Oltre la cultura del narcisismo

Dal blog https://comune-info.net

Anna Bruno 24 Aprile 2024

Nell’epoca in cui il narcisismo, con i suoi forti legami con la violenza e la guerra, non riguarda più solo chi è al potere, c’è uno straordinario quadro attribuito a Caravaggio che apre un orizzonte di senso diverso

Nei mei numerosi viaggi interattivi con l’arte alla Doria Pamphilj e alla Galleria Barberini di Roma, nonostante il mio concentrarmi nel racconto delle collezioni, il mio terzo occhio continuava a soffermarsi su due quadri in particolare: La Maddalena Penitente di Caravaggio e il Narciso solo ancora attribuito al grande artista. Ogni volta, riscontravo nuove analogie, e ogni volta era un sussulto dell’anima. Narciso, continuavo a dirmi, non può essere che di un’anima alla profonda ricerca del proprio sé, un’anima dunque tormentata fino all’ossessione, un’anima che cercava la via dell’illuminazione. Narciso della Galleria Barberini può essere solo di Caravaggio. Di nessun altro artista dell’epoca… per l’afflizione e il tormento, per il senso di speranza che tuttavia porta con sé.

Quel Narciso infatti mi pareva un Narciso fuori dalle righe. Un Narciso diverso da quello raccontato da numerosi altri pittori prima, contemporaneamente e dopo Caravaggio, persino diverso dal terzo libro delle Metamorfosi di Ovidio. Il messaggio infatti che l’artista lascia, a noi posteri e chissà a quanti altri dopo di noi, è che anche Narciso, nonostante la sua superficialità, ha la facoltà di scegliere di non diventare un fiore fugace come il mito racconta. Anche Narciso se vuole può andare oltre la propria immagine riflessa per ritrovare sè stesso e ritrovarsi in equilibrio tra il bene e il male.  Anche Narciso può ricominciare e a creare, creandosi!

Un messaggio ancora attuale, direi forte per una cultura come la nostra, una cultura dove il narcisismo, dalla forma più lieve a quella patologica, sembra esser diventata una conditio sine qua non del nostro vivere quotidiano. E ha messo e continua a mettere tutti contro tutti, o tutti in difesa da tutti. E laddove la problematica, all’epoca di Caravaggio, interessava solo i ceti più alti, oggi pare interessare tutti, in tutti gli ambiti e a tutti i livelli per un successo fine a se stesso.  

E pensare che tutto ciò lo raccontava già negli anni Settanta lo storico e sociologo statunitense Christofer Lasch nel suo saggio La cultura del Narcisismo (Bombiani 1979), un testo che analizza la piega che il suo paese, gli Stati Uniti d’America, stava prendendo, una piega di cui pare oggi ammalato il mondo intero, soprattutto l’Occidente. La maschera egoica, ben lontana da quella creata dalle tribù primitive, strumento quella di mimetizzazione con la Natura, ha soppiantato la possibilità dell’elevazione dell’anima, ritenuta forse “inutile” al sistema economico. E così oggi la maschera non ha strumenti di interazione non con l’altro, ma con l’altra maschera da sé, se non la violenza… la guerra, le guerre. Perché il motto dell’immagine fine a sé stessa è Mors tua Vita Mea.

Come fare allora a riportare l’Uomo e la Natura al nostro centro? Basterebbe ritornare all’Arte e alla Letteratura per ritrovare gli strumenti giusti, quelli che arricchiscono l’anima di chiunque e che, avendo il potere di far cadere le maschere egoiche, portano l’ego definitivamente in equilibrio con lo spirito…

E allora sentiamo cosa ci racconta Caravaggio in questo video. Buona visione a tutti.


Nota sull’autrice: Anna Bruno, scrittrice, sceneggiatrice e educatrice all’arte vi propone di iscrivervi al canale https://www.youtube.com/channel/UC8Afs-iEOM2XxcJcs_6mMug/videos per rimanere aggiornati. Il suo sito dove potrete leggere di lei e delle sue attività di educazione all’Arte www.periegeta.it. Nell’archivio di Comune i suoi articoli sono leggibili qui

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