A cosa serve l’ONU in Libano?

Dunque per fortuna abbiamo Crosetto a ministro della guerra…. pardon della difesa.

Tuona alto e chiama ambasciatore israeliano che gli risponde: però noi l’avevamo detto toglietevi dalle palle che passiamo…. Routine diplomatica a posteriori

Il punto è che quei nostri e altrui soldati “prestati alle bandiere ONU” nel Libano non hanno mai avuto senso . L’ONU come strumento di difesa di posizioni è un fallimento planetario assodato da Sebreniza in poi..

Dovevano formare professionalmente i militari dell’esercito libanese. Esercito in sostanza sostanzialmente composto da simpatizzanti Hezbollah filo iraniani e appena sono cominciati i bombardamenti di Israele si sono squagliati come neve al sole.

Le parole sui social a favore dei meravigliosi e militarissimi carabinieri italiani che spiegano come si fa ad ammazzare chi ti sta sulle scatole sono un teatro evitabile.

Non secondaria è la quantità di persone in maggioranza uomini, ma anche donne, che decide di andare a prestare questo servizio semplicemente perché è strapagato e se fate una ricerca (ci ho provato) su internet di questo non trovate traccia salvo qualche giornalista più curioso.

Dovevano garantire i “confini non confini” fra Libano e Israele. Nessuna novità se dico che è ridicolmente inutile sia da una parte, poiche dal 1978 gli Hezbollah palestinesi si ritenevano al sicuro in Libano per incursioni terroristiche in Israele, sia dall’altra, poiché soprattutto i cieli sono stati violati mille volte da Israele con droni spia e aerei per bombardare paesi altri, arabi

Per che cosa 1300 italiani in armi attrezzati stanno lì e mentre Israele spiana decine di km per impedire ogni forma di vita nel territorio di mezzo loro non muovono una paglia? Quali regole d’ingaggio ONU che hanno trasformato questi soldati esperti in guardoni dei massacri di civili(proprio come a Sebreniza)?

Ma per fortuna il teatrino recita:

– Crosetto e Meloni che parlano di crimini di guerra (ma solo perché hanno sparato agli italiani e ad altre nazionalità) e non vanno oltre il bla bla poiché Leonardo & CO devono poter continuare a vendere armi.

– Schleyn e Campo Largo (che pare un po’ ristretto) “Abbiamo condannato con fermezza il brutale attacco di Hamas che non è il popolo palestinese. Ma quello che stiamo vedendo sul popolo palestinese è una punizione collettiva, una risposta del tutto sproporzionata”: lo ha detto Elly Schlein alla Camera, intervenendo sulle mozioni sul Medio Oriente.

In concreto oltre ai giudizi morali, nessuno fa niente di concreto, non come richiesta formale di fine fornitura armi, di richiamo ambasciatori, neppure a livello diplomatico.

Gutierrez segretario ONU tiene duro sulle basi e dice restiamo al nostro posto, tanto non c’è lui in quei posti.

La domanda banale è: per FARE COSA?

Tutte le logiche d’ingaggio militari e diplomatiche sono carta straccia, rimane lo “spendificio” concreto nel mantenere migliaia di militari attrezzati per la guerra e ridotti a guardoni silenziosi di un massacro annunciato e perseguito con determinazione.

I libanesi sono un popolo povero, frazionato in bande armate in perenne lotta fra loro, dediti a traffici di armi, casinò, droga e petrolio contrabbandato non c’è una vera autorità. Dai fasti di Beirut città futuribile di turisti ricchi e amanti del “bon vivre” a rifugio (valle della Beka) di palestinesi, di reduci di Chabra e Chatila senza speranza che campano di aiuti internazionali. L’EUROPA grande assente.
La politica recita, l’opposizione reale scende in piazza a sfidare il nuovo decreto come in una fiction

Gatti Gianni

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