Dalla pg FB di Pieruigi Fagan
Perché Biden se ne è uscito con questa notizia? Egitto, Giordania ed addirittura Qatar pronti a “riconoscere” ufficialmente Israele ed i suoi diritti di esistenza? A pacchetto e proprio ora dopo il perdurante massacro?
Ricordo che la Giordania ha con Israele solo un Trattato di pace che vige dal 1994. La monarchia giordana, pur non essendo l’istituto monarchico conforme i dettami (per altro un po’ vaghi) del Corano sulla forma giuridica dello spazio islamico, è in realtà la più relativamente legittima. Essa infatti è detta Hascemita, discende dal nonno di Muhammad, il lignaggio è quello dei Banu Hascim, tribù dei Quraysh, la stessa di Muhammad.
Per quanto contestato storicamente il diritto parentale di successione per cariche di rappresentanza dell’islam giuridico-politico (per provare -invano- ad affermarlo ne nacque la diaspora di Ali, fine 600 d.C., da cui il braccio iracheno-iraniano sciita e pari fondazione del blocco sunnita -che seguono la Sunna, la seconda fonte della Legge islamica che determina la Shari’a-, la faccenda avrebbe un suo peso. Un riconoscimento giordano sarebbe altamente simbolico per tutto l’islam, non solo arabo. Il Qatar poi sarebbe definitivo e clamoroso.
Dubito fortemente ciò avverrà con la soluzione due stati, ma da questo punto in avanti toccherebbe seguire le contorsioni diplomatiche d’accompagno lo sviluppo, imprevedibili poiché soggette a mille soluzioni se dal sostanziale si passa al formale e quando poi dalle chiacchiere si passerà ai fatti duri.
Cosa stanno promettendo a Tel Aviv? Come ne escono dal problema di Rafah? Cosa sono disposti a fare gli arabi? Cosa mette Washington sul piatto? Stay tuned, la storia si potrebbe fare Storia sotto i nostri occhi. Un fallimento da qui a prossimo novembre potrebbe determinare le elezioni americane con effetti a cascata molto importanti. Un “successo” anche.
E’ per trattare da sempre maggiori posizioni di forza, è per forzare gli arabi ad includere lo spazio grande (Libano, Siria, Hezbollah) nel riassetto strategico, che -nel frattempo-Israele attacca Aleppo? Nel mentre si dice che Tel Aviv stia “riprogrammando” il sospeso viaggio della delegazione a Washington, sospesa dopo il voto ONU?
Appendice:
Mi fa molto piacere verificare che il Trittico pubblicato sul mio blog, : https://pierluigifagan.wordpress.com/…/trittico…/ sta avendo una lettura ed accettazione imprevedibile data la pesantezza del testo. Ne riceve anche da “x”. La “volontà di sapere” è carsica ma non prosciugata. Certo è rigagnolo, ma ogni fiume nasce da rigagnoli. Lo dico al netto del piacere autorale, è un fatto politico, di politica del dibattito pubblico. Il dibattito pubblico va curato di più dal fronte critico. Va curato come “discorso” collettivo che facciamo in pubblico. Ognuno di noi si esprime su l’argomento, porta la sua intonazione al discorso, come e di cosa parliamo porta responsabilità. Sì critichiamo, siamo scettici, giustamente indignati, ma non rinunciamo a capire. Stiamo nella storia e prendiamo atto dei suoi convulsi corsi. Lo facciamo perché per cambiarlo, il mondo va prima conosciuto. Non abbiamo una classe, non abbiamo un partito, il “soggetto”, ma siamo comunque soggetti individuali potenzialmente collettivi, area di pensiero comunemente orientata, potenzialmente addensata. E’ dalle nuvole che poi vengono le piogge. Nel mondo del “discorso” e delle sue egemonia pesa, è arma politica, va usata con discernimento. Critichiamo l’esasperazione individualistica, ma noi stessi che pensiamo e scriviamo, siamo in grado di rinunciarvi un po’ e cercare di addensarci un po’ di più solo cognitivamente, stante il nostro indomito e per altro fertile pluralismo? Come funziona in biologia, quando dai pochissimi e diversi ma non troppo eterogeni nasce il tantissimo? Quanto più lontano e cosa vediamo salendo sulle spalle di Gramsci nel XXI secolo? Con quali occhiali?