Mentre siamo ormai in attesa della dichiarazione delle nuove elezioni regionali in Liguria ci sono alcuni elementi che vanno considerati e sono influenti socialmente qui ed ora
Israele ormai come se avesse una autorizzazione non scritta delle varie nazioni “occidentali e filo-Nato( Italia compresa ) di continuare a distruggere e fare pulizia etnica in Gaza, si sta rivolgendo altrove.
Mentre Mattarella si preoccupa della democrazia in Ucraina, sta per iniziare una guerra il cui epilogo non è ne scontato, ne certo, soprattutto per le masse di poveri che possono solo provare a migrare se trovano un “altrove”….
Ha a che fare con progetto del PNIEC di Draghi e firmato da tutti i partiti sul tema delle energie fossili con RIGASSIFICATORI imposti in varie regioni, Liguria compresa?
Certamente SI!
Gli affari, dentro un mercato dominato da enormi capitali di fondi di investimento, da banche e da strutture Nato si muovono velocemente, cambiano relazioni fra nazioni, mercati assodati si polverizzano e si modificano.
L’economia determina la politica tuonata nei talk show e non dà scampo a chi può solo subirla quotidianamente.
I costi quadruplicati dell’energia fossile determinano aumenti di costi e impongono strategie, flussi di mercati e passaggi di merci in modi diversi dal consueto, penalizzanti per i cittadini in generale.
Questa è la realtà che ci attraversa in questi giorni ( in parte già avvenuta con la guerra in Ucraina e le scelte UE di sanzioni che colpiscono solo i ceti meno abbienti ) .
Grandi gruppi globali e strutture in mano a colonialisti come Inghilterra, Francia , Germania e ovvio agli USA, l’assetto delle economie e di conseguenza delle politiche nazionali sono in balia di queste scelte. Non ci sono spazi per poveri e chi sta godendo ancora nelle classi di piccola e media borghesia, sta frantumando le proprie risorse.
Risorse anche diminuite da una burocrazia e fiscalità assurda e penalizzante appunto per il ceto meno abbiente, ma soprattutto da un debito in crescita (siamo quasi a 3.000 miliardi ). Debito inestinguibile, che con queste impostazioni toglie possibilità nel lungo periodo di spesa per servizi, lavoro utile sui territori, garanzie di sicurezza e anzi favorisce spreco, spese inutili o assurde in armi e militarismo spinto.
Morto un Toti…. se ne fa un altro e tutti questi orfani di Draghi, con poche eccezioni di fede atlantica diversamente collocati e colorati
in una emergenza energetica che non c’è, dentro un cambio climatico pericoloso e instabile stanno in lotta fra bande, per decidere anche il destino del rigassificatore da mettere a Savona contro cui si è espressa con chiarezza larga parte della popolazione locale pur con motivazioni fra le più disparate.
La Snam, l’ENI, L’Enel sono consiglieri del MEF governativo e hanno interessi economici rilevanti nel mercato globale, ovvi in queste installazioni e vanno avanti come treni fra espropri e trivellazioni di terreni.
La politica si distingue per dire qui NO, ma altrove….
Forme incancrenite di decisioni liberiste e legami imprenditoriali di cui il comitato d’affari messo in piedi da Toti & Co senza discriminazioni di colore politico ne era in pieno la rappresentazione.
Adesso c’è chi è già entrato in campagna elettorale!
Chi spinge per lasciare il RIGASSIFICATORE a Piombino o altrove, non a Savona appoggiato con notevole superficialità anche da associazioni e gruppi importanti sempre con influenza PD, sulla cui scelta hanno impostato tutto il metodo per riprendersi la regione, cavalcando la protesta senza discriminanti.
NON C’E UNA VISIONE UNITARIA NETTA, CHE NE BOCCI LA PROPOSTA, POICHE’ SAREBBE ORA DI UNA TRANSIZIONE ENERGETICA ECO-SOSTENIBILE, CHE AL MOMENTO NON C’E. NON SOLO NELLA REGIONE , MA ANCHE IN COMUNI A TRAZIONE PD.
Anzi è lasciata a grandi gruppi industriali come Tirreno Power di Vado L. o altri, che fanno grossi impianti di fotovoltaico per continuare a dominare mercato attraverso le bollette, riversando costi ancora sulla popolazione. dI UN PIANO DI ENERGIA DEMOCRATICO E DIFFUSO NON SE NE PARLA.
Questa versione articolata di energia italiana è però molto dipendente degli influssi di guerre come quella di Israele non solo contro Gaza in cui hanno spolpato già ogni cosa, ma anche contro una regione in ebollizione del Medio Oriente (Libano, ecc) da cui dipendono anche possibilità di approvvigionamento di fossili.
Si potrebbe estremizzare dicendo che la campagna elettorale regionale in Liguria la fanno Israele e i suoi alleati e c’è poco da essere allegri, mentre la UE fa da sfondo con le sue direttive senza scampo di strozzo del debito e riforme pesanti sul sistema nazionale.
Il primo elemento di una possibile politica generale nazionale e regionale è PRENDERE ATTO che la situazione è questa.
Non si tratta di essere radicali per ideologia o per principio, ma non c’è un altra forma di narrazione o ancora di politica esplicita in una crisi generale della rappresentanza con i partiti in crisi ed in lotta fra loro e pure al loro interno fra correnti
Tanto meno si vedono modelli sociali alternativi su cui davvero valga la pena di lavorare, mentre il dialogo fra partiti e popolazione è sostanzialmente interrotto.
Si spiegano solo così le tesi di “CAMPO LARGO” senza una vera base unitaria e scelte di rottura col presente, solo puro opportunismo democristiano, in una campagna poco appassionante con molti che osservano e pochi che si esprimono.
Gianni Gatti
29/07/2024