LIMES RELOADED?

Dalla pg FB di Pierluigi Fagan

E così il prode Draghi ha presentato il suo piano per la vita o la morte dell’UE, concetto ribadito e giustificato proprio alla presentazione del piano stesso.

Ripeto quanto già scritto in precedenza. Draghi sapeva e sa benissimo che o il piano riforma si fa dell’entità da lui prospettata (e non è neanche garantito funzioni del tutto) o non si ha alcuna possibilità di rimettere l’UE in carreggiata strategica. L’UE muore di stenti, marginalità e sudditanza verso USA e Cina, se non fa il piano, se lo fa ma non in quel modo, se rimane così com’è.

Altresì, il piano costa 800 miliardi in cui il pubblico dovrebbe fare la prima mossa per poi trascinare gli investimenti privati (che detto così suona bene ma in dettaglio la cosa poi non è priva di problemi pratici non essendo l’UE uno stato e quindi ingenerandosi poi problemi di brevetto e titolarità varie).

Comunque, quei fondi che si ricorda ammonterebbero a due piani Marshall (quello che UE avrebbe dovuto o dovrebbe fare per l’Africa per gestire la convivenza d’area per i prossimi venticinque anni in cui gli africani diventeranno 2,5 mld con una età media di 19 anni onde stabilizzare i flussi migratori dando agli africani la possibilità di nascere, vivere e morire nella propria terra, come tutti), dovrebbero esser finanziati da debito comune, i fatidici eurobond. Sull’argomento migranti che tanto infiamma i cuori, ricordo che il piano Marshall venne fatto più o meno per lo stesso motivo da parte degli USA ovvero evitarsi altri 20-25 milioni di migranti (se non di più) come dopo la Prima guerra mondiale.

In più, tutta l’operazione presuppone un profondo riassetto dell’ordine procedurale decisionale interno all’UE.

Riforma dell’UE, accettare debito comune, essere d’accordo su lineamenti di politica economica strategica, creare aziende a capitale misto in grado di operare come europee piuttosto che solo francesi o tedesche in campi strategici che legheranno i contraenti per decenni a venire etc. grandi, profonde ed impegnative scelte.

Tutto questo Draghi lo sapeva ben prima di presentare il piano. Così sapeva altrettanto bene che il piano non aveva, come non ha, alcuna possibilità di essere adottato dai 27.

Tant’è che i paesi nordici hanno già detto no grazie, nel mentre Scholz rivede nei fatti Shengen con applauso olandese e travaso di bile polacco, ungherese e di ogni altro paese dell’est Europa.

L’Europa dell’ovest non vuole più migrazioni dall’est e dal resto del mondo, L’Europa dell’est non vuole gli sia impedito migrare ad ovest, tantomeno dover assorbire migrazioni extra-europee. La Germania ed i paesi del nord non si sognano minimamente di rivedere procedure decisionali che sul piano democratico (ovvero dei puri numeri parlamentari) li vedrebbe perdenti. Tantomeno hanno intenzione di imbarcarsi in operazione di debito comune con gli altri.

Il piano serviva in teoria proprio per dare maggior agio, crescita ed espansione alle società europee, ma presuppone primi passi che nessuno vuole e può compiere. Infatti, al di là delle singole volontà di questo o quel leader, giocano anche i rapporti di forza interni. Ad esempio, come segnalato, la leader di AfD ha già detto “La Germania non ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno della Germania” il che tradotto significa “o fate come diciamo noi o ciccia” e questo “come diciamo noi” non dice certo di fare debito comune. Quindi se SPD vuole sopravvivere deve spostarsi un po’ verso le posizioni AfD come ha fatto con la revisione delle politiche di accettazione ai confini. La Germania quindi è “out” su tutta la linea.

Quindi, visto che il nostro sapeva già tutto questo, perché ha presentato lo stesso il piano? Alla presentazione è stato sibillinamente aggiunto: così sarebbe bene, ma se non c’è accordo tra tutti si potrà comunque farlo a geometrie variabili con chi ci sta. Questo concetto delle “geometrie variabili” gira da qualche anno, non è nuovo. Andiamo quindi verso progetti settoriali di politica economica e di investimento comune finanziate da debito pubblico comune non UE ma dei contraenti? Una sorta di tessitura diagonale europea accanto ma fuori dalle logiche del carrozzone di Bruxelles? Chi ci starebbe? I paesi latino-mediterranei ad esempio? Vedremo…

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