Le loro mani sul nostro futuro e complici vari….

Ieri IGV ha pubblicato la notizia ( https://www.ivg.it/2024/04/viaggio-a-bordo-del-rigassificatore-golar-tundra-i-numeri-i-monitoraggi-i-timori-e-le-nostre-domande/ )della visita a Piombino sulla Golar Tundra ed a porre domande sul rigassificatore in generale che dovrebbe arrivare a Savona.

Il press tour, come detto, è stato proposto da Snam alle singole testate.

Nota a margine: nelle mail destinate ai giornalisti iscritti al press tour era presente un questionario per il calcolo della “carbon footprint” (le emissioni di gas serra) di ogni viaggio per Piombino, per fornire a Snam gli elementi necessari a intraprendere “azioni di compensazione”.

A leggere quel resoconto fa venire davvero un rabbia esplosiva, almeno a me. Perchè?

Nonostante dicano “abbiamo tolto filtri alle domande” è una bufala evidente il contesto.

I filtri li avevano messi già a monte assumendo la concezione di alcune forze politiche e associazioni sensibili alle compensazioni che però, sulla carta, si oppongono al rigassificatore

Però si guardano bene dall’evidenziare che il rigassificatore rappresenta esattamente il NON inizio di una transizione energetica sostenibile per rimanere nel mondo delle fossili in continuità.

Snam e dietro a loro ENI che è il mandante procacciatore di fossili ovunque nel mondo e come tale incoraggia guerre e predazioni su nazioni da tempo spalleggiato dalla politica istituzionale.

Non abbiamo posto, ovviamente, domande che esulano dalla competenza di Snam come, ad esempio, se davvero i rigassificatori siano necessari (IVG)

C’è il cloridrato per lavaggio tubazioni ? Si! Garantisce Snam, sarà certo in misura minore della quantità di legge prevista e spenderanno 6 milioni per monitorare questa attività nel corso dell’anno

I timori però non riguardano solo comitati e associazioni: sono arrivate osservazioni anche da enti super partes come Istituto Superiore di Sanità (l’inserimento su un territorio che ha già criticità ambientali), vigili del fuoco (sui limiti operativi della nave legati a onde e vento), Arpal (sui possibili effetti ambientali), Guardia Costiera (sulle possibili interferenze con le altre attività portuali). Vi hanno stupito o ve le aspettavate? C’è qualcosa che contestate o che sarebbe problematico rispettare?

“Noi non contestiamo nulla, ma ad oggi non ci sono ancora arrivate né prescrizioni né obiezioni. (Snam)

Quella differenza di temperatura e quella concentrazione di ipoclorito di sodio hanno comunque una qualche conseguenza, magari anche minima, ma comunque percepibile, sull’ambiente circostante oppure no? Uno scenario che gli incaricati ci hanno escluso

Il terminale di Panigaglia opera dal 1970 ed è attaccato al Comune di Lerici e Portovenere. Non c’è di che aver paura”. Però quello è su terraferma, questo è in mare esposto a tempeste e correnti…Sì, però cambia poco. Il fatto che sia in mezzo al mare io la vedrei come una ragione di sicurezza, perché tutt’al più si può allontanare“. (resp. Snam)

Ci è stato ribadito che, da progetto la torretta di aggancio (non è ovviamente ancora stata realizzata, si attendono certezze dal punto di vista autorizzativo), dovrebbe resistere alle condizioni dei mari del Nord, quindi a un livello di sicurezza teoricamente più che sufficiente per il Mediterraneo. Abbiamo ribattuto che, in caso di problemi, “poche ore” non sarebbero sufficienti a evitare guai. La disconnessione quindi, ci hanno spiegato, avverrà in via “preventiva” analizzando le condizioni meteo delle 24 ore successive.

Si potrebbe tracciare in estrema sintesi, che, con la tecnologia esistente, ogni aspetto può essere gestito appunto con la tecnologia esistente. L’ambiente dell’intervista limitato al centro di controllo ed ai tubi principali, senza entrare nei dettagli dei serbatoi ancora senza flessibilità o del sistema di refrigerazione impedito di visitare è fumo negli occhi! Peccato che ogni variazione abbia due elementi:

– 1) i costi che chi come Snam deve rispondere agli azionisti, non può ignorare per ogni soluzione da inventare per sicurezza, mentre l’ENI freme per diventare attore principale di quella porta o HUB dell’energia verso il Nord Europa indicato da Meloni & Co, in quanto il tempo è denaro e in un mercato instabile la velocità di soddisfazione forniture è decisivo.

– 2) La decisione è politica non tecnica o ambientale o per sicurezza gestionale che nessuno mai potrà rispondere con certezza assoluta al 100% è tutto sotto controllo e sicuro.

Chi invece fa una finta opposizione solo per quegli aspetti conviene ci ripensi, si rilegga le risposte e la smetta di obiettare balbettando obiezioni che non hanno sostanza e che società come la Snam che nel 2023 ha fatto 1,3 miliardi di euro di utile da distribuire su un fatturato di 3,5 miliardi di euro non sia in grado di controbattere e annullare.

La Snam, assieme a ENI, Enel sono fra i consulenti del MEF. Come pensate che finirà questo teatro del rigassificatore e in particolare della Golar Tundra, soprattutto sapendo che avendo dichiarato i rigassificatori come impianti strategici nazionali e quindi remunerati con le nostre tasse, le bollette? Qualunque operazione tecnica è possibile devono solo decidere il livello della spesa per portare per altri 20 anni energia fossile e alimentare predazioni e guerre nel mondo intorno a noi, avvantaggiandosi a piene mani con la nostra crisi sistemica.

Mentre un dibattito pubblico sarebbe necessario anche per la diminuzione del costo delle energie sostenibili, a patto di fare subito un progetto di nuovo PNIEC, qualunque sbruffone dica che è tutto sicuro non ha legittimità culturale!

Gianni Gatti

Attac Savona

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