Un voto sullo spartiacque del rigassificatore

Siamo a ridosso delle elezioni regionali liguri e se parla Vaccarezza, Rixi, Orlando e altri figuri interessati posso dire la mia in tutta franchezza senza legami con partiti, un opinione che può essere contestata certamente, ma almeno con argomenti motivati sia pure in sintesi e non offese o giudizi borderline.

Dunque, da Savonese la campagna è molto introiettata da un aspetto specifico in generale: la questione rigassificatore (che è diverso parlare di progetti ecosostenibili nel senso e con strade ben definite). Secondo me questo è il primo errore dentro un movimento sano, poiché dopo un anno circa di battaglie e proteste che ha certamente unificato una lotta, difficile trovare più di due persone che partecipano con la stessa chiarezza di critica e di coscienza a questa ribellione.

L’errore non è dei singoli a mio avviso, ma di un dibattito che non è che non ci sia, ma è sistematicamente ignorato o depotenziato da chi ha interesse a non svilupparlo a fondo per continuare a usare il momento.

Con questo intendo capire per quale società e quale energia ci stiamo battendo e non è scontato e banale, anzi…

La questione è tutta lì e non è poca importanza, poiché fra i vari percorsi politici dominati dai partiti istituzionali e con poco approfondimento di quelli marginali per non contrastare ci ritroviamo una eredità non semplice da gestire, semplicemente perché non c’è una comunità compatta dentro lo schieramento che si batte contro il “mostro della Snam-Meloni” che abbia una visione complessiva.

Allora in un crescendo sindacale di piccole storie ambientali, economiche e di sicurezza e sanità siamo a dire NO al rigassificatore!

Ecco la prevalenza di questo metodo per stare uniti (con chi?) che la destra del dopo Toti che ha cambiato opinione e si schiera a parole, questo solo in teoria e per consenso elettorale.  Anche il candidato del Campo Largo scelto, cioè Orlando cavalca la tigre e mentre parla anche di rinnovabili la sua tesi di progetto non è affatto spiegata su come cambierà la situazione in Liguria sull’aspetto energia, solo genericità. Se volete anche Vaccarezza parla in quel senso, per nulla turbato dalle belinate messe in campo dalla destra che faceva affari e ancora ci riprova, in cui la priorità è il sostegno al liberismo delle grandi imprese che ormai sostenute dalla finanza dirigono l’intera orchestra.

Ma l’ingenuità sta in quella così detta sinistra che non ha dialogo, ne progetti davvero alternativi.

Non è la stessa cosa spingere secondo il PNIEC di Draghi firmato da tutti prima della Meloni (da non dimenticare) per avere energia sostenibile fatta da imprese private o sostenere rigassificatori ancorati in mare e costi spalmati sulle bollette a carico dei consumatori-cittadini, invece che chiedere e programmare dettagli di come creare una rete di energia sostenibile diffusa e democratica, cioè dove i consumatori sono padroni dell’energia.

Ecco a mio avviso l’inganno elettorale di questo Campo Largo che a parole si oppone alla destra, mentre chiede un voto che sarà “contro il rigassificatore” ma NON PER UNA VERA ALTERNATIVA ENERGETICA poichè al suo interno sono tesi contrastanti.

Se fai una zuppa con tanti ingredienti, ma uno assolutamente non ti piace e non  lo vuoi, perché devi mangiarla in ogni caso?

 COSI’ NON SE NE ESCE!

Quindi chi decide di votare questi personaggi perché si oppongono al rigassificatore e basta (non considero neppure la cultura di destra) convinti di una utilità alla battaglia in se del rigassificatore, va contro i propri interessi  di cittadino per tutta un’altra serie di temi( energia compresa):  come la stessa transizione energetica che NON c’è, la guerra esportata, la fede Nato o atlantica come origine dei cambiamenti di mercato energetico e non solo, la produzione di armi, le leggi sul lavoro (Renzi ed il PD sono gli autori del Job Act per esempio) la privatizzazione incontrastata perché ritenuta utile dei beni comuni come sanità, acqua, ecc (alla faccia del referendum), la distruzione sistematica dell’istruzione e della ricerca, il welfare che ormai è una chimera con molti poveri anziani abbandonati a se stessi, l’ambiente senza nessuna considerazione istituzionale rispetto alle esigenze territoriali, nonostante l’oggettivo cambiamento climatico che sconvolge ogni aspetto della vita(dall’abitare, all’agricoltura, alle migrazioni di massa) . Tutte cose a cui ha contribuito quel PD di Orlando in prima persona nel tempo in cui erano loro a decidere e di cui non si sono affatto pentiti e non hanno piani per mettere correzione al deja vù.

Parliamo di gente che con i confederali faceva scioperi e manifestazione contro i bonus energetici, contro il salario minimo che ancora oggi è lasciato in stand-bay (22 contratti di categoria firmati dalla CGIL sotto i 6 euro/h ) mentre in Germania sono a 12,5 euro/h per tutti come minimo.

Insomma, in estrema sintesi la miopia politica guida un metodo di intervento.  Chi si aspetta un cambiamento generale in Liguria dietro all’aspirazione del Norigassificatore si illude, basta mettere insieme i fatti, la storia fino ad ora, le dichiarazioni dello steso Orlando( fra cui mi ha colpito gli 800 euro/mese ai ragazzi tirocinanti per non farli andare via…), del vecchio cammello liberista Burlando col programma simile alla destra( Gronda, Terzo Valico, Porto con diga, ecc) non le opinioni.

Non cambierà il futuro prossimo istituzionale dei cittadini liguri chiunque vinca e quelle poche anime ribelli presenti anche elettoralmente  non hanno possibilità al momento di essere determinanti ed incisive.

Il rigassificatore, che ancora oggi basta leggere ed ascoltare è prerogativa del governo (Toti era solo l’incaricato per conto di) se non contestano queste forme di privatizzazione di consumo energetico poco si modificherà, anche se ovvio non decideranno nulla prima delle elezioni.

Però si dovrebbe poter capitalizzare questo straordinario patrimonio della protesta anti rigassificatore, anche creativa per capirsi meglio, ampliare il discorso che non ha senso fare su un social, stringere solidarietà fra le parti non omologate

In concreto il problema non è se votare o non votare, ma quale valore diamo alla nostra vita sociale e perché!

Gatti Gianni

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