A Rapallo l’assemblea dei giovani imprenditori della Confindustria è ovviamente diventata un momento di propaganda elettorale varia e una occasione della Schlein e di Calenda (no dico Calenda , non uno qualunque) di dire la loro sul tema corruzione in Liguria chiedendo le dimissioni di Toti.
Penso questo;
– la segretaria del PD e di Azione seppure in modo leggermente diversa chiedono le dimissioni di Toti anche se sono garantisti e aspettano sentenze, che non ci saranno certamente a breve
– cercano ancora di avvalorare la tesi della “MELA MARCIA” nel corpo sano della politica
– certamente Toti era l’uomo attorno a cui si svolgeva la corruzione organizzata. Questo era possibile perché c’è un sistema da decenni a cui hanno partecipato tutti
I resoconti usciti dalle inchieste dicono che sulla barca di Signorini ci giravano tutte le teste utili della politica di dx, sx, centro comprese quote di autorità portuali, giornalisti, imprenditori della comunicazione tv, persone della burocrazia tecnica istituzionale addetta alle VIA – VAS . Ognuno aveva un ruolo compresa la “famiglia Cammarata” per raggiungere obiettivi e continuare a perpetrare questo sistema in uso.
Chiedere che Toti si dimetta mi pare davvero il minimo, ma messa solo così è un barbatrucco per non cambiare nulla!
Il punto è: cosa si può cambiare in questo ente che ormai gestisce la stragrande maggioranza delle risorse regionali non ancora rapinate dallo stato centrale ai comuni per spezzare la continuità con questo sistema?
Buttare tutto sulle spalle di Toti va bene anche al suo vice che ha assunto la carica di governatore facendo l’indiano dicendo che non sapeva nulla, era lì di passaggio.
Una rete affaristica così estesa che riguarda tanti in Liguria e a Genova ha attirato una mole di investimenti dello stato e anche privati, tramite PNRR e non solo, per miliardi. La giunta che nulla sapeva dei traffici è contronatura, lo capiscono anche i bambini.
Ma quei 30 milioni “spariti”, di cui oggi accenna anche il Secolo XIX, forse di denaro sporco passato per le banche della città senza ufficialmente un nome (poi se fate un bonifico da cittadino normale vi fanno le radiografie), i banchetti di lusso, le mignotte pagate come compenso, ricordiamo il raduno solo circa due mesi fa da parte di Toti di circa 600 imprenditori, finanzieri,e ricche famiglie continui compreso i vertici di Mediaset e gli eredi di Berlusconi, i progetti senza nessuna discussione con gli utenti .
Una cupola di fatto da cui i cittadini erano e sono esclusi e la “meglio gioventù” da Salvini a Tajani a Meloni hanno fatto bello e cattivo tempo per anni con contorno di portaborse.
E no, non può cavarsela il PD a chiedere di eliminare Toti senza entrare nel merito degli appalti, delle gare , senza battersi per eliminare ogni possibilità oggettiva semplicemente per un fatto: NON C’E NESSUN CONTROLLO CONCRETO SULLA POLITICA (altro che Autority) e chi si astiene sulle intercettazioni cassando quel minimo di sguardo attento della magistratura impedendo di esercitare la loro funzione meglio che taccia!
E no, non può cavarsela Piana reggente ad interim regionale assieme ai vari assessori facendo finta di essere fuori dai giochi. Quella corruzione affaristica era UN SISTEMA nato e sviluppato proprio nell’ambito regionale e si basava sul mandato in bianco a Toti che venendo da scuola berlusconiana era bravo a guidare …
Tutti ci sono dentro anche quelli che non sapevano ufficialmente e nulla facevano per cambiare questa massoneria d’assalto.
Toti commissario del rigassificatore era il buldozer dello stato che ha deciso di fare ancora uso delle fossili e non era un matto , ma un esecutore lucido di pratiche lobbistiche per fare dell’Italia l’hub del gas, altro che…. Quella decisione è solo l’ultima di un totale non ascolto dei cittadini, di una assoluta mancanza di democrazia con il silente appoggio delle istituzioni.
O cambiano le regole di questo sistema o morto un papa se ne fa un altro, è solo questione di tempo e relazioni
Gatti Gianni