Sottotitolo: cosa ci garantisce la politica nel concreto?
Il tentativo politico dei partiti(tutti) è quello di parlare di dialogo e campo largo a sinistra, mentre a destra si danno coltellate, ma poi trovano accordi sottobanco per guadagnare comunque.
Non ci sono “concertazioni”, ma scambi. Lo sa anche Toti che ormai preso nell’ingorgo del santo truffatore che si immola per la giustizia, ha fatto un passo indietro per ritornare alla carica velocemente e cerca un ruolo.
Credo un po’ per banale egocentrismo personale, un po’ perché è andato troppo avanti a fare promesse a gruppi con imprese, finanza e lobby che vogliono almeno riprendere quota..
E’ detto, in molta sintesi il tema liberismo! Ne sono pieni giornali, talk show, lo invocano nella ricerca, nelle università ancora attive, nei centri studi di gruppi di investimento, nelle banche d’affari. “Prima le imprese” tuona Salvini, la Meloni fa tour in Cina, Egitto ed EU portandosi dietro contratti da certificare con riconoscenza, Tajani dovrebbe essere quella faccia rassicurante in Europa per conto dei padrini (come l’amico Dell’Utri) che media fra bande di dx.
Cosa si può dire della Schlein presa in mezzo ad almeno una decina di capibastone di correnti ataviche e consolidate del PD. Fa discorsi sociali nel merito, ma dichiara fede atlantica e si astiene o partecipa all’invio di armi in Ucraina che non sono dettagli secondari poiché da queste scelte deriva un programma politico che si scioglie al caldo agostano fra privatizzazioni sanitarie e dei beni pubblici comuni sempre più allargate, facendo di necessità virtù, per i rigassificatori e in generale per l’energia fossile sostenuta perché… loro, i ragionevoli responsabili non li vogliono in Liguria, però….
Non allungo discorso poiché tanto non convincerò quelli che: qualunque cosa dici io li voterò, perché c’è del buono nel PD come dice Sansa in regione Liguria.
Contro l’ideologia seminata “del poco, ma qualcosa di positivo c’è” siamo tutti nudi senza difese.
Banalmente accenno ad un metodo che sembra fuori tempo, ma potrebbe animare il presente e il prossimo futuro politico fra chi ancora lo sente come bisogno animando le prossime campagne elettorali. Fondamentale è uscire un attimo dalla propria appartenenza sia PD, M5S, AVS , ecc e non parlo dei gruppi dirigenti irriformabili, ma di quelli che ancora in buona fede….
Al di là di alleanze e strutture, un importante aspetto della vita sociale è universale : l’ACQUA Perché il clima, la siccità, i territori devastati devono avere una traccia, un indirizzo di obiettivi per tutti, non per pochi.
La questione acqua sui nostri territori si presenta con due aspetti: alluvioni, inondazioni o mancanza, siccità .
Dentro questi aspetti ci sta la vita e le relazioni in generale, le scelte politiche e le priorità necessarie.
C’è qualcuno che studia e applica cosa produrre in agricoltura a seconda della conformazione territoriale (pianura, montagna, nord, sud, ecc), quali allevamenti ha senso praticare?
C’è qualcuno che stabilisce quali risorse, chi può affrontare sconvolgimenti, dissesto idrogeologico e come trovare soluzioni ?
C’è qualcuno che al di là della litania sul turismo di massa intensivo ha progetti di recupero borghi, case abbandonate, territori appenninici (ad es. in Liguria sono “tanta roba”)?
C’è qualcuno che ha un progetto serio sull’uso di canali, invasi, laghi e fiumi interni da legare appunto nella specificità dei terreni?
La risposta a queste domande è SI abbiamo molto materiale, conoscenze e attrezzature tecnologiche che possono aiutare a studiale, simulare e inventare aggiornamenti che portino benessere vero.
Ma chi decide e la recente storia politica italiana, dà ampia dimostrazione magari paga anche , idee studiate e meditate, ma poi NON le applica.
In Sicilia gli arabi dal 1300 dc avevano scavato, trovato possibilità, creato canali per bagnare prodotti agricoli e per uso delle persone.
Oggi il grano nel granaio d’Italia non nasce e secca sul posto, gli agrumi, gli avocado fanno fatica a ripagare il lavoro senza acqua.
Nonostante referendum che ne negavano la privatizzazione vinti a maggioranza e partecipati, la politica dei partiti(TUTTI) se ne è fregata e si è “distratta” su altre faccende affacendata.
Le partecipate pubbliche o miste o già privatizzate non investono per curare tubazioni -gruviera, preferiscono aspettare nuovi allacciamenti redditizi.
I comuni deprivati di risorse dal governo centrale e dallo spreco non muovono una paglia.
L’Enel, l’ENI altri gestori, anche stranieri, che hanno concessioni su invasi o dighe o altro fanno piani per favorire l’aumento di fatturato e del valore del profitto che rigirano fra soci ricchi tramite la borsa.
Quindi l’acqua è il tema che abbatte barriere regionali o meglio le cambia nel merito.
Nel capitalismo finanziario italiano giace, come problema irrisolto.
I vari studi e ricerche di competenti sono inutilizzati, nonostante siano, come documenti da tempo in mano alla politica dei partiti .
Sono scelte trasversali che bande diverse si contendono a parole, ma su cui nessuno agisce.
Persino il M5S che aveva una delle stelle del logo legata all’acqua non ha fatto nulla nonostante la pressione del Comitato Nazionale Acqua Pubblica e pure una legge presentata da suoi militanti eletti, non ha avuto riscontro. Figuriamoci gli altri del csx o cdx.
Serve andare a monte dei problemi, cercare l’origine delle situazioni altro che tombare fiumi e torrenti come Bucci e Toti fanno a Genova, non è neppure ambientalismo, è la sopravvivenza della specie umana in ballo.
Volete fare un campo largo… attivate una discussione sull’acqua e decidete obiettivi possibili socialmente o sparite dal teatro della vita!
Gatti Gianni