La corruzione ligure scoperchiata(forse) è sorella di un sistema rodato e nazionale.

Forse si potrebbe pensare alla operazione della G di F. di stamattina che ha tagliato la testa all’idra ligure come un elemento utile, di giustizia universale, di ricompensa al non ascolto, all’arroganza con cui Toti & Co hanno gestito sia le “cose” liguri, sia il tema del rigassificatore , ma se approfondite non è così.

Intendiamoci ben venga un po’ di pulizia, ma questi governi di dx in parte in continuità con quell’ibrida sinistra, fanno parte di un sistema, non sono un caso e sono solo uno dei casi scoperti di corruzione e affiancamento alla mafia organizzata.

Dove ci sono soldi e investimenti loro sono presenti, ovunque, così come i grandi gruppi “legali” di investimento da Blackrock a Vanguarde e altri che pure operano da tempo fra la finanza e le banche italiane, nessuna scoperta dell’acqua calda, routine normale!

Tutti quelli sani e onesti stanno oggi brindando a favore della Guardia di Finanza, però si saprà dopo… come hanno scoperchiato il vaso di Pandora e forse capiremo perché proprio lì, fra conflitti di interesse in vicinanza delle elezioni.

Mentre c’è una crisi mediatica con la RAI in crisi per la parziale rivolta dei giornalisti contro un CDA asservito, bugiardo e succube del sistema Meloni, non tanto diverso da quello di Renzi o Letta.

C’è un operazione a largo raggio in EU che ha tutti i crismi di una conduzione Nato e USA che prevede un avvicinamento prima culturale, poi di istruzione e penetrazione ideologica in Italia, ma non solo, infine di concreta produzione e azioni per avvicinare “carne da cannone” giovane con le guerre in corso, mentre l’Africa esplode fra conflitti come tutto il Medio Oriente. Insomma ci preparano ad una guerra come se fosse ineluttabile, santa, devono solo inventarsi un nemico, ma lo suggeriscono le grandi imprese di armi e sistemi militari, dell’energia fossile, della tecnologia, ma soprattutto banche, finanza e gruppi globali di investimento, ecc

Cosa significa?

Come dico in un altro post, “morto un re se ne fa un altro”, in riferimento alla vicenda degli arresti liguri, cercando di non fare errori commessi. Posti liberi vengono ripresi da altri, ma non c’è da gioirne più di tanto.

Ma è davvero il punto focale quello di come agiscono queste congreghe di affaristi e speculatori senza vergogna o non lo è piuttosto della risposta popolare che manca di fondo con le dovute eccezioni di sostanza e approfondimento?

Il Liguria Toti rappresentava il commissario al rigassificatore, cioè spacciatori di energia fossile!

Abbiamo davvero preso tutte le contromisure possibili sulla questione o andiamo avanti brancolando nel buio come in parte, a me pare?

Capiamoci ! Ogni opposizione è utile, ma solo se inquadrata in una consapevolezza di sistema capitalistico a cui opporre una visione sociale diversa.

Diciamo no al rigassificatore perché deturpa l’ambiente davanti alle spiagge?

O perché useranno idroclorogenati alla faccia dell’ambiente marino?

O siamo contrari perché la democrazia e l’ascolto di Toti non hanno brillato sull’installazione?

Secondo me ci sono problemi molto più seri e chi se li nasconde fa un errore tremendo, non casuale:

– La sicurezza NON garantita se non con chiacchiere, di una gasiera in mezzo al mare vicina alle coste

– il piano energetico nazionale di Draghi firmato da tutti i partiti è il punto alto della NON TRANSIZIONE ECOLOGICA che viene mascherata ancora oggi con emergenza che fa passare avanti ogni obiezione.

– anche adesso nessuno dà rilievo alle CER come riappropriazione della popolazione di un’energia sostenibile e proprietaria che stanno formandosi con molta difficoltà e si capisce perché i Grandi Gruppi Tecnologici vogliono il monopolio delle rinnovabili, per diventare hub dell’energia verso il Nord EU, per darsi una ventata di green per avere fondi EU e continuare a determinare il mercato attraverso la complicità politica per le bollette da spalmare

– La parte politica di prossimità (leggi comuni) per gli abitanti sul territorio parla di energie sostenibili, ma non fa un passo per organizzarne l’uso e come anguille guizzano a fare bla bla, ne più ne meno come alcune ben evidenti strutture politiche e sindacali non pervenute…

Non abbiamo vinto come territorio ne una battaglia, ne la guerra e mentre non riusciamo neppure più a curarci in ambito pubblico e gratuito, siamo trascinati in guerre di predazione spinti da produttori di armi e di sistemi di morte, diamo seguito solo al “fare” dell’azione pur divisa e precaria invece di risolvere nodi importanti a monte di una concezione politica condivisa e collettiva.

Gruppi civici sono attivi e ogni giorno propongono iniziative, flash mob, manifestazioni, presidi, ma NON C’E’ un solo luogo deputato dove ci si incontra per ragionare sul che fare in senso ampio, poiché se non si rendono comuni i modelli sociali ambiti, siamo in conflitto permanente senza soluzione.

Solo discutendo sul “che fare” sul piano intellettuale, culturale, politico si possono appianare contraddizioni e contrasti, diversamente anneghiamo nello specifico enormi differenze che portano a nulla.

Gianni Gatti

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