di Gianni Gatti
Domani c’è il 25 aprile che è, purtroppo, la porta della ipocrisia mediatica.
Sento interviste dell’ANPI, dichiarazioni e nel mio piccolo mi sono fatto questa idea:
– è la festa della retorica di stato e di una “sinistra”liberista che da tempo non segue più diritti e la cura delle persone per sfruttare la “democrazia di mercato” sbandierata ad ogni dove
Domani in testa ai cortei più importanti ci saranno pure rappresentanze Israeliane dove è però un lavoro chirurgico trovare differenze fra la storia di quel popolo nella II G.M. e l’attuale incredibile ferocia devastante di pulizia etnica In Palestina operata da loro, senza tregua in continuità.
– Pare che le rappresentanze dei giovani palestinesi non parteciperanno a quell’inciucio incredibile e faranno percorsi diversi.
– Il presidente dell’Anpi di Milano in una intervista, da un lato fa da paciere per tenere dentro ogni contraddizione ad un movimento spaccato di fatto, dall’altro parla di ESUBERANZE ISRAELIANE dopo il 7 ottobre. I casi sono due o è un ignorante (che ignora) o maschera il fatto che l’operazione a Gaza è stata e ancora è pilotata , programmata in silenzio e fatta scoppiare per arrivare ad un obiettivo: la piena disponibilità di quell’area del Medio Oriente, NON è QUALCOSA CHE è SCAPPATO DI MANO E LO DICE LA SISTEMATICITA’ ASS ASSINA DEL SIONISMO
Cioè per fare “MERCATO” essendo ottimi commercianti e buoni strateghi gli israeliani, con alle spalle aiuti importanti militari ma non solo, dagli Usa e dalla Nato, stanno facendo pulizia etnica dei palestinesi per un dominio e sovranità commerciale in quell’area Medio Orientale senza disturbo anche con arabi (da sempre combattuti).
L’idea di fare i gendarmi dentro quell’area è derivata da quella degli USA sul mondo intero che però oggi è di difficile mantenimento.
Quindi quel” tutti insieme appassionatamente” senza discriminanti (non dimentichiamo gli Ucraini) a che serve?
A calare culturalmente sul mondo intero e sulle masse l’ipotesi di un nuovo imperialismo finanziario che possa modificare assetti, alleanze, mercati e influenze di intere nazioni e della EU per continuare a garantire ai potenti il predominio.
Abbassare i valori e le discriminanti politiche nei cortei a chi giova (tipo va bene la chiunque parli di antifascismo)?
Giova a quelli che stanno cercando nelle elezioni europee di giugno di portare un nuovo ordine sociale. Il Piano europeo della Stabilità non a caso lo hanno deciso adesso, per mettere legami e vincoli sui bilanci delle singole nazioni in cambio di riforme che a loro volta li metteranno ai comuni ed alle regioni per un progetto che strappa letteralmente ogni minimo residuo di convenienza sociale ai servizi comuni(Sanità, energia, trasporti, ecc)
E questo è solo uno degli ultimi provvedimenti distruttivi del tessuto sociale nazionale
Questa operazione è stata approvata dalla maggioranza, ma l’hanno proposta socialisti, piddini e democratici con l’ovvio assenso della dx. Più realisti del re, si è opposto solo il M5S ma non ha ne struttura di massa, ne capacità di proseguire la protesta con qualche miglioramento.
Fanno bene i palestinesi in quest’orgia di idee anche opposte o diverse in cui si cerca di presentare senza spaccature il mondo di chi è davvero antifascista a non partecipare ai cortei programmati.
Antifascista oggi significa essere contro tutte le guerre ed i progetti di dominio in corso per una indipendenza delle nazioni ed un ritorno al mercato dei bisogni del territorio non globali e non ci sono trenta modi di dire o fare la stessa cosa. Non è antifascista chi parla di memoria , scopre lapide , versa lacrime e poi accetta supino questo NUOVO ORDINE MONDIALE.
Tutte le guerre non nascono da valori ideologici, ma da interessi economici e protestare oggi contro le guerre per la pace è essere contro questo ordine mondiale imposto da una elite politicamente, culturalmente ed economicamente.
L’errore di militanti in buona fede è non fare un lavoro di approfondimento sostanziale dei temi in favore di un attivismo senza speranze che teoricamente dovrebbe unire dalle parrocchie ai centri sociali che è una sciocchezza senza speranza, basta scavare un pò sulle motivazioni.
Annegare col “FARE” il dialogo necessario perché difficile e divisivo, non porta frutti nel breve periodo e da spazio a molti fraintendimenti politici