Il fuoco della Marina israeliana contro Gaza e il ruolo delle aziende italiane

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di Futura D Aprile — 20 Marzo 2024

Le corvette dello Stato ebraico impegnate come le forze di terra e aria nell’attacco contro la Striscia sono armate dall’Italia. I cannoni sono della Oto Melara (gruppo Leonardo), mentre a far luce sui colpi utilizzati sono gli sviluppi seguiti agli scontri nel Mar Rosso. La nostra inchiesta sulle forniture armate italiane continua

La Marina israeliana ha un ruolo attivo negli attacchi contro Gaza. Fin dal 9 ottobre scorso, infatti, le navi militari dello Stato ebraico sono schierate a sostegno delle forze di terra e di aria, contribuendo attivamente alla distruzione della Striscia. Ad aver fornito a Israele le capacità belliche per bombardare Gaza dal mare è da tempo anche l’Italia e in particolare due aziende: Leonardo e Simmel Difesa.

La prima è nota, essendo da tempo la più grande impresa italiana del settore e l’undicesima a livello mondiale, mentre Simmel ha suscitato negli anni minor attenzione. Eppure l’azienda con base a Colleferro, in provincia di Roma, è la maggior produttrice italiana di munizionamento di medio e grosso calibro e vanta una leadership internazionale nel campo del munizionamento navale, secondo quanto riportato dalla stessa Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad, di cui è stato presidente anche l’attuale ministro della Difesa, Guido Crosetto).

Nel 2022 il valore della produzione di Simmel ha sfiorato quota 99 milioni di euro, segnando una crescita di oltre 46 milioni rispetto all’anno precedente. Dal 2014 il socio unico dell’impresa è la Nexter System S.A., gruppo industriale di armamenti appartenente allo Stato francese.

Prima di approfondire il ruolo delle due aziende italiane occorre però mettere a fuoco quello che la Marina israeliana ricopre nelle operazioni contro la Striscia di Gaza.

Come chiarito in un’intervista rilasciata alla rivista Israel Defense dal tenente colonnello Steven, ufficiale in forza alla terza divisione della Marina, le navi israeliane sono state usate dopo il 7 ottobre “in missioni difensive”, per poi spostarsi all’attacco. “Già tre settimane dopo l’inizio dei combattimenti partecipavamo alla battaglia con una duplice missione: sorveglianza e fuoco”, le parole del tenente colonnello riportate a febbraio di quest’anno.

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