Dalla silloge inedita “Cieli e chiodi”

Dalla pg FB di Roberto Chiodo

Ridevano come principesse

le orecchie a sventola

chi fumava credendosi già grande

nei mugugni rinnovati e malinconici.

Ridevano come pensatori

nei sapienti paradossi

tra le albe innamorate

nelle piccole esistenze

tra i sordi e gli impotenti.

Era gente di qua

sopravvissuti

chi ti accoglieva, chi ti ammirava.

Le solitudini di un tempo

senza riserva

cosi giovane

a riprenderci

le occasioni

le lezioni di una vita

quel che ci siamo perduti

quel che fa ancora male

e chi piange

nei ricami nascosti

tra le feste

come stelle nobili e rifiorite.

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