Cogliere la “prima mela” è difficile, ma non impossibile

Sottotitolo: i giochi sembrano già fatti, ma nulla è sicuro sotto questo cielo

Dal Sexolo XIX di ieri

Bucci, la coalizione fa quadrato: «Basta insulti, si parli di progetti»

Il candidato: «Più efficaci sul sistema sanitario, commissari per gli ospedali»

Claudio Scajola l’unico a nominare l’assente Toti: «Grazie per il suo lavoro»

Schlein lancia Orlando «Al voto per il riscatto ligure»

«Difendiamo la sanità pubblica, ora chi non ha carte di credito non si cura

E lo diciamo chiaro a Bucci: il nostro no è per tutte le mafie nella regione»

Da definire 5 delle liste per Orlando, in campo anche Ferrando

Ultimi ritocchi per Sansa e Avs  Il M5S: «Vogliamo fare bene»

Mi sento forzatamente come l’ultimo indiano rimasto a rompere lo schema che si sta consumando con ovvia regia teatrale da tutte le parti

La destra anche simbolicamente sceglie alberghi di lusso, quelli dove Bucci con Toti, Scajola e contorno facevano affari consistenti e cucivano relazioni. Da lì rilancia l’efficienza mortale nella sanità che, se non fa profitto non serve.

La cosiddetta sinistra (per chi ancora la definisce in questo modo) va tra i poveri, alla Don Gallo, la stessa piazza dove fu lanciato Doria tempo fa. Qui serverebbero registratori per tenere a memoria le parole che fanno peso nel prossimo futuro, in special modo sul tema sanità, dove oggi abbiamo raggiunto il fondo nel senso della fine di ogni residuo di servizio pubblico gratis, ma anche nel senso della speranza di cambiamento della popolazione. Dovranno rendere conto prima o poi di questo abisso non colmabile a parole rispetto ai fatti della quotidianità vissuti dai cittadini.

In una regione dove la maggioranza è composta da vecchi che non hanno servizi reali, dove buona parte della famosa classe operaia ancora garantita sta producendo armi letali o sistemi militari, cantieri navali per guerra, droni per spionaggio, sicurezza privata, mentre chi lavora nelle partecipate non può difendere beni comuni, dove il welfare è ormai stracciato dalla realtà e affidato alle amorevoli cure di privati a pagamento. Con liste d’attesa kilometriche per case di riposo con rette impagabili

In una regione dove i giovani, con una istruzione rammendata ad uso e consumo delle imprese, hanno la “migliore offerta concreta negli 800 euro/mese” per tirocinanti da parte di Orlando e nessun luogo concreto di aggregazione (a parte le discoteche private) per fare musica o altro

In una regione che nei fatti punta ad una differenziazione fra Genova, su cui puntano la maggioranza dei progetti e le altre città, con la riserva indiana data dall’entroterra senza speranza di futuro, abbandonata a se stessa, con una progettualità che assegna a questi luoghi solo industrie inquinanti e tossiche o assurde società per drenare soldi pubblici dove si ciancia di fusione fredda nucleare, con una agricoltura di piccoli appezzamenti inefficienti e dove il live motive degli investimenti per turismo neanche sfiorano la Val Bormida o le altre valli, buone solo per funghi se la natura aiuta…

In una regione dove non c’è nonostante studi e progetti sulla carta, nessun contrasto concreto al dissesto idrogeologico, alla cura dei boschi e del verde o di progetti per rendere strade ed autostrade almeno usabili come tali con pagamenti di pedaggi assurdi mentre ancora oggi la linea principale ferroviaria ha tratti a binario unico.

Certo, se uno vuol parlare di progetti può fare confronti, ma nessuno dei contendenti ha dettagli da verificare, restano generici perché fra le idee e la fattibilità c’è di mezzo il mare…  Molti sono ancora quelli scaturiti decenni fa (Gronda) nei musei a circuito chiuso dei consigli regionali, provinciali e comunali fra cemento e supermercati

Poi dalle parole serve capire che c’è anche un problema poco sbandierato della relazione fra regione e governo centrale, in un crescendo di tagli alla spesa e con risorse continuamente erose dal centro e i vincoli di comuni di bilancio in pareggio, non risolvibile territorialmente.

Voterà per una delle parti in contesa elettorale solo la quota di persone ancora benestanti o almeno con un reddito fisso, mentre la quota dei disperati precari, cassintegrati, disoccupati, sottoccupati con qualche lieve variante starà alla finestra, perché la vita svela più delle parole a vanvera e dà una saggezza da interpretare fatta di scetticismo e di delusione individuale in una collettività assente, in una democrazia NON rappresentata

Inoltre serve far notare che ci sono gruppi di persone serie ed oneste che meritano attenzione e che hanno assolutamente necessità di confronto. La politica varia velocemente e mentre sarà dura per loro (Uniti per la Costituzione, ecc) superare lo sbarramento del 3% con un programma radicale ovviamente boicottato dai partiti presenti e anche dal menefreghismo di base oltre alla mancanza di mezzi comunicativi. Ma il coraggio delle idee può passare, come la storia insegna, anche attraverso posizioni radicali, dove la cultura serve, come anche tanti aspetti concreti, pragmatici di vita e scelte alternative. Costruire mondi non per farsi piacere solo elettoralmente, ma per alimentare una crescita politica su una visione sociale diversa, alternativa. Creare possibilità di incontro collettivo e aiutare chi ci sta provando in modo diverso senza cadere nelle trappole delle chiacchere senza conseguenze, può essere un modo per cominciare a contarsi e coagularsi in regione e non solo.

Il mio invito è di contestare la mia breve analisi, di argomentare posizioni diverse , perché non  solo non ho la verità in tasca, ma parlare serve a creare idee e le idee possono diventare movimenti diversi e sociali.

Gatti Gianni

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