Leggendo i resoconti della seduta di ieri largamente prevedibili vorrei uscire dal coro e dare
a”Cesare quel che è di Cesare”. Mi spiego.
Mi riferisco ovviamente alla lettera di autodifesa di Toti letta in consiglio regionale della Liguria.
In realtà non di autodifesa, perché ancora lui ribadisce la liceità dell’operato e ne fa un manifesto politico ovvio dal suo punto di vista, che per la chiarezza merita un chapeu.
Capiamoci su cosa intendo.
Toti rivendica un insieme di azioni fatte per arrivare a fare della sua visione liberista nella gestione politica come un successo rispetto al progetto di fondo che è quello di favorire le grandi imprese in un processo di convogliamento di risorse pubbliche tali da sviluppare un sistema secondo lui ottimo.
E su questa base dice cose serie all’opposizione :
– chi ha governato prima di lui ha fatto le stesse cose, ovvio riferimento a Burlando e dintorni, ma limitatamente all’ambito delle relazioni amichevoli (nel porto e nella cooperazione) con risultati di scarso valore complessivo
– la sua azione è stata invece più larga e aperta, cioè non guardava all’appartenenza politica, ma al sodo del business economico (sulla famosa barca ci sono saliti anche pezzi importanti del PD)
– gli affari delle imprese sono il senso del progetto del mettere insieme, fare lobby senza ideologia. A questo serve tutto l’apparato mastodontico di comunicazione (39 persone ben pagate del suo staff e l’acquisizione di fatto del favore mediatico tramite Primocanale e non solo) pagato con soldi regionali pubblici con cifre da capogiro.
Questo sistema, oggi attraversato da un inchiesta approfondita da tempo, ma che ha difficoltà a descrivere chi alla luce dei fatti, come lui si sente specchiato e lanciato in un crescendo non malavitoso, ma del COSI’ FAN TUTTI ed io sono il migliore!
Lasciando perdere le incidenze psicologiche di egocentrismo ovvie poiché lui , il Toti, si è già assolto a priori e ne fa un manifesto politico su cui chiama tutta la destra a far quadrato supportato da ministri e potentati vari che fanno disturbo attorno all’inopportunità dell’inchiesta non già del suo operato. Sta in una botte di ferro e se la caverà giuridicamente salvo perdere qualche relazione.
Questa invettiva che non gioca in difesa, ma attacca e va alla radice del fare della destra di governo regionale e non solo, ha per altro una opposizione parolaia e ideologica con qualche eccezione, ma in sostanza per me è così. L’unico alleato possibile di questa opposizione I CITTADINI LIGURI non sono coinvolti
Qual’è il progetto di opposizione della minoranza in consiglio regionale con al centro il PD?
NON c’è nulla al di fuori delle parole concettualmente contro, solo mancano alcuni aspetti di fondo:
– non è mai stata fatta una analisi puntuale sui trascorsi di quella istituzione, perché ha ragione Toti chi ha governato prima ha fatto le stesse cose con minor capacità e il territorio non ha avuto vantaggi
– il metro di riferimento è sia per la dx attuale, sia per il csx in generale un modo di intendere la politica come obiettivo della realizzazione del liberismo (porto, supermercati, cemento edificabile, progetti faraonici di mobilità, concessioni, ecc)
– le imprese, soprattutto quelle grandi strutturate, sono il veicolo tramite la finanza e il motore di questo sviluppo ineguale, ma costante.
Nessuno va a chiedere sui territori alle PERSONE cosa serve, cosa pensano sia utile alla vita sociale, anzi ogni struttura di rappresentanza è stata nel tempo abolita.
Se si mettono insieme uno per uno tutti gli aspetti economici di questo business drogato si vede che si staccano concretamente dalla realtà sociale: sanità, energia, assistenza sociale, lavoro, agricoltura, mobilità, commercio, ecc. Non vedono una realtà dal punto di vista della gente, ma delle imprese protagoniste.
Da anni c’è uno stacco fra il territorio e gli affari di chi investe e dalla politica istituzionale come convogliatore di risorse pubbliche.
Un unico progetto consolidato questa opposizione non ha neppure provato a costruirlo, ad organizzarlo, trovando obiettivi nel tempo unificanti e ancorati al sociale.
Fanno una opposizione di giorno in giorno e pure con derive interne. Il buon Sansa eletto nelle liste del PD è stato da quel partito scaricato il giorno dopo le elezioni e pur differenziandosi non ha mai costituito un pericolo politico per l’isolamento costruito attorno a lui e che non ha mai trovato radicamento popolare.
Lo stesso sindacato confederale ha da tempo abbandonato di fatto la battaglia sociale per avviarsi in una logica di guerra delle “carte bollate” con petizioni, perché il blocco politico al suo interno pesa.
Le istanze dei territori delle varie province come arrivano al centro regionale se non attraverso questa rappresentanza pietosa, senza capacità di mettere insieme piani radicati, che abbiano una base nella gente, sui loro stessi elettori?
E perché dovrebbero fare altro, se comunque il gioco regge e le apparenze sono diventate realtà di una opposizione che mai ha impensierito questo potere e tutte le istanze sono nello sperare che la magistratura ponga un argine che la politica inetta NON è in grado di attuare?
Non andrà tutto bene, lo schifo della politica di questi partiti che ancora chiedono il voto continuerà perché nessuna altra ipotesi ha gambe su cui camminare.
Toti è un politico, il Netanyahu della situazione. Centrando su di lui l’obiettivo dell’attenzione anche mediatico, si perde di vista che questo è il sistema del CAPITALISMO FINANZIARIO che certamente ha bisogno di singole persone fedeli, ma a cui per il momento e con il concorso di una situazione internazionale di veloci azioni e decisioni oltreoceano, NON ha alternative.
Leggere questa vicenda solo da un punto di vista ideologico di contrapposizione non porta nessun vantaggio perché non crea dubbi ai pochi politici su cui si potrebbe contare.
Una società della cura di se e degli altri è fantascienza nel mare di questa opposizione insulsa.
Gianni Gatti
05/06/2024