Sylos Labini vs. Tito Boeri: dibattito sulla Moneta Fiscale

Dal blog https://www.lafionda.org/

15 Mar , 2024|Redazione

Pubblichiamo questo scambio sul superbonus, che resta una misura molto dibattuta. Avversata da varie forze, fra cui Draghi, i liberali di Renzi e Calenda e buona parte della destra al potere – con argomenti non pare così dissimili – da altri è considerato un provvedimento che seppur con difetti ha costituito un esempio di interventismo statale che è riuscito a sostenere la riresa italiana nel 2021 – fra questi ci sarebbe pure il FMI. Sarebbe comunque un interessante motivo di dibattito, se non fosse che coloro che lo accusano non paiono molto pronti al dialogo. Alla comunicazione molto pacata ed interlocutoria di Stefano Sylos Labini, che avendo lavorato sul tema e non riconoscendosi del tutto nella applicazione che è stata fatta ne ammette i problemi entrando nel merito della questione l’economista Tito Boeri risponde in modo sbrigativo, frettoloso ed arrogante – diremmo con rara cafonaggine verso chi gli si è rivolto in modo interlocutorio. Riteniamo utile pubblicare tale scambio. Aggiungendo il piccato commento – del tutto da sottoscrivere – di Marco Cattaneo, che indica la contraddizione dell’economista tanto ben accetto presso i progressisti di establishment. Noi preferiamo ascoltare le argomentazioni del nostro Gabriele Guzzi, che ha collaborato con l’ideazione di tale misura (si veda il video) (La Redazione)

Buongiorno Professor Boeri,

ho letto le sue dichiarazioni molto critiche sul superbonus.

https://www.lastampa.it/economia/2024/03/07/news/festival_del_management_bocconi_milano_superbonus-14128014

Per questo ho pensato di inviarle il mio libro sulla Moneta Fiscale, una proposta che abbiamo lanciato dieci anni fa. Avevo già inviato il libro al Prof. Cottarelli che rendo partecipe di queste mie considerazioni.

Per prima cosa, bisogna riconoscere che l’esplosione dei crediti fiscali trasferibili nel settore edilizio è avvenuta dal 2021 quando si era insediato il governo Draghi ed è proseguita con il governo Meloni nel 2023. Il governo Conte aveva varato la cessione del credito nell’estate 2020 e dopo sei mesi era caduto.



Qui si impongono diverse domande. Perché Mario Draghi non ha messo un tetto alle emissioni annuali dei crediti fiscali e non ha abbassato l’incentivo al di sotto del 110%? Ne avevo parlato in questo articolo su Milano Finanza ad ottobre del 2021 (quando i crediti fiscali del superbonus non erano ancora cresciuti in modo esponenziale), dove venivano proposti chiari e semplici correttivi tra cui ridurre la percentuali dell’incentivo in favore dei privati e nel contempo estendere l’uso della Moneta Fiscale alla generalità dei lavori pubblici (anche ipotizzando forme miste di corresponsione per i lavori nella forma del 65% in Moneta Fiscale e del 35% in euro).

Invece di fare questi interventi, Draghi ha fatto di tutto per bloccare la circolazione dei crediti fiscali mettendo prima una sola cessione e poi tre fino ad arrivare a cinque. Ciò ha paralizzato il mercato ostacolando la monetizzazione dei crediti fiscali e facendo impennare lo sconto finanziario. Tutto questo ha effetti molto negativi sul moltiplicatore del reddito e quindi sulla capacità di generare gettito fiscale aggiuntivo: i cantieri si fermano, le imprese falliscono, la disoccupazione aumenta.

Faccio presente che nel suo ultimo intervento in parlamento Mario Draghi non aveva attaccato l’incentivo del 110% bensì i meccanismi di cessione dei crediti.data

Se il motivo era il contrasto alle truffe, Draghi stava sbagliando bersaglio perché le truffe si consumano al momento dell’assegnazione dei crediti fiscali a fronte di documenti falsi e quindi di lavori inesistenti, imprese inesistenti e addirittura immobili inesistenti. È l’Agenzia delle Entrate che deposita i crediti fiscali nei cassetti di chi ne fa richiesta: come lavora AdE? La cessione è un evento successivo che nulla ha a che fare con le truffe che si sono consumate in precedenza. È come se uno prende una pensione di invalidità in modo illegittimo e poi spende gli euro che si è intascato: nessuno si sognerebbe di bloccare la circolazione degli euro.

Noi stiamo incontrando difficoltà enormi a spendere i soldi del PNRR: circa il 60% dei fondi finora spesi sono associati a crediti d’imposta per l’industria e per l’edilizia, senza di quelli la spesa non avrebbe raggiunto neppure 20 miliardi di euro in tre anni. Inoltre sottolineo che non è corretto parlare di buco enorme nei conti pubblici quando diverse stime effettuate da autorevoli centri studi hanno dimostrato che la misura è sostenibile.

Ne ho parlato qui: https://www.lavoripubblici.it/news/pnrr-crediti-fiscali-industria-edilizia-32819 .

Per concludere, i crediti fiscali trasferibili sono uno strumento molto potente che viene utilizzato anche negli Stati Uniti per finanziare la transizione ecologica: https://www.americanprogress.org/article/understanding-direct-pay-and-transferability-for-tax-credits-in-the-inflation-reduction-act/ ; noi dobbiamo mettere a punto questo strumento e non spazzarlo via come si sta cercando di fare da mesi con una propaganda e una disinformazione inaccettabili.

Cordiali saluti.
Stefano Sylos Labini

P.S. Non ho nulla a che fare con il M5S che si è appropriato in modo maldestro di un lavoro enorme sviluppato da altri

LA RISPOSTA DI TITO BOERI

La risposta di Boeri (di cui riporto una sintesi la più fedele possibile ai concetti da lui espressi di seguito in grassetto) mi ha sorpreso.

Secondo Boeri è inutile scaricare le colpe su altri poiché il Gruppo della Moneta Fiscale è pienamente corresponsabile.

Faccio presente che il nostro gruppo non ha mai avuto alcun incarico di governo e quindi mai siamo potuti intervenire direttamente per attuare la proposta nel modo più efficace.

Per rendere l’idea, nessuno si sognerebbe di mettere in discussione il diritto alla pensione, ma se mandiamo in pensione le persone a 40 anni facciamo fallire lo Stato.

Boeri si chiede come sia stato possibile pensare di usare i crediti fiscali dell’edilizia come Moneta Fiscale. Abbiamo creato un mostro come il superbonus per perseguire la nostra utopia sulla Moneta Fiscale, uno strumento che non sappiamo neanche come funziona. Secondo Boeri non serviva neppure per aggirare i vincoli europei sul debito (una delle motivazioni della proposta originaria) perché il superbonus ha creato debito, è stato tutto in deficit.

Credo che non sia chiaro al Professor Boeri che nel momento in cui gli sconti fiscali sono trasferibili e possono liberamente circolare nell’economia, diventano un mezzo di pagamento ad accettazione volontaria che non mette in discussione l’euro come moneta unica a corso legale. Questa è la Moneta Fiscale che è pienamente legittima all’interno della normativa dell’euro sistema.

Quella che Boeri definisce la nostra utopia oggi è realtà: tutta l’azione del governo Meloni così come quella del governo Draghi è stata finalizzata a spazzare via uno strumento che si era pienamente affermato tra gli operatori economici – famiglie, banche e imprese.

Riguardo all’affermazione di Boeri secondo cui non sappiamo come funzioni la Moneta Fiscale, mi sembra un’affermazione molto arrogante e provocatoria: ci sono dietro dieci anni di lavoro di un gruppo di ricerca composto da persone serie e preparate che hanno lavorato in importanti istituzioni pubbliche e in aziende private e hanno pubblicato tre libri nonché decine di articoli su quotidiani e riviste nazionali e internazionali.

Sul discorso del debito, è opportuno precisare che quando emettiamo gli sconti fiscali trasferibili non chiediamo soldi in prestito sui mercati finanziari e quindi non ci stiamo indebitando.

Naturalmente l’operazione si regge sulla crescita economica che riusciamo ad attivare e quindi sul maggiore gettito fiscale che viene generato per compensare le minori entrate prodotte dall’esercizio degli sconti fiscali.

I dati finora a disposizione indicano che il rapporto debito/Pil è diminuito di circa 18 punti percentuali dal 155% del 2020 al 137% del 2023. Nel futuro le cose potrebbero peggiorare perché i blocchi alla circolazione dei crediti fiscali hanno ostacolato la monetizzazione dei crediti fiscali e ne hanno fatto impennare lo sconto finanziario, di conseguenza i cantieri si sono bloccati, le imprese sono andate a corto di liquidità e molte sono fallite, la disoccupazione sta aumentando. Ma questo scenario non è colpa della misura bensì delle sciagurate decisioni dei governi Draghi e Meloni.

In merito al deficit che è aumentato ben al di là delle previsioni, ricordo a Boeri che il governo avendo classificato i crediti fiscali come pagabili, li ha contabilizzati come maggiore spesa per l’intero importo all’emissione; in tal modo li ha potuti scaricare nei deficit degli anni passati quando non era in vigore il Patto di Stabilità. La caratteristica di un credito fiscale pagabile è quella di dare il diritto al rimborso cash per la parte che non viene portata in compensazione e per questo non può essere perso. I crediti fiscali del settore edilizio invece non danno il diritto al rimborso e in una certa parte sono stati persi dunque sono crediti fiscali non pagabili che vanno contabilizzati non all’emissione ma al momento dell’esercizio. Per questo i deficit calcolati dal governo sono da rigettare: vedremo quando questa storia uscirà fuori.

Questo è quanto. Ognuno si potrà fare una sua opinione.

IL COMMENTO DI MARCO CATTANEO (GRUPPO DELLA MONETA FISCALE)

“Avete creato un mostro come il superbonus per perseguire la vostra utopia sulla moneta fiscale (uno strumento che non sapete neanche come funziona).”

Veramente Tito Boeri ha il coraggio di scrivere una cosa del genere ?

Uno che era in prima fila ad applaudire l’austerità di Mario Monti, la quale ha prodotto quattro milioni di persone in più in povertà assoluta, tredici trimestri consecutivi di recessione, decine di migliaia di fallimenti aziendali? Il tutto per ridurre il rapporto debito/PIL, rapporto che invece è aumentato?

L’umiltà e l’onestà intellettuale fanno veramente difetto. Se non di ammettere il disastro, quantomeno di tacere.

Marco Cattaneo Di: Redazione

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