Se il futuro fosse un secchio da riempire cosa vi mettereste ?

29/02/2024

Non ho un progetto politico preciso da proporre, ma posso provare attraverso domande e tentativi di risposta di capire quale modello di società sia da preferire.

E questa è solo la teoria, poi serve tradurre in organizzazione pragmatica l’assalto al cielo, da solo non crolla, si trasforma.

Territorio o globalizzazione?

Una scelta fondamentale, cui la politica tutta senza eccezioni ha già dato una interpretazione nazionale o internazionale che accomuna ogni colore con rare eccezioni, scegliendo la finanza, le banche, i fondi di investimento ed il mercato delle imprese (leggi Grandi Imprese). Liberismo significa impostazione al mercato globale, sempre più verticale!

Quindi l’opzione è “tornare” al territorio governando le esigenze mettendo al centro le persone in una società della cura di se e degli altri attualmente scartata concretamente in ogni campo. Tra l’altro mi pare bene precisarlo tornare al territorio significa anche uscire da ogni alleanza militare che toglie risorse ed autonomia.

– Quali produzioni e quale lavoro?

Ovvio che questi aspetti dipendono dalla scelta sopra citatain cui tutto è legato alla necessità del mercato stesso che chiede profitto con al centro le merci e la finanza, non le persone.

L’elenco si allunga: armi e sistemi militari, chimica varia, energia fossile con vari derivati d’uso come rigassificatori e in minor quantità energia sostenibile concentrata in poche mani, prodotti farmaceutici e per la sanità che ancora oggi assorbe quasi il 70% del bilancio dello stato, sistemi di trasporto su gomma principalmente, ma anche enormi navi, ferrovie ad A.V. , aerei civili e militari, opere inutili (Tav, Tap, Ponte sullo Stretto, ecc) che si possono sintetizzare in cemento e supermercati come se piovessero, mentre il dissesto idrogeologico territoriale non ha ristoro, ne progetti seri, compresi tombamenti di fiumi in città, gestione dei beni comuni e privatizzazioni sono ormai realtà assodate. Tutto è merce e deve rendere o viene osteggiato

L’agricoltura industriale tallona le piccole imprese che sono senza difese in un mercato dove i prezzi, sono stabiliti dalle borse finanziarie in una sarabanda globale senza futuro se non attraverso sbocchi di guerre distruttive o di predazione finale del più forte.

L’ I.A. poiché è fatta da chi può investire capitali, non è fatta per risparmiare fatica, ma espellendo lavoro taglia costi e stabilizza guadagni di chi la usa con rare eccezioni.

Se questa breve descrizione ha senso, il lavoro che ne consegue è allineato alla velocità di ricambio e “ricatto economico” con l’uso di precariato sottopagato, con sacche in aumento di povertà sociale (oltre 6 milioni, mentre altri tre milioni stanno per arrivare sotto la soglia minima).

Vincono le banche attraverso il finanziamento pilotato delle società che “rendono profitto”.

Non parliamo poi della parte di “MERCATO OCCULTO” pilotato nel dark-net dove monete elettroniche, lavaggio di soldi della criminalità organizzata, tratta di pedofili e organi umani, traffici di droga e armi guidano guadagni non fiscalizzati e redditizi da reinvestire legalmente in barba allo strombazzato “mercato regolatore”

In sintesi: serve produrre cose utili e con un senso sociale, che non diano inquinamento ambientale, da mantenere sano con opere di servizio per garantire una vita agevole dalla nascita alla vecchiaia, cioè produrre solo quello che davvero è sui territori necessario garantendo beni primari come acqua, energia, riciclo rifiuti, ecc.

Il Lavoro può essere solo dato dal minimo per avere merci necessarie al territorio nel minor tempo possibile, con la garanzia per tutti di avere salario garantito, istruzione, sanità, cultura, mobilità, ecc perchè se cala la capacità di acquisto tutto si precarizza.

Cessando la “competizione” rimane la soddisfazione delle esigenze

– Quale politica istituzionale ci difende da questa situazione sociale e quali progetti in corso?

Qui direi che la risposta è sicuramente nessuno attualmente o molto pochi. Senza incisività, anche per aspetti diversi fra loro, ma nei fatti evidenti a vista …Oggi i partiti hanno una funzione nel migliore dei casi di auto-inseguimento e alleanze su obbiettivi del liberismo, un pan-sindacalismo forzato al sociale che rende contenti quando strappa piccoli vantaggi fini a se stessi, senza un percorso proiettato al futuro. Le grandi riforme legali, amministrative, giuridiche sono dettate dalla penetrazione delle lobbi e consorterie finanziarie, dei grandi investitori (pensioni, riforma del lavoro, stanziamenti risorse in generale, collocazione nella NATO, ecc)

I progetti di futuro oggi sono innestati su un imbarbarimento della struttura funzionale delle istituzioni. Anche i migliori tentativi sono vanificati o resi impossibili da realizzare negli aspetti sociali da una continua variazione delle regole, dell’infrastruttura burocratica di governance (accordi sindacali, procedure legislative, riforme tipo Cartabia, taglio risorse ai comuni, privatizzazione delle infrastrutture essenziali sanitarie, di beni comuni, eliminazione di bonus energetici, ecc)

La scelta di fondo italiana di diventare parte attiva nelle guerre con inserimento di armi e militari è chiaro che diventa propedeutica a tagli di risorse dello stato a servizi essenziali.

Due giorni fa con decreto, è stato tolto un altro 30% del tiket sanitario che già era scarso, contemporaneamente alla scelta di acquisto armi, ecc.

Allora fate un esperimento di studio: vedete se questa stringata e banale analisi corrisponde ai fatti ( non alle parole che sono maschere ) da chi sta nelle istituzioni nazionali, regionali o comunali, comunque si definisca, cioè se corrisponde o no a verità, ma fatelo non basandovi sulla narrazione dei media, ma confrontando la sensazione vostra reale, pragmatica dell’esperienza quotidiana di vita.

Il mondo va al contrario e velocemente, con ritmo angoscioso, dove chi rimane …indietro non riesce più a risalire la china, soprattutto i giovani che non trovano spazi e gli anziani che non l’hanno più.

Nel mondo al contrario sarebbe già un vantaggio…. decidere di buttare via la parte inutile socialmente.

Abbiamo un intero strato, anche culturale, di popolazione che non smette di battersi, che vive dell’esperienza accumulata e non si fa incantare dai servi sciocchi che abbondano, anche senza mezzi di comunicazione e attraverso reti con metodi frammentati di collettività.

Unire i puntini, spargere coscienza critica, seminare consapevolezza!!

Gatti Gianni, 29/02/2024

Attac Savona

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.