Intervento della CUB Val Bormida
Inizio questo mio intervento sul PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza partendo dal significato della parola Resilienza
Quindi che cos’è la Resilienza… c’erano cristine, ursula, marietto, trichet, jp morgan…. E … bum… è scoppiata la resilienza…direbbe crozza-zichicchi… ma torniamo seri…
In generale, il termine resilienza indica la capacità di un sistema di adattarsi ad una variazione, ad una sollecitazione, quindi indica la sua capacità di adattamento alle sollecitazioni esterne a cui è sottoposto.
Sino a pochi anni fa il termine resilienza era usato soprattutto in campo tecnico, in fisica, in ingegneria. Da alcuni anni a questa parte, ma soprattutto con il governo Dei Migliori, questo termine è stato declinato scientemente per far digerire tutti quei provvedimenti che hanno e continuano a segnare la profonda trasformazione sociale ed economica in senso liberista a cui tutti noi siamo sottoposti.
La resilienza, come tutte le cose ha un’unità di misura ed è data dall’energia per unità di volume� richiesta per deformare un campione di materiale sino a un valore di deformazione stabilito.
Quindi oggi noi, individui sociali, processi economici, siamo misurati e monitorati per capire sino a che punto siamo adattabili alle sollecitazioni che il mercato e le politiche liberiste impongono. Spingere sull’acceleratore della cosiddetta modernizzazione sino alla rottura completa del welfare state come l’abbiamo sin qui conosciuto, è il mandato ed il mantra che i nostri governanti e le forze politiche e partitiche rappresentate in parlamento (tutti)hanno ricevuto e per quale tutte stanno lavorando.
Il PNRR non è altro che un manifesto di politiche liberiste, un compito assegnato ai governanti di turno nominati a darne attuazione in tutte le sue parti. Una prima edizione di ciò che oggi è stato formalizzato nel PNRR lo troviamo in una famosa lettera, datata agosto 2011, nella quale Draghi e Trichet trasmettevano, più corretto sarebbe imponevano, al povero Silvio, e a tutti i governi successivi, l’agenda economica e sociale dei decenni successivi. Ogni tanto sarebbe bene ricordare il contenuto e i punti che questa lettera evidenziava e che voglio ricordare nei punti salienti.
1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. in particolare per la fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende.
c) una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro.
2. assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie al fine di raggiungere un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È necessario intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità, una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento.
Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.
3. E’ necessaria una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese.
Ciò che accadde dopo lo ricordiamo tutti, caduta del governo Berlusconi, governo Monti, più corretto sarebbe definirlo Draghi 1, e conseguente governo cosiddetto tecnico, di larghe intese, sostenuto da tutto l’arco parlamentare ad esclusione di facciata di Lega e Italia dei valori.
Questo fu il governo che ha messo le traversine ai binari delle politiche liberiste su cui viaggiano i treni della modernità.
Privatizzazioni, liberalizzazioni, privatizzazione di ampi asset nazionali (energia,telefonia, job act, precarizzazione del lavoro….)
Da allora su quel treno sono saliti molti capotreni, Letta, Renzi, Gentiloni, il rivoluzionario movimento 5 stelle, Conte 1, Conte 2, tutti solidamente convinti sostenitori dell’obiettivo liberista, pena la loro esclusione dalle stanze del potere.
Secondo i principi della lettera a Silvio e del PNRR oggi, La Sanità Pubblica e i servizi pubblici locali non possono rappresentare una priorità politica per nessun Governo negli ultimi 15 anni e negli anni futuri.In periodi di economia stagnante il ssn è stato trasformato in un “bancomat” da cui prelevare risorse, mentre i periodi di crescita economica non hanno avuto effetti benefici sul SSN, nè sul rilancio del suo finanziamento pubblico.
Nel decennio 2010-2019 tra tagli e definanziamenti, al SSN sono stati sottratti circa € 37 miliardi, come contributo al progressivo indebolimento e smantellamento della più grande opera pubblica mai costruita.
I vari DEF emanati dai governi Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2, hanno ridottoprogressivamente dello 0,4% il rapporto spesa sanitaria/PIL con un PIL in calo costante.
Capisaldi di questo tracollo e fallimento sono stati
– Il d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 che trasforma le U.S.L. in Aziende Sanitarie Locali (ministro Francesco De
Lorenzo governo Amato).
– La riforma del titolo V della Costituzione, effettuata nel 2001 dal Governo Amato.
– Il pareggio di bilancio in costituzione del 23 Aprile 2012 ed entrato in vigore il 1 Gennaio 2014 legato al patto di
Stabilità e Crescita , al Fiscal Compact e contenuto nella lettera a Silvio.
– L’autonomia differenziata regionale iniziata nel 2017 dal governo Gentiloni.
– Le massicce privatizzazioni volute e votate in modo bipartizan dal governo Monti (Alfano,Bersani,Casini).
– Il continuo e strisciante passaggio alla sanità e diagnostica privata veicolata dalle inaccettabili liste di attesa,
e introdotta nei rinnovi contrattuali come benefit.
– La Precarizzazione e schiavizzazione del lavoro subordinato e parasubordinato (Jobs Act,patto sul lavoro)
– L’aumento esponenziale delle spese militari sino al 2% del P.I.L. (104 milioni al giorno)
Traguardati gli obiettivi (a 10 anni) contenuti nella lettera al “povero silvio”, occorre dare un’altra accelerazione liberista e liberticida ed ecco che nasce il PNRR, l’agenda Draghi, il suo governo, il Next Generatio EU, il Mes
In questo pacchetto in Europa Sono a disposizione dei vari Paesi europei 750 miliardi di Euro da restituire in 30 anni con interessi. Un fiume di soldi che sta inondando le tasche dei potentati economici finanziari globali ben rappresentati nel fondo monetario internazionale, nella bce.
La quota italiana del PNRR rappresenta un pacco di soldi che al 13 luglio 2021 assegnava risorse pari a 191,5 mld di euro, composti da 68,9 mld di euro finanziati da sovvenzioni a fondo perduto (gratis) e 122,6 mld di euro finanziati tramite prestiti (loans).
L’8 dicembre 2023 con il nuovo capitolo dedicato a REPowerEU , questa cifra è stata portata a 194,4 miliardi di euro, di cui 122,6 miliardi sono sotto forma di prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni.
E in Italia chi poteva essere il garante che questo cospicuo gruzzolo finisse nelle giuste mani, se non Mario Draghi, acclamato da confindustria e non solo(purtroppo) come salvatore della Patria ? Ed ecco che Mario Draghi, come già accaduto con Mario Monti, viene nominato presidente del consiglio quale garante politico della spartizione che permetterà di convogliare il “bottino” del PNRR nelle capaci tasche dei potentati economico-finanziari privati italiani.
Ma quali sono le contro partite richieste per ricevere il flusso di denaro del PNRR?
Basta ricordarsi la lettera recapitata a Silvio, gli assi portanti sono gli stessi; ed espressamente contemplati negli obiettivi imposti nel PNRR
- finanziamenti diretti alle imprese per ricerca, digitalizzazione, investimenti
- dismissione e cessione al privato degli asset strategici (energia, industria, trasporti, comunicazioni, telefonia,)
- Dismissione e cessione al privato del settore pubblico (sanità, scuola, trasporti, sistema previdenziale e assistenziale)
- Introduzione di un welfare integrativo destinato a sostituire quello pubblico in termini di assistenza, servizi e prestazioni, veicolato attraverso la contrattazione di secondo livello (fondi pensione e sanitari introdotti nella contrattazione con il metodo del silenzio assenso)
- La riforma del codice degli appalti,la semplificazione degli iter autorizzativi delle opere legate ai finanziamenti via PNRR, la riforma del reclutamento degli insegnanti, l’economia circolare, la banda ultralarga, un nuovo piano rifiuti , la sanità territoriale
La liberalizzazione degli appalti e del subappalto sta già producendo i suoi risultati con la sostanziale riduzione delle tutele e della sicurezza dei lavoratori, l’aumento dell’età pensionabile, la precarizzazione ed il ricatto occupazionale, il fenomeno del workig poor (lavoratori pover). Di tutto ciò le cifre allucinanti degli infortuni sul lavoro ne sono l’evidenza. Le farse istituzionali messe in scena in occasione di ogni evento nefasto che accade ne sono parte integrante. L’apoteosi dell’offesa si raggiunge quantificando in punti la vita e la salute di un lavoratore.
Oggi tutto viene finanziato con progetti legati al PNRR. Un altro ossimoro strutturale è legato al ricorso ai fondi del PNRR per finanziare la spesa corrente e la spesa del personale. Le assunzioni ed il reclutamento via fondi PNRR sono Il frutto avvelenato di questa strategia poichè tutti sanno che l’erogazione di tali risorse è funzionale a dismettere e privatizzare tutti i servizi legati a tali finanziamenti il giorno dopo a causa della futura chiusura dei rubinetti del flusso di denaro e dichiarandone l’insostenibilità finanziaria.
Il PNRR è quindi un colossale Black friday a vantaggio del privato, un manifesto dell’affarismo targato Draghi e della sua agenda, cui anche l’attuale governo Meloni si è supinamente adattato e di cui è espressione. In questo quadro si iscrivono le controriforme strutturali sul premierato, sulla separazione delle carriere, la flat tax, l’autonomia differenziata cavallo di battaglia della Lega.
Il processo di aziendalizzazione di scuola, sanità , trasporti e servizi pubblici locali viene accelerato dalle clausole del PNRR. La transizione ecologica giocata esclusivamente sul piano del ritorno economico e della minor spesa riporta alla ribalta combustibili come il carbone, il nucleare pulito, e altre energie fossili, lasciando sempre come fanalino di coda le energie alternative.
In questo quadro sommario del PNRR localmente si iscrive Il Rigassificatore previsto a Vado/Savona, come tassello di un progetto integrato della filiera del Gas Naturale Liquido. La vicenda rigassificatore va quindi inserita nel solco delle scelte strategiche iniziate con l’emergenza sanitaria, continuate nel PNRR, e veicolate sulla scia dell’emergenza caro bollette, quest’ultima iniziata ben prima della crisi Russo/ Ucraina. E legata alle politiche di approvvigionamento effettuate alla borsa di amsterdam sulla base del TTF.
Gli amministratori locali coinvolti nella partita del rigassificatore, si sono più volte lamenti dei tempi contigentati delle procedure autorizzative, cui le amministrazioni locali sono chiamate a rispettare. L’iter autorizzativo dell’impianto è il prodotto dei reiterati decreti semplificazioni, iniziati con la vicenda TAV della Val Susa al tempo del governo Prodi. Le successive modifiche, hanno avuto l’obiettivo di svincolare e sveltire l’iter autorizzativo di opere, infrastrutture e impianti produttivi da lacci e lacciuoli insiti nei processi di VIA e VAS. La disciplina della valutazione di impatto ambientale (VIA), contenuta nella parte seconda del Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/2006) è stata profondamente modificata, a partire dal D.Lgs. 104/2017. L’articolo 50 del D.L. 76/2020 ha apportato una lunga serie di modifiche alla disciplina della VIA volte a perseguire principalmente l’accelerazione delle procedure.
I governi Conte 1, Conte 2, e draghi hanno dato una accelerazione significativa nella modifica dei processi autorizzativi, svincolando le opere considerate urgenti e strategiche dalle normative su VIA e VAS, poiché legate ai fondi del PNRR e Recovery Fund.
L’allora ministro della transizione ecologica Cingolani, governo Draghi, in una lettera alla UE comunicava di aver svincolato dal VIA tutte le opere legate ai fondi del PNRR e del recovery Found e comprese nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).
La legiferazione per emergenza al di sopra della legge, i pieni poteri conferiti ad una sola persona al comando, l’introduzione della figura del commissario, sono parti di questo disegno.
QUESTI DECRETI SEMPLIFICAZIONI, questi articoli, QUALCUNO LI avrà votati.. O erano tutti su Marte??
Oggi tutti si lamentano pur di rifarsi una sorta di verginità agli occhi dei cittadini ma nessuno mette in discussione quel piano.
Altro esempio della declinazione del PNRR sul territorio provinciale è la vicenda degli accorpamenti scolastici provinciali ed il taglio di ben 4 dirigenze ,il tutto in accordo al decreto interministeriale che assegna alla Regione Liguria un target di taglio di 16 autonomie scolastiche per l’anno 2024/2025 in funzione del raggiungimento dell’obiettivo previsto dal PNRR in materia di Riorganizzazione del sistema scolastico(Missione 4, Componente 1, riforma 1.3).
Il vulnus è appunto il PNRR. Che spaccia per finanziamenti i tagli Strutturali alla spesa. La privatizzazione dei servizi pubblici universali è ormai una realtà che avanza a grandi passi con il PNRR e l’autonomia differenziata, figlia della riforma del titolo V della costituzione targata Amato-D’Alema.
A completare questo quadro devastante in ambito scolastico, va inserita la riduzione a quattro anni del percorso formativo legato agli istituti tecnici. Fonte di tagli e risparmi.
Vengono i brividi nel pensare al contenuto del Nex Generatio Eu, a quanto contenuto nel progetto della scuola 4.0. Il disegno è chiaro ed è quello di un modello aziendalistico di scuola appiattita sui bisogni aziendali, che formi automi privi di senso critico e di analisi, non una scuola formativa universale e inclusiva, bensì una scuola di classe che sforni automi. I termini usati in questo progetto non sono casuali, di tutti ne cito uno il termine “on-life” crasi di online e life, cioè una vita on line, sempre connessi, sempre on-line, nella quale i docenti saranno sostituiti dall’intelligenza artificiale che forgerà le generazioni future in base ai programmi e alle direttive volute. Generazioni di replicanti ai quali non servirà neppure più essere resilienti.
In questa analisi sommaria del PNRR non possiamo dimenticare la profonda riconversione della nostra economia in un’economia di Guerra Guerreggiata resa possibile attingendo ai fondi del PNRR, che posiziona l’Italia e l’Europa nello scacchiere internazionale a fianco e a supporto dei grandi potentati economico finanziari a stelle e strisce. A fianco e a sostegno dei massacratori del popolo palestinese, in prima linea nel sostenere militarmente e finanziariamente il fantoccio Zelenski massacratore su commissione.
Oggi non c’è nessuna forza politica o sindacale confederale che metta in dubbio la validità e la necessità di questo percorso. Nessuno che accampi il minimo dubbio o che metta in discussione le direttive utili al conseguimento dei finanziamenti del PNRR. Sono tutti impegnati a ritagliarsi un posticino al banchetto della spartizione dello stato sociale così come lo abbiamo conosciuto e come era scaturito dalle lotte di massa che hanno portato alla conquista del servizio sanitario pubblico e garantito, della scuola pubblica, gratuita universale, che tuttavia non è mai stata anche laica.
Meno scuola, Meno sanità, meno stato sociale, meno tutele, più morti, più bombe, più guerre, più profitto.
5,7 milioni di persone che vivono oggi sotto la soglia di povertà, il fenomeno dilagante dei lavoratori poveri e senza assistenza, l’insulto del click day per accedere al cosiddetto reddito di inclusione…
Questo è il PNRR, questa è la nuova modernità assunta a luce e faro anche dai sinistri di turno.
E l’Italia giocava a carte… e parlava di calcio nei bar…
Oggi non siamo di fronte al crollo delle ideologie, bensì siamo difronte al trionfo dell’ideologia unica, quella del mercato, dove tutto è ridotto a merce e business. La definizione e la collocazione corretta x chi porta avanti queste politiche rimane e resterà sempre quella di nemico di classe.
Ricostruire una base sociale che sappia esprimere una nuova conflittualità collettiva, MOBILITARSI, PARTECIPARE, INFORMARSI È L’UNICA ARMA CHE CI RIMANE PER tentare di FERMARE LA
MACELLERIA SOCIALE CHE LA POLITICA e il PNRR STANNO REALIZZANDO.
L’INDIFFERENZA , LE SCORCIATOIE AMMINISTRATIVE – ELETTORALI E CONCERTATIVE SONO PARTE INTEGRANTE DEL PROGETTO insito nel PNRR.
Grazie a tutti
Furio Mocco