contadini ucraini frega a nessuno.
Gianni Gatti – Attac Savona
05/02/2024