Intervento del convegno di sabato 6 aprile al Campus di Savona di Gatti G.

Tema difficile da esaurire in 10 minuti, posso provare a identificare un “metodo” per le domande necessarie adatte a sviluppare un dibattito di valore, cui si deve rispondere con proposte.

Trasporti, Istruzione, Sanità sono esempi non esaustivi di altri “beni comuni” necessari socialmente.

Trasporti che comprendono mobilità personale e merci fra auto, ferrovie, aerei e porti.

La mobilità civile soprattutto in Liguria ondeggia fra autostrade ridotte ad una carreggiata e strade statali iper-intasate. Poca o scarsa documentazione su dati concreti di flusso.

La realtà quotidiana la viviamo tutti, inutile qui approfondire il dettaglio, lascio ad altri l’impegno.

La scelta fra gomma e rotaia risale ai tempi di Giuanin Lamera fatta dalla politica istituzionale Abitiamo in città dove NON c’è un piano serio (PUMS) che stabilisca con cognizione di causa chi vuole muoversi e perché e quindi adegui le infrastrutture necessarie per soddisfare i bisogni.

Le merci costituiscono un problema, vedi intasamento autostradale di enormi camion ma chiamano continui investimenti importanti (porti, aeroporti, ferrovie, ecc)

Domanda chiave:cosa si trasporta e perché? A cui servirebbe aggiungere: chi decide cosa?

Nessuno fa davvero in generale il suo mestiere di programmare e progettare. Turismo, viaggi, spostamenti x scuola o lavoro nelle città e fra città e periferie

I rapporti fra partecipate e comuni spesso tesi perchè che le usano come bancomat proprio perché i servizi sono intesi come forma di guadagno, non di pubblica utilità.

In Italia non ci sono servizi a costi ridotti come hanno fatto in Germania sia su autobus, sia su treni, poiché questi sono ormai in mano a società private che riferiscono solo ad azionisti dei guadagni!

Una semplice inchiesta su dati ufficiali regionali dice che il 55-60% delle merci in viaggio da una parte all’altra della nostra penisola sono solo necessità di mercato globale imposto da finanza e Grandi Imprese, non da esigenze territoriali di rifornimento.

Trattasi di armi e sistemi militari, di chimica nociva e inquinante, di gas e derivati petroliferi, di prodotti agricoli da paesi esteri distanti migliaia di km, di cereali alla rinfusa OGM, di merci di prodotti a basso costo cinesi senza concorrenza che deturpano lo stesso mercato italiano, ecc, ecc.

Non c’è tempo qui di approfondire, ma inchieste ce ne sono, potete solo fidarvi di quello che cito Hanno sempre più importanza i corridoi utili al trasporto di armi e spostamenti militari Nato, lo stesso famoso Ponte di Messina del felpa, ammesso che si farà mai, gode di una quota EU dei costi come via strategica di rifornimento rapido militare fra nord Europa e Sud dell’Italia(Aviano con Sigonella) Decidere di togliere o mettere una linea di autobus fra città e un paesino della provincia, cambia la vita a chi ci abita (compreso costo case), è un fatto sociale non meramente di collegamento. Decidere di rendere inutilizzato il Parco Doria della ferrovia di Ventimiglia con spazi e attrezzature utili a caricare su treni le merci è certamente politica, con tutto il progetto di ristrutturazione gallerie e binari. Lo stesso si può dire di Vado con la piattaforma Maersk o a Genova mentre si prevedono nuove dighe foranee e il parco ferroviario è stato volutamente lasciato morire così si è intasato la città insensatamente..

Istruzione Lo stato comatoso dell’edilizia scolastica e dell’insegnamento sono un ovvia fotografia del declino culturale che è servito fin tanto che nell’epoca industriale del dopo guerra e post industriale attuale, c’era necessità di formare una classe operaia variegata e operosa che ora si colora di precariato. Lo dicono i fatti entrando nel merito dell’insegnamento pragmatico generale in un epoca attuale dove l’abbandono alle scuole superiori è in aumento soprattutto al sud (siamo a circa al 25-30%), dove l’università è deprivata di risorse per competenze, capacità di sperimentazione, di indagine, di progettare futuro.

L’I.A. non è un livello superiore di conoscenza, ma un metodo di selezione dove il lavorare meno è stato preso in parola per espellere persone o limitare la conoscenza.

Il taglio delle risorse verso la scuola dal governo centrale ai territori è sistematico e dura da tempo, mancano insegnanti e non ci sono sufficienti strutture, bibblioteche, strutture sportive pubbliche.

La CDP che ha sempre finanziato comuni ed enti in opere per servizi di pubblica utilità oggi investe solo per far mercato e se non rende non si caccia soldi! La cultura è quella condizione necessaria per controllo sociale e la scuola in generale si presenta come sostegno ai piani economici di riferimento. Soprattutto l’istruzione si adegua al sistema che diversamente coltiva competenze destinando alle imprese, alle star-up, ai laboratori di ricerca, tutte le poche risorse. Scelte politiche!

Sanità Da qui passa circa il 75% delle risorse del bilancio statale secondo la logica dall’epoca Prodi a quella Berlusconiana del liberismo cui tutti istituzionalmente concorrono con anche la cessione delle competenze alle regioni che con l’autonomia differenziata daranno il colpo di grazia.

Hanno ormai privatizzato ogni aspetto della sanità per semplice calcolo di convenienza e indirizzo capitalistico, la società è modellata da gruppi di investimento finanziario, dalle banche, dalla farmaceutica, dai costruttori di ospedali, dagli Angelini proprietari di RSA,ecc.

La salute è diventata una merce e deve rendere, non è un servizio pubblico gratuito da tempo.

Tutto negli ospedali, nelle periferie dei presidi medici, nel sistema di medici di famiglia è pian piano centralizzato, deprivato di risorse e dato in gestione a privati “con gare e appalti semplificati” Scatenando lotte interne fra medici ed infermieri che possono in parte vendere le proprie capacità alle stesse strutture, ma a pagamento è molto più redditizio. Liste di attesa enormi risolte in un batter d’occhio se fatte privatamente a pagamento, usando le stesse strutture pubbliche che creano limiti. Mentre interi reparti d’eccellenza e pronto soccorso sono stati depotenziati prima e poi declassati per “improduttività specifica”al fine del progetto di capitalizzazione sistemica.

In ragione dei tagli statali, Alisa gestisce riducendo ticket e prestazioni sino a ieri gratis

La scelta è politica e al primo posto ci sono opere inutili ai cittadini, ma interessanti per imprese e finanza. La realtà sanitaria prende forma sull’esempio americano, dove prima ti guardano il registro fiscale e poi quello medico!

Tanti medici e personale ospedaliero, ma non solo, sono in battaglia contro questa situazione tragica di valutazione economica della sanità, ma la risposta è ancora debole e frammentata abbandonata da partiti istituzionali nei fatti, mentre sindacati confederali non fanno più difesa sociale.

Queste poche note si potrebbero applicare su ogni aspetto della vita sociale: all’acqua pubblica ed alla sua gestione, all’energia che determina tutta la situazione internazionale, guerre comprese, ecc.

Ora il metodo per uscire da un convegno come questo con un po’ di ricchezza intellettuale in più è farsi domande a monte, aprire orizzonti più ampi, non farsi intrappolare negli aspetti particolari della narrazione (pur evidenziando la denuncia continua dell’impostazione data dal potere).

Serve “solo” la consapevolezza che un autobus, un insegnante, un medico in più, non risolveranno la situazione sociale complessa anche se è giusto dare battaglia punto su punto ovunque e va inquadrata in una visione più ampia.

Abbiamo partiti che vendono la loro collocazione a sinistra, ma poi in perfetto accordo con la destra di governo firmano accordi di guerra e armi da inviare, approvano sanzioni, non si lamentano del taglio delle risorse se non a parole ed esercitano pressioni politiche per un silenzio sindacale confederale: di fatto NON c’è una opposizione allo stato delle cose presenti.

Ci sono differenze fra i partiti istituzionali ? Certamente.

Oggi serve una rete unica di opposizione specifica sui temi ma collegata e comunicativa al suo interno, da sviluppare, da curare collettivamente, lì troveremo leader carismatici, sul campo, non intellettuali mediatici ormai scoppiati che si auto-propongono come capi partito.

Gli obiettivi concreti possibili può solo proporli chi vive nei vari settori e a loro lascio l’indicazione, con il metodo di guardare oltre e far capire perché servono piani e obiettivi di breve, medio periodo in base ad un idea strategica definita socialmente, non per vantaggi particolari ma ogni compromesso deve avere un senso di prospettiva.

Siamo in un periodo in cui le guerre spostano mercati, alleanze, in un caos dove gruppi di investimento e banche dettano legge praticamente, è necessaria molta capacità critica.

Difendere un idea di società della cura di sé e degli altri è oggettivamente contro l’individualismo liberista, ritrovare pillole di comunità territoriale diffuse per collegarle non solo sulla specificità, ma su obiettivi comuni anche nel settore dei servizi pubblici può essere un passo importante.

Collaborare fra gruppi diversi per concentrare forze e allenare, formare la ribellione.
Propongo di costruire un portale, una piattaforma web, per dare una concretezza a questo agire plurale, un allenamento a collaborare, una necessità di informare ed informarsi su cosa succede in settori diversi, monitorando il territorio scegliendo momenti unitari di concentramento su cui esprimersi. Non ci possiamo più permettere di ignorare cosa fanno compagni di altri settori o zone
Chi vuole prenda contatto perché questa piattaforma può essere solo un derivato organizzato collettivo con tanti contributi oppure non serve.

Gianni Gatti (3332071353- parole libere23@gmail.com blog parolelibere.blog)

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