Dalla pg FB di Pierluigi Fagan 08/09/2024
Più d’uno ha lamentato il fatto che tra le storture della immagine di mondo dominante, vi sia la cancellazione della storia, la storia non determinerebbe più i significati perché questi si determinano all’istante, secondo variabile piglio e necessità. Questa idea è pienamente neoliberista.
Tant’è che nel dibattito sulla diade destra-sinistra, si nota una immane confusione per la quale, secondo alcuni, i temi del sovranismo, UE, Stati Uniti d’Europa, ecologia e clima, femminismo e gender, Governo mondiale, cosmopolitismo, tecnologia, scienza, guerre e pace, migrazioni etc. etc. non si saprebbe dove collocarli, i temi ed i portatori di opinioni relative.
SINISTRA è termine che ha duecentotrentacinque anni (1789-2024), c’era prima del neoliberismo, di me e di voi poiché origina dalla Rivoluzione francese. In questi due secoli e mezzo, ha significato posizioni politiche, pratiche e teoriche, di due tipi collegati: eguaglianza e progresso. Nello specifico: socialismo, anarchismo, comunismo, movimento operaio, marxismo, socialdemocrazia e sindacalismo nei secoli XIX e XX.
Ne deriva, nel dopoguerra, l’intera storia del PCItaliano (1921), PCFrancaise (1920), PCEspana (1921), PC Portogues (1920), il PCGreco (1918) della SPD tedesca (1863-1890) ed il Labour britannico (1900) almeno fino a Tony Blair. I PC italiano e francese hanno fatto le rispettive resistenze contro fascisti e nazisti, quello spagnolo ha continuato a combattere i fascisti di Franco (1976), quello portoghese i fascisti di Salazar (1974), quello greco fino alla fine del regime fascista dei colonelli (1974). Tutto ciò assieme a socialisti, sinistra liberale (o liberalismo sociale o liberal-socialisti tipo Bobbio), liberalismo di sinistra (liberalismo no neoliberismo), progressisti, democratici radicali etc.
Dopo, all’interno della forma democratica occidentale, si sono sempre battuti per ciò che Vladimiro Giacché ricorda nella Prefazione al libro della SW recensito nel post precedente: “ricerca della giustizia e della sicurezza sociale, di resistenza, di rivolta contro la classe medio-alta e di impegno a favore di coloro che non erano nati in una famiglia agiata e dovevano mantenersi con lavori duri e poco stimolanti.” Una cosa era chiara: rappresentavano gli svantaggiati. Altresì, l’orizzonte ideale per più di due secoli è stato il tendere verso l’eguaglianza sociale delle opportunità.
La destra, invece, riteneva e ritiene la diseguaglianza un fatto di natura, intrascendibile non solo perché essendo di natura è così e basta, ma anche perché non sarebbe giusto rispetto al valore dello spettro per cui c’è chi domina e chi è dominato, naturale anch’esso. Significato a differenza tra destra e sinistra è tutto qui.
È un significato superato? Solo gruppi di persone con lo yoghurt nella scatola cranica può non rendersi conto che la diseguaglianza sociale connota le società complesse di ogni ordine, tempo e luogo da cinquemila anni ed è “la” questione centrale del contratto di convivenza nella polis, quindi della politica che da polis discende. Animava anche il dibattito tra Platone che vedeva società piramidali diseguali perché era giusto così (ed infatti odiava la democrazia) ed Aristotele che avvertiva che una società stabile e virtuosa era quella dotata soprattutto di un centrale pancia media con pochi picchi in alto ed in basso. Verticale l’uno, orizzontale l’altro.
L’avvento dell’ideologia neoliberale ha portato questo yoghurt cranico per cui: a) la sinistra così definita o è rimasta a dimensioni irrilevanti; b) o si è trasformata in ibrido confuso tendente al solo progressista (variandone in parte anche il significato e staccandolo da quello di uguaglianza); c) o è diventato il neoliberismo progressista di cui al post precedente (Clinton, Blair, Schroeder, PD).
Questo modifica il significato della categoria di sinistra? Se qualcuno lascia una categoria e va da un’altra parte non cambia il significato della categoria in cui stava, cambia solo la propria iscrizione, cambia squadra lui personalmente. Il fatto che la categoria dopo duecentotrentacinque anni appaia pressoché vuota non annulla la categoria, è una contingenza storica sicuramente reversibile. E tra l’altro ripeto quanto scritto in precedenza, In Francia, Spagna, Portogallo, Grecia ed ora pare anche in Germania e financo in Gran Bretagna visto che pare Corbyn stia fondando un nuovo movimento, la categoria non è del tutto vuota, la vuotezza è solo uno specifico italiano.
Datevi una regolata, parlare di queste cose assolutizzando l’orizzonte italiano e pure solo degli ultimi trenta anni è senza senso, non vi macchiate di insensatezza.
Quindi dire che il significato di questa categoria non è più attuale è dire una scemenza di una tale enormità che giusto chi ha lo yoghurt nel cranio può pensare. Il fatto che la categoria sia oggi poco frequentata e spesso tradita non annulla la categoria, non ne sposta il significato bisecolare rileva solo il successo di un complesso ideologico avversario che ha spostato i termini politici d’attualità vestendoli di nuove definizioni, trascinando con sé quasi l’intero spettro politico di ex-destra, ex-sinistra e financo di centro. Il significato della categoria non lo dà il PD che è un epifenomeno della contingente storia italiana degli ultimi trenta anni, rendetevi conto che c’è un mondo più ampio del vostro cortile di casa e degli ultimi trenta anni in cui siete vissuti.
Consiglio ai naviganti il procelloso mare della opinione politica di dotarsi di una bussola, altrimenti si perde la rotta, l’orientamento, si gira in tondo ed alla fine ci si strangola con le proprie mani. Se incontrate difficoltà a rubricare i veri fenomeni contemporanei come di questa o di quell’altra categoria aguzzate l’ingegno, studiate, fate ragionamenti, parlatene con altri (senza urlare e pensando di avere la verità in tasca), sforzatevi di costruirvi una opinione vostra basata su fatti.
È interesse del neoliberismo spostare l’asse delle categorie politiche da quello tradizionale ad altro di sua convenienza, altrimenti si vedrebbe l’ovvio ovvero che il neoliberismo è una ideologia massimamente diseguagliante, quindi massimamente di destra. Vestita di progressismo è solo crossdressing. Come la destra “sociale” o “popolare”.
Tutto ciò fa parte di quello che si chiama “immaginario” e una delle cose culturalmente più importanti da fare oggi e decolonizzare il nostro immaginario, rimetterlo a posto, ridefinirlo, riassettarlo, scacciare coloro che l’hanno confuso per perseguire i propri interessi.
Poi, se qualcuno è in strenuo favore della ricerca di maggiore eguaglianza sociale e politica e non ama definirsi di sinistra va benissimo uguale. Non c’è problema. Di contro, definirsi “popolare” o “sociale” ma senza comportarsi politicamente in favore concreto di una lotta serrata contro le diseguaglianze è solo voluta confusione, camuffamento, pressa in giro, populismo d’accatto, furbizia elettorale, travestimento, sfruttamento del fatto che molti hanno lo yoghurt nel cranio per prendere il potere, ricavarne un bel reddito e posizione sociale, portarsi appresso amici e parenti.